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Cartella di pagamento per multa già pagata

1 agosto 2018


Cartella di pagamento per multa già pagata

> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 agosto 2018



Come segnalare l’avvenuto pagamento di una contravvenzione stradale se ti è arrivata comunque la cartella esattoriale.

Non capita di rado che gli automobilisti, multati per aver violato il codice della strada, ricevano ugualmente, dopo qualche mese, una cartella di pagamento nonostante abbiano già saldato il debito. Ma è legittima la cartella di pagamento per multa già pagata? Verrebbe di dire, a primo acchito, di no e che pertanto va sgravata immediatamente, ma non sempre le cose stanno così. Spesso, infatti, l’arrivo della cartella è la conseguenza di un errore del debitore che ha pagato in ritardo o con modalità non appropriate. In questo articolo cercheremo di analizzare tutte le possibili situazioni che si possono venire a creare. Se pertanto ti stai confrontando anche tu con una cartella di pagamento per multa già pagata, ecco le cose principali che devi sapere.

Cosa fare per capire se la cartella per multa già pagata è legittima

La prima che devi fare per accertarti se la cartella di pagamento è legittima o meno è verificare se la multa è stata pagata integralmente e nei termini stabiliti dalla legge. Anche un solo giorno di ritardo infatti potrebbe essere fatale. A tal fine ti ricordo che la multa deve essere pagata entro 60 giorni dal suo ricevimento. Se il giorno in cui il postino ha bussato alla porta non eri a casa, i 60 giorni iniziano a decorrere dal giorno in cui ti è stata spedito l’avviso di giacenza della multa alla posta (si tratta di una seconda raccomandata che ti invia l’ufficio postale stesso).

Il primo giorno (quello cioè in cui hai ricevuto la multa) non si calcola, mentre si considera l’ultimo. Quindi se il 60° giorno cade il 1° marzo, entro la mezzanotte sei ancora in tempo per pagare; dalla mezzanotte in poi – ossia a partire dal 2 marzo – sei già in mora.

Se però la multa è contestata nell’immediatezza, i 60 giorni decorrono dal momento in cui il vigile consegna il verbale all’automobilista, il quale non dovrà attendere alcuna successiva raccomandata a casa.

La seconda verifica da eseguire è accertarsi di aver pagato davvero l’importo corretto. Spesso invece si fa confusione. Il verbale consegnato all’automobilista infatti contiene due diversi bollettini: il primo per chi paga nei primi 5 giorni con la somma scontata del 30%; il secondo invece per chi paga nei successivi 55 giorni (in tutto 60 dalla notifica), con la multa in “misura ridotta”. Non sono capitati casi in cui il trasgressore, pur dopo i cinque giorni, ha usato il bollettino sbagliato, pagando così un importo inferiore al dovuto. La residua parte della sanzione amministrativa è stata così iscritta a ruolo e l’automobilista ha ricevuto la cartella di pagamento. Leggi in proposito: Dalla multa alla cartella di pagamento: difese.

L’errore potrebbe però essere derivato anche dal mezzo di pagamento che hai usato. Succede molto spesso coi bonifici bancari in cui la data dell’operazione non corrisponde mai a quella in cui la somma arriva sul conto del destinatario ed è quest’ultima che rileva per verificare se hai pagato la multa nei termini (ossia nei primi 5 giorni se hai optato per lo sconto del 30%; oppure nei 60% se paghi in misura ridotta). Così potrebbe succedere che una persona faccia il bonifico alla polizia, inviando l’importo della multa nell’ultimo giorno utile al pagamento ma che poi, per un disguido bancario, l’importo venga bonificato molto tempo dopo. Ad ogni modo, la cosiddetta legge “salva multe” ha stabilito che i pagamenti delle multe fatti con bonifico si considerano eseguiti nei termini se l’accredito a favore dell’amministrazione avviene entro 2 giorni dalla data di scadenza del pagamento. Significa che chi sceglie di pagare con bonifico ha due giorni in più per rientrare nei termini (quindi 7 giorni per ottenere lo sconto del 30%, 62 giorni per pagare in misura ridotta). Se però l’accredito è arrivato il 3° giorno sei in mora.

