Diritto e Fisco | Editoriale

Servizio notturno farmacie: costo medicine e detrazione fiscale

16 maggio 2018


Servizio notturno farmacie: costo medicine e detrazione fiscale

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 maggio 2018



Farmacia di notte: come funziona il servizio notturno e a quanto ammonta la maggiorazione sui farmaci che si paga per chi compra d’urgenza.

Ti sarà certamente capitato di andare in farmacia di notte e di notare che, oltre al costo delle medicine, viene addebitato al paziente un ulteriore balzello costituito dai “diritti” per il servizio notturno. È una maggiorazione prevista per legge tutte le volte in cui si acquistano medicinali in orario di chiusura della farmacia. Fra l’altro, dopo 24 anni, la tariffa è stata recentemente aggiornata da un decreto del Ministero della Salute [1]. Ma a quanto ammonta, con precisione, il costo delle medicine per il servizio notturno della farmacia e, soprattutto, è possibile ottenere la detrazione fiscale anche per questa maggiorazione? Di tanto parleremo in questo breve e schematico articolo.

Costo medicine per servizio notturno della farmacia

L’acquisto di qualsiasi prodotto in farmacia fuori orario (dalle medicine ai contenitori per l’analisi delle urine, dalle caramelle per la tosse agli spray nasali contro il raffreddore, dai fazzolettini di carta ai prodotti per la prima infanzia, dagli spazzolini per i denti ai medicinali salvavita) comporta, in alcuni casi, l’applicazione del «diritto addizionale». La maggiorazione si applica solo quando la farmacia fa il turno notturno.

L’importo dei diritti addizionali è di 7,50 euro, che salgono a 10 euro se l’acquisto avviene presso una farmacia rurale sussidiata.

Quando scatta la maggiorazione sulle medicine per il turno notturno?

I diritti addizionali scattano solo se la farmacia, durante il turno notturno, opera a «battenti chiusi» o «a chiamata». Non sono invece dovuti se si acquistano i prodotti durante il normale orario di apertura della farmacia, oggi liberamente scelto dal titolare, il quale può, volendo, anche stare aperto 24 ore su 24. In pratica, se la farmacia è aperta a mezzanotte per propria scelta imprenditoriale (cosa facilmente desumibile dal fatto che le porte sono aperte e accessibili al pubblico), allora non bisogna pagare la maggiorazione. Se invece la farmacia resta aperta per svolgere il “turno notturno” (circostanza che di solito si comprende dal fatto che, per avere l’assistenza, bisogna bussare al citofono o perché il farmacista risponde da dietro la grata) allora sono dovuti i diritti addizionali. 

Nulla è dovuto nell’orario di servizio «battenti aperti», anche quando, per ragioni di sicurezza, il farmacista serve la clientela da “dietro la grata”. 

Quando non bisogna pagare la maggiorazione

Se il paziente si reca in farmacia per un’urgenza certificata da un medico non gli deve essere addebitato il diritto addizionale. In verità la materia è regolamentata da norme regionali. In alcuni luoghi viene infatti previsto che il cliente non è tenuto a pagare la maggiorazione, nonostante l’acquisto avvenga a battenti chiusi, se richiede un farmaco con una ricetta Ssn rilasciata dalla guardia medica o dal pronto soccorso, oppure dal medico che vi abbia annotato il carattere di urgenza. In questi caso è raro vedersi addebitare il costo aggiuntivo, salvo che l’acquisto possa essere fatto anche la mattina successiva, al regolare orario di apertura delle farmacie.

Si può detrarre dalle tasse il costo aggiuntivo delle medicine per il turno notturno?

Anche se la legge non dice nulla a riguardo, si ritiene che la detrazione fiscale pari al 19% sull’acquisto dei farmaci spetti sull’intero importo pagato al farmacista, quindi comprensivo dell’eventuale addizionale per il servizio notturno. Dunque, chi acquista medicinali in orario di chiusura della farmacia, può scaricare dalle tasse la maggiorazione aggiuntivo addebitata dal farmacista nella misura del 19% insieme al costo del farmaco. La detrazione fiscale spetta solo se la spesa complessiva per medicine nell’anno fiscale supera la franchigia dei 129,11 euro. Quindi una persona che spende solo 50 euro in un anno per medicine, non può detrarre neanche un euro dalle tasse.

