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Lo sai che? Rc auto di famiglia

Lo sai che? Pubblicato il 16 maggio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 16 maggio 2018

Come risparmiare sul costo dell’assicurazione quando alla guida c’è un neopatentato? Ecco tutto quello che c’è da sapere sulla RC Auto di famiglia.

Si sa che in Italia il costo delle assicurazioni per la responsabilità civile pesa davvero molto sui bilanci di una famiglia: il fatto che la RC auto sia obbligatoria e che le compagnie applichino condizioni non sempre trasparenti può determinare incrementi anche notevoli delle spese per la copertura assicurativa. Peraltro, la situazione varia molto da Regione a Regione, ma anche da città a città; sul calcolo del premio, inoltre, vengono applicate spesso condizioni aggiuntive, che inevitabilmente confluiscono nell’aumentare la rata. Tra queste, una delle voci che influisce più di altre all’aumento del premio, insieme alla commissione di sinistri e al conseguente risarcimento da parte dell’assicurazione oppure alla classe di merito in cui si è collocati, c’è la circostanza che tra i guidatori riconosciuti per l’automobile non ci siano solo autisti “maturi”, ma anche ragazzi neopatentati: è il caso in cui lasciate guidare l’automobile di famiglia a vostro figlio, per intenderci.
Ma allora non c’è nessuna soluzione per poter abbattere o limitare questa voce del premio? In che modo è possibile poter risparmiare senza rinunciare alla copertura assicurativa? Per rispondere a queste domande è necessario premettere un esame della disciplina della RC auto di famiglia, dalle politiche adottate dalle compagnie assicurative rispetto alla clausola di formula guida, alle novità introdotte dalla Legge Bersani rispetto alla possibilità di ereditare la classe di merito di un familiare convivente: in questo modo, forniremo le istruzioni e i consigli per poter approfittare dei vantaggi offerti dalla legge e ottenere risparmi anche consistenti!

L’obbligo della RC Auto

La legge impone ai conducenti di autoveicoli di stipulare obbligatoriamente un contratto di assicurazione per la responsabilità civile (la cosiddetta RC Auto): si tratta di uno strumento imposto dalla legge per consentire una più agevole risoluzione degli inconvenienti che possono verificarsi alla guida. Infatti, durante la normale circolazione stradale è molto frequente che possano esserci incidenti di vario tipo, con danni alle vetture o alle persone. In questi casi, la RC Auto obbligatoria semplifica molto le procedure relative al risarcimento del danno e offre uno strumento di garanzia per il danneggiato, che può rivalersi direttamente nei confronti dell’assicurazione, evitando il rischio di dover rincorrere il danneggiante o di scoprire che non ha i soldi per pagare il risarcimento.

Il meccanismo della RC Auto è molto semplice: questo tipo di assicurazione contro danni permette all’assicurato di essere tenuto indenne dagli eventuali obblighi di risarcimento che sorgono quando vengono procurati sinistri a cose o persone. Il risarcimento, in questi casi, non dovrà essere pagato direttamente dal conducente, ma la richiesta di liquidazione dovrà essere rivolta alla compagnia assicurativa di quest’ultimo: sarà l’assicurazione a pagare il danneggiato. In alternativa, l’assicurazione potrebbe decidere di rimborsare l’assicurato, se quest’ultimo ha pagato nel frattempo il danneggiato e fatto la richiesta all’assicurazione.

Ovviamente, tutto ciò non è privo di costi. Le compagnie assicurative, infatti, pretendono il pagamento di un premio (annuale o semestrale) per poter fornire il servizio di copertura assicurativa. Questo premio viene calcolato in base a numerosi parametri, ma i principali sono sostanzialmente il livello di rischio e la classe di merito: il primo sta ad indicare la percentuale di probabilità che un determinato evento dannoso si verifichi, la seconda indica, invece, la valutazione sulla bontà del vostro storico incidenti, per cui sarà possibile salire di classe se non vengono compiuti sinistri e viceversa. Più basso è il rischio e più elevata è la classe di merito, tanto minore sarà il premio dovuto all’assicurazione. Viceversa, se viene in essere un incidente, denunciato all’assicurazione e risarcito da quest’ultima, si verificherà un peggioramento della classe di merito, con conseguente aumento del premio dovuto.