Cartella di pagamento per multa pagata per errore

Se dalle verifiche che hai fatto è risultato che hai pagato anche con un solo giorno di ritardo o hai pagato una somma inferiore, ecco che allora il Comune iscrive a ruolo le sanzioni o l’importo residuo e procede alle pratiche di riscossione esattoriale. In particolare:

  • se la multa viene pagata anche con un solo giorno in ritardo rispetto ai 5 giorni è dovuto il pagamento in misura integrale; sicché quello decurtato del 30% è insufficiente a estinguere il debito;
  • se la multa viene pagata anche con un solo giorno di ritardo rispetto ai 60 giorni, scatta un aumento pari alla metà dell’importo massimo previsto dalla legge. Inoltre, per ogni 6 mesi di ulteriore ritardo, scattano gli interessi pari al 10% dell’importo (cosiddetta maggioranza degli interessi semestrali);
  • se la multa viene pagata in misura inferiore, il residuo importo viene iscritto a ruolo.

In tutti questi casi, quindi, è legittima la cartella di pagamento nonostante la multa vera e propria sia stata pagata o sia stata erroneamente pagata, dimostrando la buona fede dell’automobilista.

Leggi anche Cartella di pagamento per multa pagata in ritardo.

Secondo la Cassazione [1] e i giudici di Pace [2], il Comune deve ritenere estinti i verbali di chi non paga le spese di accertamento e notifica (che si possono recuperare solo con procedure privatistiche). Per cui, in questi casi, l’importo della multa non può raddoppiare.  Ciò perché tali spese non fanno parte della sanzione principale; quindi il loro mancato pagamento estingue l’obbligazione e non fa scattare il raddoppio della sanzione previsto per chi non paga affatto.

Solo il mancato pagamento della sanzione vera e propria – e non degli oneri accessori come le spese di notifica e quelle di accertamento – può determinare  l’arrivo della cartella di pagamento. Quindi chi omette di corrispondere tali importi non subisce né il raddoppio della sanzione, né la notifica della cartella esattoriale, ma otterrà solo una richiesta di pagamento da parte del Comune.

Cartella di pagamento per multa pagata per intero

Se invece non sei incorso in nessun errore e, nonostante il pagamento della multa ti è ugualmente arrivata la cartella esattoriale l’errore è quasi sicuramente dell’amministrazione. Infatti, una volta effettuato il pagamento non avevi alcun obbligo di comunicarlo all’organo accertatore (tantomeno all’Agente della riscossione).

Per far cancellare la cartella esattoriale per multa pagata hai tre strade:

  • presentare una istanza di sospensione e cancellazione all’Agente della Riscossione, secondo la procedura e i moduli che trovi nell’articolo Sospensione della cartella di pagamento. L’Ente esattore ha 220 giorni per risponderti, durante i quali però non può agire nei tuoi riguardi: non può avviare fermi auto, non può intraprendere pignoramenti, ecc. Se la risposta non arriva la cartella è automaticamente annullata. La richiesta va inviata entro 60 giorni dal ricevimento della cartella;
  • presentare un ricorso in autotutela – senza limiti di tempo – all’ente accentratore che ha elevato la contravvenzione. Lo scopo è quello di ottenere uno sgravio;
  • presentare un ricorso al giudice di pace entro 30 giorni da quando hai ricevuto la cartella. È sicuramente il sistema più sicuro, anche se più costoso visto che, a differenza degli altri due rimedi, è previsto il pagamento del contributo unificato ed è necessaria l’assistenza di un avvocato.

note

[1] Cass. sent. n. 9507/2014: «Il pagamento in misura ridotta della sanzione amministrativa per violazione stradale, effettuato nell’ammontare indicato dall’amministrazione a titolo di sanzione, esclude l’addebito del maggior importo di cui all’art. 203, comma 3, cod. strada, ancorché non risultino interamente pagate le spese del procedimento sanzionatorio (nella specie, spese postali), che l’amministrazione può esigere separatamente».

[2] GdP Milano, sent. n. 3753/2017 del 29.04.2017.

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