La regola vuole che, nel costo da portare in detrazione con la dichiarazione dei redditi, vanno ricompresi anche gli oneri accessori di diretta imputazione; pertanto quando il documento di spesa contiene l’addebito del diritto addizionale questo va conteggiati nell’importo detraibile ai fini fiscali. Sullo scontrino è sufficiente la dicitura “diritto addizionale” o simili (ad esempio “Dm 22 settembre 17”, “diritto notturno”, “diritto chiamata”); sono ammesse le abbreviazioni, purché comprensibili.

Così come l’imposta di bollo sulle ricevute sanitarie è detraibile quale «costo accessorio della prestazione professionale», allo stesso modo si può estendere tale  principio ad altre voci, come le spese per pagamenti a mezzo bollettini, Mav e Rav, le spese di spedizione per acquisto di medicinali online presso i siti autorizzati e, infine, il “diritto addizionale”, che non è il corrispettivo di un servizio, ma un onere accessorio sugli acquisti fatti in farmacia a battenti chiusi; come tale è detraibile se lo sono i prodotti acquistati.

A quanto ammonta l’Iva sui costi per il servizio notturno?

L’Iva che il paziente paga sull’addebito per il servizio notturno è la stessa che paga sul farmaco. Quindi, in gran parte dei casi, l’Iva ammonta al 10% dell’importo per i medicinali pronti per l’uso umano e veterinario, compresi i prodotti omeopatici.

note

[1] Dm Salute 22 settembre 2017.

[2] Ag. Entrate, risoluzione 444/E del 18 novembre 2008.

MINISTERO DELLA SALUTE

DECRETO 22 settembre 2017 

Aggiornamento della tariffa nazionale per la vendita al pubblico  dei

medicinali. (17A07164) 

(GU n.250 del 25-10-2017)

 IL MINISTRO DELLA SALUTE 

 Visto l’art. 125 del testo unico delle leggi  sanitarie,  approvato

con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e successive modificazioni

e, in particolare, il comma 1 che prevede che almeno ogni  due  anni,

in aderenza alle fluttuazioni dei costi di  produzione,  a  cura  del

Ministero della sanita’, e’ stabilita  e  pubblicata  la  tariffa  di

vendita dei medicinali, sentito il  parere  della  Federazione  degli

ordini dei farmacisti; 

  Visto  il  regio  decreto  30  settembre  1938,  n.  1706,  recante

«Approvazione  del  regolamento  per  il  servizio  farmaceutico»,  e

successive modificazioni, e, in particolare, gli articoli 37 e 41; 

  Visto il decreto del Ministro della sanita’ 18 agosto 1993, recante

«Approvazione della tariffa nazionale per la vendita al pubblico  dei

medicinali», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 25  settembre  1993,

n. 226, e successive modificazioni; 

  Visto il decreto del Ministro della salute 23 marzo  2017,  recante

«Modifica  dell’allegato  A  del  decreto  18  agosto  1993,  recante

“Approvazione della tariffa nazionale per la vendita al pubblico  dei

medicinali”», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 127 del 3 giugno

2017; 

  Ritenuto di aggiornare la tariffa  di  cui  al  citato  decreto  18

agosto 1993 in aderenza alle fluttuazioni dei costi di produzione, in

conformita’ al disposto dell’art. 125 del  citato  regio  decreto  27

luglio 1934, n. 1265; 

  Visto il contratto collettivo nazionale di lavoro dei dipendenti da

farmacia privata del 26  maggio  2009  e  il  successivo  accordo  di

rinnovo del 14 novembre 2011; 

  Considerata la retribuzione lorda del costo/lavoro  del  farmacista

di farmacia, primo livello, risultante dalle  retribuzioni  stabilite

dai  contratti  collettivi  nazionali  di  lavoro  per  il  personale

laureato dipendente, primo livello, delle farmacie aperte al pubblico

pari ad € 0,425 al minuto; 

  Visto il decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219,  e  successive

modificazioni; 

  Visto il decreto legislativo 6 aprile 2006, n.  193,  e  successive

modificazioni; 

  Visto il decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n.

