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Condizionatori: regole su impianti d’aria condizionata nei condomini

15 gennaio 2013


Condizionatori: regole su impianti d’aria condizionata nei condomini

> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 gennaio 2013



Sono molteplici le questioni che possono sorgere, in ambito condominiale, in materia di condizionatori d’aria: spese, autorizzazioni, installazione, ecc. Vediamo quindi di far luce sugli aspetti principali.

Impianto centralizzato

Se l’edificio è dotato di impianto centralizzato di aria condizionata, questo si considera comune fino al punto in cui le canaline entrino nelle proprietà esclusive. Di conseguenza, le riparazioni che riguardino tali parti spettano unicamente al condominio.

Se i compressori sono collocati sul lastrico solare, difficilmente porranno problemi dal punto di vista dell’alterazione del decoro architettonico; tuttavia bisognerà fare in modo che il loro rumore non disturbi il sonno dei condomini degli ultimi piani, ma anche di quelli dei palazzi circostanti.

Autorizzazione comunale

Per installare un condizionatore potrebbe essere necessaria l’autorizzazione comunale (dipende dal singolo Comune o dalle leggi regionali). È pertanto consigliabile effettuare un’apposita verifica presso l’ufficio tecnico del Comune.

Condensa

Il Tribunale di Padova [1] ha ritenuto legittimo il foro praticato, nel muro comune condominiale, dal singolo condomino, per farvi passare il tubo del condizionatore al fine di smaltire la condensa da esso prodotta. È tuttavia illegittimo innestare tale tubo nel pluviale condominiale: ciò infatti altererebbe la funzione di tale parte comune dell’edificio, che è quella di provvedere allo smaltimento delle sole acque meteoriche.

Inquilino

Il conduttore ha diritto di voto al posto del proprietario quando l’assemblea deve decidere sulle spese e sulle modalità di gestione dei servizi di condizionamento d’aria e di riscaldamento [2]. Tuttavia l’amministratore deve inviare la convocazione di avviso dell’assemblea al proprietario di casa che poi, a sua volta, ne informerà il conduttore.

Installazione

Ogni singolo condomino può installare, sul muro perimetrale coincidente con la sua proprietà esclusiva, un condizionatore d’aria, in quanto ciò rientra tra gli usi consentiti della cosa comune e non richiede autorizzazione dell’assemblea. Tuttavia ciò non è più possibile qualora:

– sia vietato dal regolamento condominiale;

– per le dimensioni dell’impianto o per l’ubicazione e le caratteristiche dell’edificio, potrebbe derivare dall’innovazione una alterazione del decoro architettonico. In tal caso è più opportuno inviare all’amministratore un progetto affinché lo sottoponga al voto dell’assemblea per l’approvazione. Infatti, quando l’installazione riguarda un condizionatore particolarmente voluminoso, essa non si considera più una innovazione, ma una modifica dell’uso della parte comune e, in quanto tale, essa non deve impedire agli altri condomini di farne parimenti uso [3].

Rumori

Se le immissioni rumorose provenienti da un condizionatore superano la normale tollerabilità, se ne può chiedere la rimozione [4].

L’uso, anche notturno, di questo tipo di impianto può integrare il reato di disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone [5], anche se manca la prova che il disturbo sia stato avvertito da più condomini, in quanto è sufficiente che “il rumore sia stato avvertito fastidiosamente da un numero imprecisato di vicini di casa” [6].

Il reato in questione però non sussiste se i rumori prodotti dall’impianto arrecano disturbo ai soli occupanti di un appartamento e non ad altri soggetti abitanti nel condominio in cui è inserita detta abitazione o nelle zone circostanti. In tale ipotesi, infatti, il disturbo viene arrecato a un numero definito di persone e non ad un numero indeterminato di soggetti, per cui il fatto non costituire reato, ma semplice illecito civile, per il quale si può al massimo chiedere il risarcimento del danno [7].

note

[1] Trib. Padova, sent. n. 352 del 22.02.2011.

[2] Art. 10 L. 27.07.1972.

[3] Cass. sent. n. 12343/2003 e Trib. Milano sent. n. 179/2004.

[4] Cass. sent. n. 12343/03.

[5] Art. 659 cod. pen.

[6] Cass. sent. n. 34240/2005.

[7] Si confronti l’ottimo contributo sul tema del condominio di Massimo Franco e Germano Palmieri, “Il nuovo condominio” Ed. Corriere della Sera, 2012.

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