Diritto e Fisco | Editoriale

Chi non può donare sangue

16 maggio 2018


Chi non può donare sangue

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 maggio 2018



Condizioni per donare il sangue: i permessi dal lavoro, lo stato di salute, le condizioni fisiche, l’assunzione di farmaci, la presenza di malattie, eventuali operazioni o infezioni ostative.

C’è sempre molto da dire e da sapere su come fare una donazione del sangue. Ad esempio c’è tutta la disciplina in materia di permessi retribuiti dal lavoro e sui diritti che spettano a chi si presta a questa forma di volontariato. Non a tutti però è concesso donare il sangue. Alcune categorie di soggetti, ad esempio, non possono donare il sangue in un determinato periodo di tempo (di solito collegato alla sussistenza di malattie o di sintomi di malattie, oppure all’assunzione di farmaci), mentre altre categorie non lo possono fare in via definitiva. Chi non può donare il sangue, quindi, deve astenersi dal presentarsi presso i centri di trasfusione dell’Avis o presso qualsiasi altro centro autorizzato o comunque dichiarare la propria condizione di incompatibilità prima del prelievo ematico. In questo articolo indicheremo chi non può donare il sangue e chi invece può farlo, quali sono le condizioni fisiche per sottoporsi al prelievo e come ottenere i permessi sul lavoro.

Inizieremo dal trattare le situazioni temporanee di divieto di donazione del sangue per poi considerare quelle invece definitive.

Per donare il sangue bisogna essere a stomaco digiuno?

Per donare il sangue bisogna recarsi la mattina presso il competente centro trasfusionale a stomaco vuoto. È consentita solo una colazione leggera fatta di te, caffè poco zuccherati, spremute o succhi di frutta (con basso contenuto di zuccheri).

L’Avis ritiene possibile anche mangiare qualche fetta biscottata.

Per donare il sangue mi spetta un permesso dal lavoro?

Al pari della generalità dei lavoratori, ai donatori di sangue o di midollo osseo viene concessa una giornata di riposo retribuita. Il rimborso della retribuzione corrisposta avviene attraverso il conguaglio con i contributi dovuti all’INPS.

In particolare, tutti i lavoratori subordinati che donano gratuitamente il sangue (o emocomponenti) hanno diritto ad un permesso retribuito per l’intera giornata lavorativa in cui effettuano la donazione.

Il periodo di riposo ha una durata di 24 ore, che decorrono dal momento in cui il lavoratore si è assentato dal lavoro per il prelievo o, in mancanza di tale riferimento, dal momento della donazione risultante dal certificato medico.

Gli adempimenti per la fruizione delle prestazioni sono i medesimi previsti per le prestazioni legate alla maternità.

La retribuzione copre solo le ore di lavoro effettivamente non prestate.

I contributi previdenziali relativi ai giorni di assenza sono accreditati tramite contribuzione figurativa.

Il pagamento dello stipendio è a carico dell’Inps, ma viene anticipato dal datore di lavoro che poi lo scala dai versamenti dei contributi entro la fine del mese successivo.

Per ottenere il permesso retribuito per donare il sangue il lavoratore deve:

  • cedere una quantità di sangue pari ad almeno 250 grammi;
  • effettuare la donazione presso un centro di raccolta o un centro trasfusionale autorizzato dal Ministero della Sanità;
  • consegnare al datore di lavoro sia una dichiarazione che attesti la cessione gratuita del sangue, con l’indicazione delle ore di permesso e della retribuzione percepita, sia un certificato rilasciato dal medico che ha effettuato il prelievo, contenente i dati anagrafici del lavoratore, la quantità di sangue prelevata gratuitamente, il giorno e l’ora. Il certificato va compilato su modulo intestato al centro dove è avvenuta la donazione e prodotto anche nel caso di mancata o incompleta donazione.

La dichiarazione del lavoratore e la certificazione medica devono essere conservate dal datore di lavoro per 10 anni.

Chi non può donare il sangue: età

Nello stabilire chi non può donare il sangue bisogna considerare una serie di variabili. La prima di queste è legata all’età del donatore. Non può donare il sangue chi ha meno di 18 anni. Solo i maggiorenni possono quindi essere donatori di sangue.