Cosa succede se mio figlio guida l’auto di famiglia?

Se all’assicurazione viene dichiarato che, accanto al conducente abituale, a guidare l’auto è anche un neopatentato, il premio può incrementare in maniera vertiginosa. Peraltro, l’obbligo di indicare la presenza di un conducente con meno di 25 anni è indicato espressamente dalla legge e può evitarvi molte noie con l’assicurazione in caso di incidente: se vostro figlio tampona l’auto di un altro e all’assicurazione non risultava indicato come conducente alternativo del veicolo, questa potrà lasciare a vostro carico le spese del sinistro! In particolare, l’assicurazione per un veicolo con formula di guida esperta o esclusiva comporta, in caso di sinistro procurato da persona non rientrante in queste condizioni, che l’assicurazione provvederà prima a rimborsare il danno causato, ma poi agirà in rivalsa contro l’ assicurato, pretendendo il rimborso degli importi liquidati.

Per neopatentati, ai sensi delle norme del Codice della Strada, si intendono coloro che hanno la patente da meno di tre anni: normalmente, quindi, rientrano in questa categoria i ragazzi che hanno meno di 25 anni, anche se può essere considerata neopatentata anche una persona di mezza età che ha da poco conseguito l’abilitazione alla guida. Per questi soggetti, la legge prevede una serie di limitazioni e di aggravanti in caso di violazioni alle norme del codice della strada, giustificate in funzione della minore esperienza rispetto a persona patentata da più tempo [1]. Considerati questi obblighi di legge, è sempre bene verificare che il neopatentato possa guidare effettivamente l’automobile di famiglia.

Detto ciò, le assicurazioni pretendono un certo rincaro per assicurare un neopatentato, costringendo al pagamento di un premio molto più alto di quello che dovrebbe sostenere una persona con più anni di esperienza di guida. Questo accade perché nell’elaborazione del premio le assicurazioni tengono in considerazione la probabilità di essere chiamate a risarcire i sinistri provocati dal proprio assicurato: e, per questo, la probabilità che possa verificarsi un incidente è statisticamente più elevata se chi conduce l’auto ha una minore esperienza alla guida. Questi fattori comportano, inevitabilmente, che i neopatentati che sottoscrivono una nuova polizza RCA vengono inseriti nella classe di merito 14, in considerazione della maggiore pericolosità alla guida. Inoltre, nelle politiche delle assicurazioni viene normalmente inserita una maggiorazione per i soggetti di età inferiore ai 25-26 anni, dal momento che questi, secondo le statistiche, corrono il maggior rischio di provocare incidenti.

Come incide la formula di guida sulla RC Auto di famiglia?

Tuttavia, se vostro figlio o il familiare under 25 vive con voi e guida la vostra auto, non occorre stipulare una nuova polizza a parte. E’ necessario che l’intestatario dell’auto e dell’assicurazione modifichi la formula di guida indicata al momento della conclusione del contratto di assicurazione: in questo modo sarà coperto anche il figlio conducente. Infatti, al momento della conclusione del contratto di assicurazione per la RC Auto è possibile scegliere tra diverse formule di guida: le principali, però, sono a guida libera, a guida esclusiva e a guida esperta. Si tratta di un’opzione che viene normalmente indicata preventivamente, anche perché sono le stesse compagnie di assicurazione a chiedere chi guiderà il veicolo per calcolare il premio assicurativo. Come anticipato, la formula di guida può essere modificata anche durante la vigenza del contratto di assicurazione.

