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Su quali alimenti si deve indicare la provenienza?

10 Maggio 2017


Su quali alimenti si deve indicare la provenienza?

> Business Pubblicato il 10 Maggio 2017



Diversi i prodotti alimentari su cui vige l’obbligo dell’indicazione della provenienza. Gli ultimi, in ordine di arrivo, sono la pasta di semola di grano duro e riso.

Pasta di semola di grano duro e riso, presto, potrebbero riportare sulle confezioni l’etichetta di provenienza della materia prima. Una piccola rivoluzione, a favore dei consumatori e delle piccole aziende che fanno della trasparenza il loro punto di forza.

Il 19 aprile è toccato a latte e lattici non Dop e Igp, ora – stando a quanto annunciato dal ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, durante la cerimonia d’inaugurazione di TuttoFood, a Milano – potrebbe toccare alla pasta e al cereale citato.

«Questa mattina – ha dichiarato il ministro – abbiamo inviato a Bruxelles il testo del decreto interministeriale Politiche agricole-Sviluppo economico, in cui si indicano le modalità per applicare l’etichettatura di origine. Seguiremo lo stesso iter di quanto già fatto dall’Italia per il latte e confidiamo in un esito positivo della procedura d’esame». Un decreto che sarà convertito in legge e applicato, in via sperimentale, per due anni.

Cosa dice Coldiretti

«Con pasta e riso e dopo il latte e l’olio extravergine di oliva – gli ha fatto eco il presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo –, si arrivano a coprire i due terzi degli acquisti alimentari da parte delle famiglie italiane. Il percorso è tracciato e con la collaborazione crescente delle aziende di trasformazione arriveremo a chiudere il cerchio anche per l’ultima quota di un terzo della spesa, cioè con ortofrutta e carni trasformate. È la risposta coerente che dobbiamo dare a milioni di consumatori e a tutti i produttori che, con l’etichettatura, hanno uno strumento efficace per la difesa dei loro redditi da una concorrenza estera di bassa qualità».

Etichette alimentari: qualcuno lo fa già…

C’è da precisare, comunque, che già ora – in parte – l’indicazione c’è, e indica prevalentemente provenienza nazionale, come nel caso di Barilla o Pasta Armando. Ma non c’è ancora etichetta l’origine della materia prima. A spiegare meglio il concetto è stata direttamente Coldiretti: «un pacco di pasta su tre è fatto con grano straniero senza indicazione come pure per un pacco di riso su quattro, dopo il boom delle importazioni da Paesi asiatici come il Vietnam che ha aumentato le proprio esportazioni di riso in Italia del 346% nel 2016».

Altri alimenti che devono recare la provenienza

La novità annunciata a Milano continua la serie di prodotti che vengono già controllati con più attenzione. Da ottobre 2005, infatti, esiste l’obbligo di etichetta per il pollo, e da gennaio 2008, c’è anche quello per la passata di pomodoro. C’è poi quello della carne bovina (dopo «l’emergenza mucca pazza») e quello che riguarda l’ortofrutta. E poi: uova e miele.

 

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Autore immagine: Pixabay.com


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