Esiste anche un limite massimo di età per donare il sangue che è di 70 anni. Chi ha più di 60 anni può essere accettato a discrezione del medico responsabile della selezione.

Chi non può donare il sangue: il peso

Esiste un altro vincolo che impedisce la donazione del sangue: il peso del donatore che di solito è indice del suo stato di salute. Non può donare il sangue pertanto chi pesa meno di 50 chili. È vero che il peso è un fattore relativo e dipendente non solo dall’età ma anche dalla corporatura della persona; questo consentirebbe al medico responsabile di accettare ad esempio una donna di 18 anni, di altezza medio bassa e di costituzione molto esile.

Non può donare il sangue chi ha l’influenza

Se hai l’influenza o avverti i relativi sintomi e credi di essere in procinto di ammalarti, sia che si tratti dell’influenza stagionale o di qualsiasi altro tipo di influenza, non puoi donare il sangue. Per poter tornare a donare il sangue devi attendere almeno due settimane da quando sono cessati i sintomi. Ciò vale sia che tu ti stia curando con farmaci o meno.

Non può donare il sangue chi ha fatto tatuaggi e piercing

Se negli ultimi quattro mesi di sei fatto fare un tatuaggio o un body piercing non puoi donare il sangue. Puoi però tornare a farlo dopo quattro mesi.

Non può donare il sangue chi ha fatto esami o interventi chirurgici

Per chi ha fatto esami endoscopici con strumenti flessibili o chi ha subito un intervento chirurgico maggiore vi è il divieto di fare gli esami del sangue per almeno quattro mesi. Per gli interventi chirurgici minori invece il divieto è di 1 solo mese.

Non può donare il sangue chi ha avuto rapporti sessuali occasionali non protetti

Se hai fatto sesso con una persona sconosciuta o comunque di cui non conosci lo stato di salute, e non ti sei protetto con il preservativo, non puoi donare il sangue per almeno quattro mesi dal giorno del rapporto sessuale. È tale infatti il termine entro cui può manifestarsi una eventuale malattia infettiva.

Non può donare il sangue chi ha contatti con persone con epatite B

Se sei a stretto contatto domestico con persone che sono ammalate di epatite B non puoi donare il sangue per almeno quattro mesi da quando cessa questa situazione di coabitazione.

Non può donare il sangue chi ha fatto la vaccinazione 

Per chi ha fatto una vaccinazione antiallergica esiste il divieto di donare il sangue per almeno 72 ore dall’iniezione. Se invece si tratta di vaccinazione contro il tetano o l’influenza il termine è di 48 ore.

Non può donare il sangue chi è stato dal dentista

Forse non lo sai ma nelle prime 48 ore dalla seduta dal dentista non puoi donare il sangue.

Non può donare il sangue chi assume determinati farmaci

L’assunzione di alcuni farmaci (non tutti) è incompatibile con la donazione del sangue. In particole sono previsti i seguenti divieti:

  • Antibiotici: sospensione per 15 giorni dal termine della terapia;
  • Cortisonici: sospensione per 15 giorni dal termine della terapia;
  • Antiinfiammatori/antiaggreganti: sospensione per 7 giorni dal termine della terapia;
  • Antidepressivi: fino alla fine della terapia.

Chi non può donare il sangue in via definitiva

Vediamo ora le categorie di soggetti che non possono donare il sangue per tutto l’arco della propria vita:

  • chi ha contratto, anche se in passato, l’epatite virale B o C (queste infatti tendono a persistere e vengono trasmesse nel sangue);
  • chi ha contratto il virus dell’Aids Hiv;
  • chi ha contratto la sifilide;
  • chi ha contratto l’htvl II/II (leucemia);
  • chi fa uso abitudinario di droghe;
  • chi fa uso eccessivo e cronico di alcolici;
  • chi soffre di patologie cardiovascolari importanti;
  • chi soffre di epatite B (eccetto persone divenute positive HbsAg negative e HbsAg positive);
  • chi soffre si epatite C, epatite infettiva (ad eziologia indeterminata);
  • chi soffre di diabete, se in trattamento farmacologico (insulina o altri ipoglicemizzati);
  • chi soffre di malattie psichiche significative;
  • chi ha subito un trapianto di cornea;
  • chi ha soggiornato per oltre 6 mesi, anche se non continuativi, nel Regno Unito, dal 1980 al 1996.