309, recante «Testo unico delle leggi in materia di disciplina  degli

stupefacenti   e   sostanze   psicotrope,   prevenzione,    cura    e

riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza» e  successive

modificazioni; 

  Vista la legge 14 dicembre 2000, n. 376, recante «Disciplina  della

tutela sanitaria delle attivita’ sportive e  della  lotta  contro  il

doping» e successive modificazioni; 

  Acquisito il parere favorevole della  Federazione  nazionale  degli

ordini dei farmacisti, reso con nota del 21 settembre 2017; 

  Decreta: 

 Art. 1 

  1. E’ approvata la tariffa nazionale per la vendita al pubblico dei

medicinali secondo le disposizioni che seguono e gli allegati A  e  B

del presente decreto. 

Art. 2  

  1. Ai medicinali di cui all’art. 3, comma 1, lettere a) e  b),  del

decreto  legislativo  24  aprile   2006,   n.   219,   e   successive

modificazioni, nonche’ ai medicinali veterinari di cui agli  articoli

10, comma 1, lettera c), e 11,  comma  1,  lettera  c),  del  decreto

legislativo 6  aprile  2006,  n.  193,  e  successive  modificazioni,

preparati estemporaneamente ed eseguiti integralmente in farmacia, si

applica la presente  Tariffa  nazionale  come  determinata  ai  sensi

dell’art. 3. 

  2. Alle formule officinali eseguite in multipli (scala ridotta) che

recano in etichetta l’indicazione del numero di lotto non si  applica

la tariffa nazionale di cui al presente decreto. 

Art. 3 

  1. Il prezzo di vendita al pubblico dei medicinali di cui  all’art.

2, comma 1, e’ formato: 

    a) dall’importo delle  sostanze  impiegate  in  base  all’annessa

«Tabella dei prezzi delle sostanze»  (allegato  A)  o,  nel  caso  di

sostanze non comprese  nella  predetta  tabella,  in  base  a  quanto

previsto nell’art. 5; 

    b)  dall’importo   indicato   nella   «Tabella   dei   costi   di

preparazione» (allegato B); 

    c) dall’incremento di cui all’art. 7; 

    d) dagli eventuali supplementi di cui all’art. 8; 

    e) dal costo del recipiente. 

  2. Al prezzo di vendita di cui al comma 1 si applica l’imposta  sul

valore aggiunto (IVA), ai sensi di legge. 

 Art. 4 

   1. L’importo delle sostanze impiegate di cui all’art. 3,  comma  1,

lettera a), va calcolato in relazione alla  quantita’  effettivamente

dispensata,  con  arrotondamento  alla  seconda  cifra  decimale  per

difetto se la terza cifra decimale e’ minore di cinque e per  eccesso

qualora la terza cifra decimale sia pari o superiore a cinque. 

  2. Ai fini della determinazione del prezzo di vendita  al  pubblico

dei medicinali di cui all’art. 2, comma 1, non e’ consentito  quotare

una sostanza a un prezzo diverso da quello  indicato  nella  «Tabella

dei prezzi delle sostanze»  (allegato  A),  anche  quando  sia  stata

impiegata una sostanza contraddistinta da marchio registrato. 

 Art. 5  

  1. Per le sostanze non  comprese  nell’allegato  A  si  applica  il

prezzo  di  acquisto,  al  netto  dell’IVA,  del  quale  deve  essere

conservata prova documentale. 

  2. Per l’approvvigionamento  delle  sostanze  di  cui  al  presente

articolo,  le  spese  di  trasporto,  ove  fatturate  dal  fornitore,

concorrono alla  determinazione  del  prezzo  della  preparazione  in

funzione della quantita’ utilizzata nell’allestimento della stessa. 

Art. 6  

  1. I costi di preparazione di cui all’allegato B  sono  comprensivi

anche degli oneri connessi al rispetto degli  obblighi  previsti  dal

decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni. 

Art. 7  

  1. I costi di preparazione di cui all’allegato B sono aumentati del

40%,  al  fine  di  compensare  gli  ulteriori  oneri  connessi  alle

attivita’ generali, preliminari e successive  all’allestimento  della

preparazione  nonche’  quelli   connessi   alla   dispensazione   dei

medicinali di cui all’art. 2, comma 1. 

