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Domande su licenze Creative Commons, SIAE, locali e DVD


Domande su licenze Creative Commons, SIAE, locali e DVD

> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 gennaio 2013



A dicembre le licenze Creative Commons hanno compiuto dieci anni: un geniale modo, messo a punto da Lawrence Lessing, per coniugare la tutela della paternità di un’opera d’arte con la libera circolazione della stessa sulla rete. Perché, il vero problema del nuovo millennio, non è tanto vendere un’unità di prodotto in più, ma farsi conoscere all’interno di un mercato estremamente ampio e globalizzato. 

Ecco una serie di casi concreti in materia di opere musicali distribuite con licenze Creative Commons (CC) nell’ambito di attività commerciale: come ci si deve comportare riguardo al pagamento dei diritti degli autori e della SIAE?

Caso 1

Domanda: Un bar ristorante intende diffondere, all’interno dei propri locali, musica d’ambiente e, talvolta, organizzare eventi concertistici, utilizzando solo brani distribuiti con licenze libere. Considerato il carattere commerciale dell’attività svolta dal bar, è obbligato quest’ultimo a pagare la SIAE?

Risposta: In generale, la riproduzione e diffusione di opere musicali a vantaggio di clienti necessita del consento dei relativi autori o titolari dei diritti connessi. Tuttavia, l’utilizzazione di brani distribuiti con licenze libere (per es.: Creative Commons e similari) rende superfluo il consenso degli aventi diritto a condizione che:

– le licenze autorizzino l’uso commerciale dell’opera (nel caso delle licenza CC sono idonee allo scopo le seguenti:
BY (Attribution);
BY, ND (Attribution, No Derivative);
BY, SA (Attribution, Share Alike));

– venga chiarito nelle licenze che sono concessi anche i diritti connessi.

Pertanto il bar, a condizione che diffonda solo musica libera di non iscritti alla SIAE, non dovrà corrispondere alcuna somma alla SIAE, fatta eccezione per la tassa sul pubblico spettacolo in caso di performance dal vivo.

Caso 2

Domanda: Un bar ristorante intende consentire ai propri clienti di masterizzare, su CD o DVD, brani riprodotti all’interno del locale e distribuiti con licenze libere. Considerato il carattere commerciale dell’attività svolta dal bar, è obbligato quest’ultimo ad apporre il cosiddetto “bollino SIAE” sui supporti masterizzati dai clienti nei suoi locali?

Risposta: Si, anche se su tali supporti venga riprodotta solo musica libera, a meno che il supporto su cui viene masterizzato il contenuto sia di proprietà del cliente e non sia stato distribuito dal locale.

Caso 3

Domanda: Un locale intende organizzare un evento in cui sarà suonata solo musica distribuita con licenze Creative Commons. L’organizzatore è obbligato a segnalare l’evento alla SIAE e redigere il relativo modulo (borderò), pagando i diritti?

 

Risposta: L’organizzatore non deve pagare i diritti alla SIAE. Egli potrà comunque scegliere una delle due alternative:

a) segnalare l’evento alle SIAE, richiedendo un permesso Spettacoli e Intrattenimenti. In tal caso dovrà lasciare un deposito cauzionale e sarà tenuto a compilare, prima dell’esecuzione o immediatamente dopo, il programma musicale della serata (il cosiddetto borderò), in cui indicherà l’elenco dei brani, eseguiti dal vivo o con strumento meccanico, nel corso dell’evento. Con il borderò, egli potrà quindi dimostrare che nessuna opera amministrata dalla SIAE è stata eseguita durante la serata e, alla fine, potrà richiedere la restituzione del deposito cauzionale.

b) In alternativa a questa opzione, l’organizzatore può decidere di non richiedere il permesso e non compilare il borderò: entrambi, infatti, sono adempimenti non necessari poiché i brani eseguiti durante la serata non appartengono al repertorio SIAE. Se durante la serata dovesse avvenire un controllo della SIAE, graverà sull’ispettore l’onere di provare che durante l’evento sono stati riprodotti o eseguiti brani amministrati dalla SIAE (registrando la serata, richiedendo informazioni, ecc.).

Se uno o più esecutori che si esibiscono nel corso delle serata con musica CC sono associati alla SIAE la situazione non muta: l’organizzatore ha sempre a disposizione le due opzioni sopra descritte.

Il soggetto obbligato contrattualmente a consegnare il programma musicale è colui che richiede il permesso e non l’esecutore (anche se poi, spesso, è proprio quest’ultimo a compilare materialmente il borderò in quanto persona in grado di indicare il repertorio utilizzato).

Caso 4

Domanda: Un’associazione no profit vuole distribuire gratuitamente musica di artisti emergenti che, a loro volta, hanno acconsentito all’inclusione dei propri brani nel CD e non sono associati alla SIAE. È necessario inserire, sul CD, il bollino SIAE?

Risposta: Si, anche se gli artisti hanno adottato licenze libere (come, per es., le licenze Creative Commons).

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3 Commenti

  1. Siamo una associazione senza scopo di lucro registrata all’agenzia delle entrate. Fra 4 giorni dobbiamo fare una iniziativa e al termine (la sera) avevamo intenzione di fare DJ-Set. Non abbiamo soldi per la SIAE, quindi abbiamo scaricato dei brani in CC e immaginavamo di mandare quelli dalla consolle musicale.
    La domanda:
    quali adempienti?
    Immaginiamo di non dover pagare nulla alla sia, dato chei brani sono in CC. Ma ci chiedevamo se comunque dobbiamo richiedere un permesso? Un’autorizzazione alla SIAE oppure all’EMPALS o cose del genere.
    O comunque sia la domanda sintetica: possiamo tranquillamente portare le casse, il pc con i brani CC e mandare i brani senza comunicare nulla a nessuno e senza temere nulla?

    1. Salve Fab. Il tuo caso è proprio quello previsto al n. 3 dell’articolo, in cui trovi la risposta a tutte le domande che ci hai fatto. A presto

  2. Salve io volevo aprire una radio web e volevo solamente usare brani in CC devo qualcosa alla SIAE? devo segnalare per quanto riguarda sfc o SiAE? grazie

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