Chi può donare il sangue: lo stato di salute

Si dice che lo stato di salute del donante deve essere genericamente “buono”. Ma cosa significa? Intanto il donatore non deve tenere alcun comportamento o stile di vita a rischio che può compromettere le sue condizioni di salute. La sua idoneità, a tal fine, viene valutata prima della donazione tramite un colloquio riservato e personale da parte di un medico specializzato. In ogni caso, prima della donazione vera e propria vengono effettuati degli esami di laboratorio per garantire la sicurezza del donante e del ricevente.

Un decreto del Ministero della salute del 2.11.2015 indica i requisiti fisici per donare. Eccoli di seguito riportati.

1. Requisiti fisici per l’accettazione del donatore di sangue intero e di emocomponenti mediante aferesi

1.1. Ad ogni donazione il donatore di sangue e emocomponenti deve essere valutato per i parametri di seguito indicati e in relazione ai relativi requisiti:

1.1.1. Eta’ compresa tra 18 e 65 anni

1.1.2. Peso non inferiore a 50 Kg

1.1.3. PA sistolica inferiore o uguale a 180 mm di mercurio 1.1.4. PA diastolica inferiore o uguale a 100 mm di mercurio 1.1.5. FC regolare, compresa tra 50 e 100 battiti/minuto 1.1.6. Hb ≥ 13,5 g/dL nell’uomo

1.1.7. Hb ≥ 12,5 g/dL nella donna

1.2 La donazione di sangue intero da parte di donatori periodici di eta’ superiore ai 65 anni fino a 70 puo’ essere consentita previa valutazione clinica dei principali fattori di rischio etacorrelati.

1.3 Persone che esprimono la volonta’ di donare per la prima volta dopo i 60 anni possono essere accettati a discrezione del medico responsabile della selezione.

1.4 I donatori che pratichino attivita’ sportiva agonistica o intensa possono essere accettati anche con frequenza cardiaca inferiore ai valori di riferimento indicati.

1.5 I donatori addetti a lavori che comportino rischio per la propria o l’altrui salute possono essere ammessi alla donazione qualora osservino il riposo nella giornata della donazione.

1.6 I donatori eterozigoti per alfa o beta talassemia possono essere accettati per la donazione di sangue intero, nell’ambito di protocolli definiti dal Servizio Trasfusionale, con valori di emoglobina non inferiori a 13 g/dL nell’uomo e 12 g/dL nella donna.

1.7 I soggetti rilevati portatori di emocromatosi, con documentazione clinica di assenza di danno d’organo, possono essere accettati per la donazione di sangue intero. Il numero di donazioni nell’anno non deve essere superiore a 4 per l’uomo e per la donna non in eta’ fertile, a 2 per la donna in eta’ fertile.

1.8 Dopo la donazione il donatore deve osservare adeguato riposo sulla poltrona o sul lettino da prelievo e ricevere congruo ristoro comprendente l’assunzione di liquidi in quantita’ adeguata. Al donatore debbono inoltre essere fornite informazioni sul comportamento da tenere nel periodo post-donazione.

2. Requisiti fisici specifici e intervalli di donazione per l’accettazione del candidato donatore di sangue intero e di emocomponenti mediante aferesi

2.1 Donazione di sangue intero

2.1.1 Il donatore deve possedere i requisiti fisici sopra indicati.

2.1.2 Il numero massimo di donazioni di sangue intero nell’anno non deve essere superiore a 4 per l’uomo e per la donna non in età fertile, a 2 per la donna in età fertile.

2.1.3 L’intervallo tra due donazioni non deve essere inferiore a 90 giorni.

2.2 Donazione di plasma

2.2.1 Il donatore di plasma mediante aferesi deve possedere gli stessi requisiti previsti per l’idoneita’ alla donazione di sangue intero. In caso di plasmaferesi attuate con intervalli di tempo superiori a 90 giorni, il donatore puo’ essere considerato idoneo con valori di Hb non inferiori a 11,5 g/dL nella donna e a 12,5 g/dL nell’uomo, 11g/dL e 12g/dL se portatori di trait talassemico.

