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Decurtazione punti patente: comunicazione obbligatoria?

16 maggio 2018


Decurtazione punti patente: comunicazione obbligatoria?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 maggio 2018



Contestazione dell’ordine di revisione della patente e sottoposizione all’esame di guida per chi perde tutti i punti della patente senza ricevere però alcun avviso dopo le multe.

Hai preso una multa per eccesso di velocità e, dopo un mese, sei di nuovo incappato nell’autovelox. Con la seconda contravvenzione il Ministero ti ha comunicato che hai esaurito tutti i punti della patente e ora, per tornare a circolare serenamente, ti invita a rifare gli esami di guida. La cosa ti insospettisce visto che, dopo la prima multa, non hai mai ricevuto la comunicazione – prescritta dalla legge – che ti informava dell’avvenuta decurtazione dei punti. La polizia si era limitata ad anticiparti la sanzione accessoria sul verbale ma, in seguito a questo, non ti è mai giunta alcuna conferma. Hai perciò ritenuto (evidentemente sbagliando) che nessuna sottrazione di punti era mai stata eseguita a tuo danno. Se invece avessi saputo la verità, saresti corso ai ripari, presentandoti presso una scuola guida per non rimanere a piedi. Così ti chiedi se la comunicazione della decurtazione dei punti della patente è obbligatoria o meno. Sul punto si è espressa più volte la Cassazione dando parere negativo, ma ora una sentenza del Tar Umbria capovolge l’interpretazione [1]. Vediamo cosa è stato detto in questa occasione. 

Decurtazione dei punti dalla patente: cosa prevede la legge?

Il codice della strada [2] stabilisce che l’autorità che ha accertato l’infrazione (la polizia municipale, la polizia stradale, i carabinieri, ecc.) comunichi la multa all’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida. Lo deve fare entro 30 giorni dal pagamento della multa o dalla scadenza del termine per i ricorsi (30 giorni dal giudice di pace e 60 giorni dal prefetto) oppure dalla conoscenza dell’esito dell’eventuale ricorso proposto dall’automobilista. 

In ogni caso, la variazione di punteggio deve essere comunicata al trasgressore dall’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida. Ciascun conducente può controllare in tempo reale lo stato della propria patente con le modalità indicate dal Dipartimento per i trasporti terrestri. La norma non indica entro quanto tempo l’anagrafe è tenuta a mandare la lettera al conducente che ha subito una decurtazione del punteggio sulla patente; si limita solo a ribadire che ogni sottrazione di punti va comunicata agli interessati dalla citata anagrafe, essendo ben possibile che la cumunicazione pervenga dopo sei, otto, dodici o anche ventiquattro mesi.

Comunicazione di sottrazione punti dalla patente: non è obbligatoria

Proprio sulla base di tale circostanza, secondo la giurisprudenza della Cassazione, la violazione di tale obbligo di comunicazione al conducente non comporta la nullità della sanzione accessoria della decurtazione dei punti stessa o, in caso di perdita totale del punteggio, della eventuale e successiva sospensione della patente di guida in attesa della dovuta revisione della patente. 

Difatti, non prevedere un termine entro cui inoltrare la comunicazione significa non subordinare ad essa la validità di ulteriori provvedimenti sanzionatori. Del resto – ha sostenuto più volte la Cassazione – il conducente è già reso edotto della decurtazione dei punti dalla lettura del verbale che gli viene consegnato dal poliziotto o spedito a casa: in esso infatti viene indicata la sanzione accessoria e il numero di punti persi. Il suo diritto alla difesa è quindi salvaguardato.

Di diverso avviso è però la sentenza in commento. 

Comunicazione di sottrazione punti dalla patente: è obbligatoria

Secondo il Tar Umbria, solo con la periodica comunicazione tramite raccomandata a/r della progressiva decurtazione di punteggio dalla patente il trasgressore può controllare in tempo reale il saldo dei punti. Quindi, se la motorizzazione non rispetta questa previsione normativa, l’ordine di sottoporsi alla revisione della licenza per avvenuto azzeramento del credito residuo è illegittimo e l’interessato può continuare a circolare liberamente nonostante il “saldo zero”.