La formula guida libera comporta la possibilità di far guidare la stessa autovettura assicurata da chiunque, senza limiti nel numero di persone e nell’età dei conducenti: se prevedete di non essere l’unico a guidare l’auto da assicurare, si tratta della soluzione migliore, per evitare il rischio di rivalsa da parte della compagnia assicurativa. Inevitabilmente, però, questo consente all’assicurazione di poter pretendere un premio più elevato, dal momento che, soprattutto quando il veicolo è un’auto di famiglia, a guidare la macchina potrebbe essere anche il figlio neopatentato. Se viene scelta questa formula, non ci sarà bisogno di apportare ulteriori modifiche al contratto di assicurazione, perché è già comprensivo della possibilità in esame.

Viceversa, la formula a guida esclusiva o la formula a guida esperta comportano che l’automobile venga guidata o dal singolo conducente intestatario e assicurato, oppure da persone di età superiore ai 25-26 anni o che abbiano conseguito la patente da un certo numero di anni (anche se questi dati possono variare sensibilmente da una compagnia assicurativa all’altra). In questo caso, la polizza comporta sicuramente l’esclusione del neopatentato, ma consente anche un notevole risparmio sul premio da corrispondere all’assicurazione: infatti, secondo la logica delle compagnie assicurative, se a guidare un veicolo è una persona che ha maturato una certa esperienza alla guida, o se non ci sono altri conducenti del veicolo, il rischio di incorrere nella commissione di sinistri è più basso.

E qui scatta il problema: se avete stipulato una polizza con formula guida vincolata e, nel frattempo, vostro figlio ha preso la patente e comincia a guidare l’auto di famiglia, sarà necessario modificare la formula attuale, passando a quella libera. In questo caso, i costi della RC Auto di famiglia lievitano moltissimo. Si tratta di aumenti che, come anticipato, variano anche di molto a seconda della compagnia assicurativa e a seconda della città o di altre variabili. Ad esempio, a Milano si è stimato un aumento medio dovuto al passaggio alla guida libera superiore ai 100 euro; a Napoli, invece, dove normalmente i premi della RC Auto sono già più elevati rispetto alla media nazionale, l’aumento può essere anche superiore ai 200 euro.

In che modo posso ridurre i costi dell’assicurazione?

Sembrerebbe non esserci scelta, a conti fatti: se intendete permettere ai vostri figli neopatentati di guidare la vostra auto, dovrete prepararvi inevitabilmente ad un aumento del premio della RC Auto di famiglia. Tuttavia, esistono almeno un paio di accorgimenti che, se seguiti correttamente, potrebbero diminuire, anche di molto, questa voce di spesa.

In primo luogo, bisogna valutare attentamente le circostanze concrete. L’aumento di cui stiamo parlando, infatti, è inevitabilmente calcolato su base media, ma elementi come la classe di merito, la cilindrata dell’auto o le offerte presentate dalle diverse compagnie assicurative possono influire anche di molto. Per questo, dopo aver fatto un preventivo presso il vostro assicuratore, è importante confrontare le diverse offerte sul mercato, andando a verificare con altre compagnie assicurative a quanto potrebbe ammontare il premio con la formula a guida libera: potreste anche valutare l’opportunità di cambiare compagnia, oppure trovare condizioni molto più vantaggiose, ad esempio con l’installazione della scatola nera o clausola limitative della libertà di guida, come vincoli orari entro cui è consentita la guida al conducente neopatentato, e così via.

Una soluzione alternativa proviene dai vantaggi legati all’assicurazione auto introdotti grazie alla Legge Bersani: questa norma ha consentito la possibilità di usufruire della classe di merito di un familiare anche se l’assicurazione viene stipulata per un neopatentato [2]. Abbiamo già visto che la giovane età o l’inesperienza sono fattori che conducono ad un aumento dei premi assicurativi. Se vostro figlio decidesse di acquistare una propria automobile e di assicurarla personalmente, andrebbe inevitabilmente incontro ad un premio astronomico, se confrontato a quello che verrebbe richiesto ad un guidatore esperto. Ad influire, in questo caso, non sarebbe solo la condizione di neopatentato, ma anche la bassa classe di merito in cui verrebbe collocato, in qualità di nuovo assicurato. Proprio su questo aspetto interviene la legge: se il neopatentato è un familiare convivente con un’altra persona che è assicurata da tempo e, per questo, ha una classe di merito molto elevata, può beneficiare di quest’ultima ed evitare di essere inserito in classe 14.