2.2.2 L’intervallo di tempo minimo consentito tra due donazioni di plasma e tra una donazione di plasma e una di sangue intero o citoaferesi e’ di 14 giorni; tra una donazione di sangue intero o di citoaferesi e una di plasma e’ di 30 giorni.

2.2.3 Il donatore inserito in un programma intensivo di plasmaferesi deve possedere, in aggiunta ai requisiti previsti per l’idoneita’ alla donazione di sangue intero, i seguenti requisiti: a) eta’ compresa fra 18 e 60 anni; b) protidemia totale non inferiore a 6 g/dL e quadro elettroforetico normale.

2.2.4 Il donatore inserito in un programma intensivo di plasmaferesi deve essere sottoposto a controlli periodici con cadenza almeno semestrale ed essere attentamente valutato dal medico esperto in medicina trasfusionale in ordine a possibili significativi decrementi dei valori di protidemia e anomalie del quadro elettroforetico.

2.3 Donazione di piastrine.

2.3.1 Il donatore di piastrine mediante aferesi deve possedere, oltre ai requisiti previsti per l’idoneita’ alla donazione di sangue intero, un conteggio piastrinico pre-aferesi eseguito immediatamente prima della donazione non inferiore a 180 x 10(elevato)9 /L.

2.3.2 Alla prima donazione e successivamente ogni anno deve essere verificata la normalita’ di PT e aPTT.

2.3.3 Il numero massimo consentito di piastrinoaferesi e’ di 6 all’anno.

2.3.4 L’intervallo minimo consentito tra due piastrinoaferesi e’ di 14 giorni; l’intervallo minimo tra una donazione di sangue intero ed una piastrinoaferesi e’ di 30 giorni.

2.3.5 In presenza di particolari e motivate esigenze terapeutiche, i parametri relativi ai volumi, alla frequenza e agli intervalli di donazione possono essere modificati a giudizio del medico responsabile della selezione e del prelievo. Le deroghe adottate, e le relative motivazioni, devono essere documentate nella cartella sanitaria del donatore.

2.4 Donazione di granulociti.

2.4.1 Il donatore di granulociti mediante aferesi possiede gli stessi requisiti previsti per l’idoneita’ alla donazione di piastrine mediante aferesi ed inoltre deve avere un conteggio di leucociti totali pre-aferesi non inferiore a 6 x10(elevato)9 /L e non superiore a 10 x 10(elevato)9 /L.

2.4.2 Il donatore di granulociti, sottoposto a premedicazione, opportunamente informato sugli effetti della stimolazione con corticosteroidi o altri farmaci somministrati allo scopo di ottenere una concentrazione di granulociti adeguata all’utilizzo terapeutico e che acconsente alla premedicazione, non puo’ effettuare piu’ di quattro donazioni nell’anno.

2.4.3 Il donatore di granulociti con premedicazione e’ sottoposto a controlli successivi alla donazione fino a normalizzazione del quadro ematologico.

2.5 Donazione multicomponente.

2.5.1 Per l’idoneita’ alla donazione multipla di emocomponenti il donatore possiede i requisiti previsti per la donazione di sangue intero e/o dei singoli emocomponenti in aferesi; deve inoltre avere un peso corporeo superiore a kg 60 se la donazione prevede la raccolta di un componente eritrocitario e di 70 Kg se la donazione prevede la raccolta di due componenti eritrocitari.

2.5.2 Il volume complessivo degli emocomponenti raccolti non deve essere superiore a 700 mL al netto del volume della soluzione anticoagulante impiegata.

3. Criteri di protezione del donatore specifici per ogni tipologia di donazione multicomponente:

3.1. Donazione di globuli rossi concentrati + plasma (eritroplasmaferesi)

3.1.1.intervallo minimo consentito tra due eritroplasmaferesi 90 giorni,

3.1.2.numero massimo di donazioni non superiore a 4 all’anno per l’uomo/donna in eta’ non fertile e 2 per la donna in eta’ fertile.