Art. 8  

  1. Al fine di compensare i costi  connessi  all’assolvimento  degli

ulteriori adempimenti, previsti dalle normative  di  riferimento,  e’

dovuto un  supplemento  pari  a    2,50,  per  le  preparazioni  dei

medicinali di cui all’art. 2, comma 1, contenenti: 

    a) una o piu’ sostanze pericolose per la salute umana,  riportate

nella tabella  n.  3  della  Farmacopea  ufficiale  della  Repubblica

italiana o classificate nel  «Global  Harmonized  System»  (GHS)  con

codice univoco «H»; 

    b) una o piu’  sostanze  di  cui  alla  «Tabella  dei  Medicinali

Sezione A» e alla «Tabella dei Medicinali Sezione B» del decreto  del

Presidente della Repubblica 9 ottobre  1990,  n.  309,  e  successive

modificazioni; 

    c) una o piu’ sostanze il cui impiego e’  considerato  doping  ai

sensi dell’art. 1 della legge 14 dicembre 2000, n. 376. 

  2. Nella tariffazione dei medicinali di cui al primo comma, qualora

la  formulazione  comprenda  sostanze  appartenenti  a  piu’  di  una

categoria di cui alle lettere a), b) e c), il supplemento spetta  una

sola volta per ciascuna categoria. 

Art. 9  

  1. Per la dispensazione di uno o piu’ dei medicinali  di  cui  agli

articoli 2, comma 1 e 3, comma  1,  lettere  a)  e  b),  del  decreto

legislativo 24 aprile  2006,  n.  219,  e  successive  modificazioni,

nonche’ dei medicinali veterinari di cui agli articoli  2,  comma  1,

10, comma 1, lettera c), e 11,  comma  1,  lettera  c),  del  decreto

legislativo 6  aprile  2006,  n.  193,  e  successive  modificazioni,

effettuata durante le ore notturne, dopo la chiusura serale,  secondo

gli orari stabiliti dalla competente autorita’ sanitaria,  spetta  un

diritto addizionale di € 7,50  alle  farmacie  urbane  e  rurali  non

sussidiate e di € 10,00 alle farmacie rurali sussidiate. 

  2. Per la dispensazione di uno o piu’  dei  medicinali  di  cui  al

comma 1 effettuata dalle farmacie rurali sussidiate durante le ore di

chiusura diurna spetta un diritto addizionale di € 4,00. 

  3. I diritti addizionali di cui ai commi 1 e 2 sono dovuti soltanto

quando la  farmacia  effettua  servizio  a  «battenti  chiusi»  o  «a

chiamata». 

  4. I diritti addizionali di cui ai commi 1  e  2  non  sono  dovuti

quando la farmacia effettua servizio a «battenti  aperti»,  ancorche’

con modalita’ che escludono, per  misura  di  sicurezza,  il  normale

accesso ai locali. 

Art. 10 

   1. I prezzi determinati in base al  presente  decreto  non  possono

essere incrementati in alcun caso. 

Art. 11  

  1. Sul prezzo di vendita dei  medicinali  calcolato  ai  sensi  del

presente decreto, il farmacista deve concedere  uno  sconto  del  16%

agli enti  pubblici  o  privati  aventi  finalita’  di  assistenza  e

beneficenza, tenuti per  legge,  regolamenti,  contratti  collettivi,

statuti o tavole di fondazione,  alla  dispensazione  dei  medicinali

agli  aventi  diritto,  escluso  comunque   il   Servizio   sanitario

nazionale. Dal suddetto sconto sono  esclusi  i  supplementi  di  cui

all’art. 8, i diritti addizionali di cui all’art. 9 e  il  costo  del

recipiente. 

Art. 12  

  1. Il titolare o il direttore della farmacia deve  avere  cura  che

nella stessa sia conservata, anche in formato elettronico, una  copia

della tariffa nazionale, che deve essere resa visibile a chiunque  ne

faccia richiesta. 

Art. 13 

  1. Il presente decreto  entra  in  vigore  il  quindicesimo  giorno

successivo alla sua  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale  della

Repubblica italiana e dalla medesima data e’ abrogato il decreto  del

Ministro della salute 18 agosto 1993, citato in premessa. 

  Il presente decreto sara’ sottoposto al visto del competente organo

di controllo  e  sara’  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  della

Repubblica italiana. 

    Roma, 22 settembre 2017 

 Il Ministro: Lorenzin 

Registrato alla Corte dei conti il 4 ottobre 2017 

Ufficio controllo atti MIUR, MIBAC,  Min.  salute  e  Min.  lavoro  e

politiche sociali, reg.ne prev. n. 2075 

Allegato A “Tabella dei prezzi delle sostanze” 

 Allegato B “TABELLA DEI COSTI DI PREPARAZIONE” 

 


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