Secondo la pronuncia in commento l’obbligo di comunicare «ogni variazione di punteggio ai diretti interessati risponde non soltanto all’esigenza di garantire a questi ultimi la conoscenza in tempo reale del saldo dei punti rimasti, ma anche di far si che essi assumano fin da subito una condotta maggiormente conforme alle regole del codice della strada anche attraverso la partecipazione ai corsi di aggiornamento che consentono il recupero del punteggio perso». In pratica secondo il TAR i verbali di accertamento delle infrazioni commesse anche se annotati con i punti persi non bastano ad informare adeguatamente il trasgressore. Solo la periodica comunicazione che la motorizzazione deve inviare per posta all’interessato soddisfa questa esigenza, utile anche per frequentare corsi di recupero prima dell’avvenuto azzeramento del credito residuo.

note

[1] Tar Umbria, sent. n. 275/2018 del 7.05.2018.

[2] Art. 126 bis codice strada

TAR Umbria, sez. I , sentenza 10 aprile – 7 maggio 2018, n. 275

Presidente Potenza – Estensore Mattei

Fatto e diritto

1. Con il ricorso in epigrafe il sig. M. P. ha adito l’intestato Tribunale per chiedere l’annullamento del provvedimento con il quale è stata disposta nei suoi confronti “la revisione della carta di qualificazione del conducente n. omissis rilasciata dall’Ufficio Motorizzazione Civile di omissis in data omissis”, in conseguenza dell’azzeramento del relativo punteggio dovuto alla commissione di numerose infrazioni stradali.

2. L’impugnativa è stata affidata ai seguenti motivi:

I. Violazione dell’art. 126 bis del d.lgs. n. 285/1992, non avendo l’intimata amministrazione comunicato l’intervenuta decurtazione dei punti della patente di guida, al fine di consentire al ricorrente la partecipazione ai corsi di recupero dei punti decurtati.

II. Violazione della circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti n. 60396 del 15.7.2010, atteso che il provvedimento di revisione non sarebbe stato preceduto dalla comunicazione di avvio del procedimento impedendo così al ricorrente di interloquire con l’amministrazione evidenziando eventuali circostanze a propria discolpa.

3. L’intimata amministrazione si è costituita in giudizio per resistere al ricorso, contestando le censure ex adverso svolte e concludendo per il loro rigetto in considerazione del fatto che attraverso i verbali di accertamento delle infrazioni l’interessato è comunque in grado di conoscere le variazioni di punteggio subite e dunque il saldo dei punti rimanenti.

4. Con ordinanza cautelare n. 41 del 22.2.2017 il Collegio ha accolto l’istanza di sospensione del provvedimento impugnato in ragione dell’intervenuta “violazione degli obblighi di informazione di cui all’art. 126 bis, comma 3, del codice della strada”.

5. Alla pubblica udienza del giorno 10 aprile 2018, uditi i difensori, la causa è passata in decisione.

6. Nel merito il ricorso è fondato e va accolto.

7. Osserva infatti il Collegio che nel sistema delineato dall’art. 126 bis del d.lgs. n. 285/1992, l’obbligo di comunicare “ogni variazione di punteggio” ai diretti interessati risponde non soltanto all’esigenza di garantire a quest’ultimi la conoscenza in tempo reale del saldo dei punti rimasti, ma anche di far sì che essi assumano fin da subito una condotta maggiormente conforme alle regole del Codice della strada anche attraverso la partecipazione ai corsi di aggiornamento che consentono il recupero del punteggio perso.

8. Finalità queste che i soli verbali di accertamento delle infrazioni commesse, seppur corredati delle relative decurtazioni di punteggio, non permettono di conseguire in maniera soddisfacente, atteso che solo con la comunicazione in argomento “ciascun conducente può controllare in tempo reale lo stato della propria patente con le modalità indicate dal Dipartimento per i trasporti terrestri” (cfr., comma 3, art. 126 bis Codice della strada), onde recuperare i punti perduti fin tanto che “il punteggio non sia esaurito” (cfr. comma 4, art. 126 bis Codice della strada).

9. Le considerazioni che precedono impongono l’accoglimento del ricorso e dunque l’annullamento del provvedimento impugnato.

10. Tenuto conto della specificità della questione trattata si rinvengono, in via del tutto eccezionale, giusti motivi per compensare tra le parti in causa le spese del giudizio.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Umbria (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, annulla il provvedimento impugnato.

Compensa tra le parti in causa le spese del giudizio.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.


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