3.2. Donazione di globuli rossi concentrati + piastrine (eritropiastrinoaferesi)

3.2.1.intervallo minimo consentito tra due eritropiastrinoaferesi 90 giorni,

3.2.2.numero massimo di donazioni non superiore a 4 all’anno per l’uomo/donna in eta’ non fertile e 2 all’anno per la donna in eta’ fertile.

3.3. Donazione di plasma + piastrine (plasmapiastrinoaferesi)

3.3.1 intervallo minimo consentito tra due plasmapiastrinoaferesi 14 giorni e tra una donazione che comprende la raccolta di globuli rossi e una plasma-piastrinoaferesi 30 giorni,

3.3.2 numero massimo consentito di plasmapiastrinoaferesi 6 all’anno.

3.4 Donazione di due unita’ di concentrato piastrinico

3.4.1 intervallo minimo consentito tra due donazioni di doppia dose di piastrine da aferesi 30 giorni,

3.4.2 intervallo minimo consentito tra donazioni che comprendono la raccolta di globuli rossi e/o piastrine e una donazione di doppia dose di piastrine da aferesi 30 giorni,

3.4.3 numero massimo consentito di donazioni non superiore a 3 per anno,

3.4.4 conta piastrinica pre-donazione non inferiore a 200 x 10(elevato)9 /L.

3.5 Donazione di due unita’ di globuli rossi

3.4.5 intervallo minimo tra due donazioni successive di due unita’ di globuli rossi in aferesi e tra questa tipologia di donazione e altra donazione che determina sottrazione di globuli rossi: 180 giorni,

3.4.6 intervallo minimo consentito tra una donazione di due unita’ di globuli rossi e altra donazione che non determina sottrazione di globuli rossi: 30 giorni,

3.4.7 numero massimo consentito di donazioni non superiore a 2 per anno,

3.4.8 peso minimo di 70 kg e valore di emoglobina pre-donazione > 15 g/dL.

Esami obbligatori ad ogni donazione e controlli periodici

1. Ad ogni donazione il donatore deve essere sottoposto a:

1.1 Esame emocromocitometrico completo

1.2 Esami per la qualificazione biologica del sangue e degli emocomponenti di seguito elencati:

1.2.1 HbsAg

1.2.2 Anticorpi anti-HCV

1.2.3 Test sierologico per la ricerca combinata di anticorpo anti HIV 1-2 e antigene HIV 1-2

1.2.4 Anticorpi anti-Treponema Pallidum (TP) con metodo immunometrico 1.2.5 HCV NAT

1.2.6 HBV NAT

1.2.7 HIV 1 NAT

2. Per ciascuna di queste indagini, in caso di campioni inizialmente reattivi deve essere applicato l’algoritmo diagnostico indicato nell’allegato VIII.

3. In occasione della prima donazione devono essere inoltre eseguiti i seguenti esami:

3.1 fenotipo ABO mediante test diretto e indiretto 3.2 fenotipo Rh completo

3.3 determinazione dell’antigene Kell e, in caso di positivita’ dello stesso, ricerca dell’antigene Cellano.

3.4 ricerca degli anticorpi irregolari anti-eritrocitari.

4. Alla seconda donazione, se non gia’ confermati, devono essere confermati fenotipo ABO ed Rh completo e l’antigene Kell. Su ogni successiva donazione devono essere confermati il fenotipo ABO (solo test diretto) ed Rh (D).

5. La ricerca di anticorpi irregolari anti-eritrocitari deve essere ripetuta in presenza di eventi che possono determinare una stimolazione immunologica del/della donatore/donatrice.

6. Il donatore periodico e’ sottoposto, con cadenza almeno annuale, ai seguenti controlli ematochimici: glicemia, creatininemia, alanin-amino-transferasi, colesterolemia totale e HDL, trigliceridemia, protidemia totale, ferritinemia.

7. L’esame emocromocitometrico e il dosaggio della ferritina sono sistematicamente tenuti in considerazione ai fini della prevenzione della riduzione patologica delle riserve marziali nel donatore e della personalizzazione della donazione.

8. Entro 12 mesi dall’entrata in vigore del presente decreto il CNS effettua le necessarie valutazioni in merito all’opportunita’ di introdurre ulteriori evoluzioni tecniche del test HIV 1 NAT e la determinazione aggiuntiva dell’HIV 2 RNA, ove gia’ non effettuata.

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