Tra le condizioni per poter beneficiare delle agevolazioni c’è sicuramente il requisito di aver acquistato un nuovo veicolo, non importa se nuovo o usato, purché immatricolato o passato di proprietà nei 12 mesi precedenti la stipula dell’assicurazione. In secondo luogo, è necessario che assicuriate il veicolo per la prima volta. Quanto ai requisiti legati allo stato di famiglia, è necessario che l’assicurato da cui si eredita la classe di merito abbia la stessa residenza dell’intestatario dell’auto neo-assicurato. Non ci sono vincoli, invece, rispetto alla possibilità di assicurare il nuovo veicolo presso la stessa compagnia assicurativa del familiare esperto, purché si tratti di vetture destinate ad uso privato (non rientrano nel campo di applicazione della Legge Bersani i veicoli aziendali, come furgoni, camion e trasporti in genere).

Tutto quello che si deve fare, in questo caso, è far dichiarare all’assicurazione, all’atto della stipula della polizza da parte del neopatentato, di voler usufruire dei vantaggi legati alla Legge Bersani: occorrerà documentare lo stato di famiglia e fornire le indicazioni assicurative legate al familiare in questione. Tra i documenti necessario, quindi, c’è la copia dello stato di famiglia, una copia della polizza del padre, della madre o di altro familiare da cui ereditare la classe di merito, con annesso attestato di rischio del parente che è inserito nella classe di merito più alta; infine, è necessario esibire il libretto di circolazione del veicolo che si vuole assicurare. In questo modo, se anche il premio per la nuova auto non appartenente precedentemente al nucleo familiare risulterà inevitabilmente più elevato rispetto ad un’auto di famiglia, si avrà comunque la possibilità di risparmiare anche cifre consistenti.

Se non si rientra nelle condizioni richieste per l’applicazione della Legge Bersani, un’altra soluzione per poter risparmiare sull’assicurazione dell’auto appena acquistata è quella di intestarla ad un familiare con classe di merito migliore di quella del neopatentato. In questo caso, l’assicurazione viene comunque stipulata a nome di quest’ultimo e comporterà un premio più elevato, ma verrà applicata una riduzione se l’auto è intestata ad un familiare esperto, purché venga applicata la formula a guida libera per consentire anche al neopatentato di guidare il veicolo.

Infine, sempre nel caso in cui non sia applicabile la Legge Bersani, è possibile rivolgersi a compagnie assicurative che abbiano aderito al “Patto per i giovani“: si tratta di un progetto nato con l’Associazione Assicuratori, la Polizia Stradale e alcune Associazioni dei consumatori, che permette ai neopatentati di impegnarsi al rispetto di un decalogo di regole di buona guida (tra cui, l’obbligo di allacciare la cintura, di guidare in condizioni perfette, di non assumere alcolici o sostanze stupefacenti, di osservare uno stile di guida attento, ecc.). In questo modo, anche intestando l’assicurazione ad un neopatentato è possibile approfittare di una forte riduzione del premio RC Auto.

note

[1] In proposito, l’art. 117 del Codice della Strada prevede una serie di limiti ulteriori per i neopatentati rispetto alle normali regole del Codice della Strada: 1) divieto di guidare dopo aver assunto alcolici (con limite di tasso alcolemico a 0,5 g/l); 2) divieto di superare la velocità di 100 km/h in autostrada e di 90 km/h sulle strade statali; 3) divieto di guidare veicoli con motore superiore a 70 kW/95 Cavalli. I neopatentati che non rispettano queste prescrizioni di legge rischiano una sanzione pecuniaria che va dai 160 ai 641 euro, oltre al rischio di sospensione della patente da 2 a 8 mesi.

[2] Si tratta della Legge 40/2007, specificamente destinata ai componenti di un nucleo familiare che acquistino una seconda o una terza auto da far condurre ai propri figli.


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