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Lo sai che? Bullismo a scuola: il genitore divorziato è responsabile?

Lo sai che? Pubblicato il 17 maggio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 17 maggio 2018

Al padre o alla madre separati spetta sempre il dovere di educare la prole anche se non convivente. Altrimenti risarciranno il danno insieme all’istituto.

Un genitore risponde sempre della condotta del figlio minorenne, anche se è separato e da tempo non si occupa più della sua educazione. Lo ha stabilito il Tribunale di Roma con una recente sentenza [1] in virtù della quale davanti ad un episodio di bullismo a scuola da parte di un ragazzino il genitore divorziato è responsabile del comportamento del figlio. Ma non è l’unico: secondo i giudici capitolini, nel mirino finisce, oltre al bullo, anche la scuola. Tutti responsabili in solido.

Padre e madre, anche se non più conviventi, non possono sottrarsi al proprio dovere di dare ai figli un’educazione adeguata. Altrimenti incorrono in quello che il Codice civile definisce «culpa in educando» [2]. Lo stesso articolo del Codice impone alla scuola (dirigenti e insegnanti) di prendere i dovuti provvedimenti per evitare aggressioni e vessazioni tra coetanei. Se così non fosse, la scuola verrebbe chiamata in causa per «culpa in vigilando». Risultato: sia i genitori sia l’istituto verrebbero ritenuti responsabili del danno patrimoniale subìto dalla vittima del bullismo.

Bullismo a scuola: la responsabilità dei genitori

Nel caso esaminato dal Tribunale di Roma, un ragazzo iscritto ad un istituto tecnico rimase vittima di ripetuti atti di bullismo a scuola da parte di un suo coetaneo. L’episodio più grave, la mattina in cui ricevette sputi e calci al volto che gli procurarono la rottura del setto nasale e contusioni in un occhio, con il conseguente ricovero in ospedale. Il tutto davanti ai compagni e ad alcuni professori, rimasti impassibili. Inevitabile la denuncia da parte della famiglia della vittima sia della condotta dell’aggressore sia dell’atteggiamento passivo dell’istituto scolastico.

Venivano, dunque, chiamati in causa i genitori del bullo per «culpa in educando»: secondo i giudici, infatti, il comportamento del ragazzo, prepotente ed aggressivo anche durante le lezioni, denotava la mancanza degli insegnamenti necessari a rapportarsi con i compagni e con gli insegnanti in modo corretto.

In altre parole: per evitare ogni responsabilità, il genitore (anche divorziato) deve provare di avere dato al figlio un’adeguata educazione. Come dimostrarlo? Ad esempio, attraverso il comportamento ineccepibile degli altri figli o le testimonianze dei vicini di casa o degli amici. Di chiunque abbia visto, insomma, che la famiglia ha sempre osservato un atteggiamento costruttivo e rispettoso nei confronti degli altri e che la sfortuna ha voluto che all’interno sia cresciuta una mela marcia.

Se, invece, il figlio dimostrerà davanti al tribunale ed in base alla sua età una carenza educativa, una mancanza di senso critico e di orientamento consapevole delle proprie scelte nel rispetto degli altri, sarà il genitore (anche divorziato) a farsi carico del risarcimento del danno provocato dal figlio bullo.

Bullismo a scuola: se il genitore è divorziato

Ma se i genitori sono divorziati, chi non convive con il ragazzo responsabile dell’episodio di bullismo a scuola ha qualche responsabilità? Secondo la sentenza del Tribunale di Roma, sì. Nel caso specifico, il padre del bullo si era difeso dicendo che il suo rapporto con il figlio si era ridotto a pochissimi anni in quanto si era separato (e poi divorziato) dalla moglie quando il ragazzo era ancora un bambino. Il figlio era rimasto a vivere con la madre ed entrambi si erano trasferiti in un’altra regione, il che avrebbe impedito all’uomo – a suo dire –  di seguire l’educazione del ragazzo.

Il padre aggiungeva che:

  • non era mai stato informato dell’atteggiamento scorretto del figlio a scuola;
  • è venuto a sapere dell’aggressione più grave soltanto due mesi dopo;
  • avrebbe voluto scusarsi con la famiglia della vittima ma aveva trovato nei suoi confronti un atteggiamento ostile.

Bastano queste argomentazioni di un genitore divorziato a non essere ritenuto responsabile del comportamento del figlio? Per il Tribunale, la separazione, il divorzio ed il successivo allontanamento della madre con il ragazzo non sono elementi sufficienti ad esimere il padre dalle sue responsabilità, in quanto è comunque tenuto a mantenere, istruire, educare ed assistere moralmente il figlio [3], in modo particolare quando questi si trova in una situazione particolarmente delicata come quella dell’adolescenza. Significa che questo dovere sancito dal Codice civile non scade mai, nemmeno quando (purtroppo) qualcuno vorrebbe che fosse così per la propria comodità di scaricare sull’altro gli oneri e poi prendersi gli eventuali onori. Non ha aiutato il genitore davanti al giudice, in questo caso, il fatto di non essersi presentato nemmeno ad una sola udienza del processo nei confronti del figlio, se non per respingere ogni addebito.

Bullismo a scuola: la responsabilità dell’istituto

Altrettanto grave viene giudicato l’atteggiamento dell’istituto scolastico che, davanti ad un episodio di bullismo a scuola talmente grave, fa orecchie da mercante pur essendo stato informato dagli studenti del comportamento dell’aggressore. In sostanza, se insegnanti e dirigente scolastico sanno che c’è un problema del genere sono tenuti ad intervenire e ad attuare ogni azione possibile per prevenire tali episodi, compresa quella di una punizione esemplare nei confronti del bullo. L’omertà, per capirci, è sempre da condannare.

Alla scuola c’è da rimproverare, secondo i giudici, anche il fatto di sottovalutare il comportamento messo in atto da un ragazzo in un’età particolarmente delicata come quella dell’adolescenza. L’istituto, quindi, può essere perseguito per la «culpa in vigilando» contemplata dal Codice civile non solo per i fatti illeciti avvenuti durante le lezioni o all’interno della struttura ma anche per quelli avvenuti all’esterno, dove si consumano le violenze iniziate da quando era cominciato l’anno scolastico.

Bullismo a scuola: cosa rischiano i genitori (anche divorziati) e l’istituto

Appurato che in caso di bullismo a scuola il genitore anche divorziato è responsabile del comportamento del figlio e che pure l’istituto può essere chiamato in causa, che cosa rischiano entrambi? Rischiano il pagamento del danno non patrimoniale in questi termini:

  • il danno biologico-psichico, se la vittima riporta delle lesioni;
  • il danno morale-esistenziale subìto dalla vittima in seguito ad aggressioni, minacce, vessazioni, ingiurie, ecc. che comportano un peggioramento delle sue condizioni di vita.

note

[1] Trib. Roma sent. n. 6919/2018 del 04.04.2018.

[2] Art. 2048 cod. civ.

[3] Art. 147 cod. civ.


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