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Diritti del viaggiatore in overbooking

15 gennaio 2013


Diritti del viaggiatore in overbooking

> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 gennaio 2013



L’overbooking (che, alla lettera, significa “sovraprenotazione”) si ha quando le compagnie aeree accettano più prenotazioni del numero di posti effettivamente disponibili. La prassi, regolarmente accettata dalla legge, consente alle compagnie di cautelarsi nel caso in cui qualche passeggero non si presenti all’imbarco. In questo modo i posti vuoti non vanno sprecati.

Ma capita talvolta anche che, presentandosi tutti i passeggeri già prenotati, quelli in overbooking rimangano a terra. Pertanto, a chi ha prenotato in overbooking e non sia riuscito a partire vengono riconosciuti una serie di diritti.

La compagnia aerea deve offrire al passeggero in overbooking una delle seguenti scelte:

1) Rimborso del prezzo del biglietto per la parte di viaggio non usufruita oppure, in alternativa, un nuovo volo con partenza il prima possibile o in data successiva più conveniente per il passeggero, a condizioni comparabili.

2) Assistenza a terra. Ciò significa concretamente:

– pasti e bevande in rapporto alla durata dell’attesa;

– adeguata sistemazione in albergo qualora siano necessari uno o più pernottamenti;

– trasferimento dall’aeroporto al luogo di sistemazione e viceversa;

– due chiamate telefoniche o messaggi via telex, fax o e-mail.

Nel caso vi siano più persone cui dare assistenza, bisogna dare priorità alle persone con mobilità ridotta, ai loro accompagnatori e ai bambini non accompagnati.

3) Risarcimento danni (cosiddetta “compensazione pecuniaria”) pari a:

– euro 250 per i voli, intracomunitari o internazionali, inferiori o pari a 1.500 Km;

– euro 400 per i voli intracomunitari superiori a 1.500 km e per quelli internazionali tra i 1.500 e i 3.500 km;

– euro 600 per i voli internazionali superiori a 3.500 km.

Se il passeggero sceglie la possibilità di viaggiare su un volo alternativo il cui orario di arrivo non superi, rispetto a quello originariamente prenotato, rispettivamente le due, le tre o le quattro ore, la compagnia può ridurre queste compensazioni del 50%.

La compensazione va pagata in contanti, con assegno bancario o con bonifico oppure, in accordo col passeggero, con buoni viaggio e/o altri servizi.

Il pagamento della compensazione non impedisce al viaggiatore di chiedere il rimborso del danno ulteriore, soggettivo, subito a causa del disservizio.

Il passeggero ha diritto alla differenza di prezzo se viaggia in una classe inferiore a quella prenotata.

Per inviare la lettera di richiesta di risarcimento del danno, vai alla sezione “Formule” di questo portale e, in particolare, all’articolo “Richiesta risarcimento danni per overbooking

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