Diritto e Fisco | Editoriale

Docenti universitari: quando possono fare un doppio lavoro

15 maggio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 maggio 2018



Dal Ministero arriva la stretta sulle attività private di professori a tempo pieno. Ma ci sono degli incarichi che possono accettare senza autorizzazione.

Chi esercita come professore in un ateneo statale è considerato, a tutti gli effetti, un dipendente pubblico con un rapporto di esclusività. A questo punto, i docenti universitari possono fare un doppio lavoro? A stare a guardare inchieste e pronunciamenti del Ministero dell’Istruzione, la risposta è decisamente negativa. I docenti a tempo pieno che, insieme all’insegnamento nelle facoltà, offrono delle consulenze a pagamento o partecipano a società esterne violano la legge e, secondo le stime della Guardia di Finanza, provocano un danno erariale per decine di milioni di euro.

Tuttavia, ci sono dei casi in cui i docenti universitari possono fare un doppio lavoro, purché non sia in conflitto con gli interessi dell’ateneo o incompatibile con la funzione pubblica che svolgono. È il caso di chi collabora con una rivista specializzata, di chi partecipa ad un convegno o di chi, ad esempio, insegna scienze giuridiche ed economiche ed ha uno studio di avvocato.

Vediamo allora cosa è permesso e cosa non non è permesso fare ai docenti universitari e quando possono fare un doppio lavoro.

Docenti universitari e doppio lavoro: i divieti del Ministero

Il «no» ai docenti universitari sul doppio lavoro arriva dall’ormai lontano 2001 grazie ad un decreto legislativo [1] che vieta di violare il loro rapporto in esclusiva con la Pubblica amministrazione. Un vincolo spesso disatteso, tant’è che la responsabile del Miur, la ministra Valeria Fedeli, ha sentito la necessità di intervenire di comune accordo con il numero uno dell’Anticorruzione, Raffaele Cantone. Insieme hanno deciso di chiamare in causa i rettori attraverso un documento di indirizzo.

L’intenzione è quella di fermare definitivamente l’eccesso di consulenze, le partecipazioni a società ed il doppio lavoro con partita Iva da parte dei professori assunti a tempo pieno. Ed è diventato proprio dei rettori il compito di vigilare e di verificare che tali abusi non ci siano più. I dirigenti delle università dovranno stabilire delle procedure interne che prevedano il dovuto monitoraggio delle attività svolte dai docenti con una comunicazione al Ministero almeno semestrale.

Ma quali sono i divieti del Miur sul doppio lavoro dei docenti universitari? Rispondono ai criteri generali in materia di incarichi vietati a tutti i dipendenti delle Pubbliche amministrazioni. Pertanto, i professori non possono avere privatamente degli incarichi altrove che presuppongano:

  • abitualità e professionalità (per i docenti a tempo pieno o a tempo parziale con percentuale superiore al 50%);
  • conflitto di interessi (per tutti).

Divieto di abitualità e professionalità

I docenti universitari a tempo pieno o a tempo parziale con una percentuale superiore al 50% hanno il divieto di svolgere delle attività come privati che presentino le caratteristiche di abitualità e di professionalità. Significa che non possono esercitare attività commerciali o industriali né alcuna professione o assumere impieghi alle dipendenze di privati o accettare cariche in società costituite a fine di lucro.

Sono escluse da questo divieto, pur essendo necessaria la relativa autorizzazione da parte del Rettore dell’università:

  • le cariche in società cooperative;
  • i casi in cui le disposizioni di legge consentono o prevedono espressamente la partecipazione o l’assunzione di cariche in enti o società partecipate o controllate;
  • le cariche nell’ambito di commissioni, organismi o comitati pubblici, sempre che l’impegno sia compatibile con l’orario e con l’espletamento degli obblighi di lavoro in università;
  • altri casi particolari oggetto di valutazione.

Conflitto di interessi

Per quanto riguarda il divieto di svolgere un doppio lavoro che comporti un conflitto di interesse, sono vietati ai docenti universitari:

  • gli incarichi a favore di soggetti nei cui confronti la struttura di assegnazione del docente ha delle funzioni che riguardano il rilascio di concessioni o autorizzazioni o nulla osta anche in forma tacita;
  • gli incarichi a favore di fornitori di beni o di servizi per la Pubblica amministrazione quando il docente partecipa a qualunque titolo all’individuazione del fornitore;
  • gli incarichi a favore di chi detiene rapporti di natura economica o contrattuale con la Pubblica amministrazione, tranne nei casi espressamente previsti dalla legge;
  • gli incarichi a favore di chi ha oppure ha avuto nel biennio precedente un interesse economico rilevante in decisioni o attività riguardanti l’ufficio di appartenenza;
  • gli incarichi a favore di soggetti verso i quali la struttura di assegnazione del dipendente svolge funzioni di controllo, di vigilanza o sanzionatorie;
  • gli incarichi che possono creare un danno all’immagine dell’Amministrazione;
  • in generale, tutti gli incarichi che presentano un conflitto di interesse per la natura o l’oggetto dell’incarico o che possono pregiudicare l’esercizio imparziale delle funzioni del docente.

Altri divieti

Indipendentemente dall’orario di lavoro, sono vietati per tutti i docenti universitari pubblici:

  • gli incarichi che interferiscono con l’attività ordinaria in relazione al tempo, alla durata e all’impegno richiesti;
  • gli incarichi che si svolgono durante l’orario di lavoro, tranne quando il docente usufruisce di ferie o di permessi;
  • gli incarichi che possono compromettere l’attività di servizio;
  • gli incarichi svolti con attrezzature, mezzi o beni di proprietà della Pubblica amministrazione, salvo espressa autorizzazione;
  • gli incarichi a favore di dipendenti pubblici iscritti ad albi professionali e che esercitino attività professionale, salvo le deroghe previste;
  • tutti gli incarichi assunti senza un’espressa autorizzazione.

I docenti con un rapporto a tempo parziale con percentuale uguale o inferiore al 50% non possono svolgere incarichi o attività che non siano stati oggetto di comunicazione al momento della trasformazione del rapporto o in un momento successivo.

Docenti universitari: quando possono fare doppio lavoro

Non ci sono solo dei divieti. In alcuni casi, i docenti universitari possono fare un doppio lavoro anche senza l’autorizzazione della Pubblica amministrazione. Nello specifico, possono:

  • collaborare con giornali, riviste o pubblicazioni varie;
  • sfruttare economicamente una loro opera;
  • partecipare a convegni o seminari;
  • accettare un incarico in cambio di un rimborso spese documentato;
  • accettare un incarico quando si trovano in aspettativa, in comando o fuori ruolo;
  • accettare un incarico di un’organizzazione sindacale;
  • svolgere attività di formazione rivolta verso i dipendenti pubblici o di docenza e di ricerca scientifica;
  • partecipare a società agricole a conduzione familiare purché si tratti di un’attività di piccole dimensioni e la prestazione non abbia carattere di continuità;
  • svolgere l’attività di amministratore di condominio, purché si tratti dello stabile in cui il docente abita;
  • accettare l’incarico presso le commissioni tributarie o come revisore contabile.

Ad esempio, come detto, un docente universitario a tempo pieno non può occuparsi dell’amministrazione di più condomini, neppure se iscritti all’albo professionale, come ribadito dalla Corte dei Conti della Toscana [2]. Il rischio che corre il professore è di dover restituire tutti i compensi percepiti senza l’autorizzazione della Pubblica amministrazione.

note

[1] Dlgs. n. 165/2001.

[2] Corte dei Conti Toscana sent. n. 159/2014 dell’08.09.2014.


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