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Lo sai che? 730: guida alla dichiarazione dei redditi

Lo sai che? Pubblicato il 17 maggio 2018

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La primavera è il periodo della dichiarazione dei redditi, un momento molto importante per conformarsi alle regole del fisco ed evitare, in futuro, gli accertamenti dell’Agenzia delle Entrate.

Già a partire da maggio tutti noi siamo oberati dall’increscioso compito di presentare la dichiarazione dei redditi. Di fatto il modello 730 deve essere inoltrato entro il 23 luglio (termini diversi sono previsti per i sostituti d’imposta), ed in questo frangente ci tocca raccogliere tutte le documentazioni inerenti ai redditi guadagnati ed alle spese effettuate l’anno scorso. Anche in questo periodo non mancano le novità in tema di detrazioni e deduzioni (ossia due elementi che ci permettono di risparmiare sull’IRPEF da versare allo Stato): si va dalla possibilità di recuperare le spese sostenute per riqualificare il condominio al sisma-bonus, dai costi affrontati per garantire l’istruzione ai propri figli fino alla possibilità di detrarre l’affitto pagato dallo studente fuori sede, e molto altro ancora.
Ovviamente sarà necessario compilare correttamente il modello 730 per adeguarsi alle leggi tributarie ed evitare l’increscioso compito di dover giustificare (in futuro) eventuali redditi non adeguatamente segnalati in sede di dichiarazione. Ma come si compila il 730 e quali sono le voci più importanti? Di seguito forniremo le linee guida alla dichiarazione dei redditi.

A cosa serve il modello 730

Il modello 730 è un modulo disponibile sia in formato cartaceo che telematico, all’interno del quale vengono segnalate le entrate e le spese sostenute da chi è obbligato alla sua compilazione. Questo modulo è riservato a specifiche categorie di soggetti, fra cui:

  • Lavoratori dipendenti, anche assunti a tempo determinato;
  • Pensionati;
  • Persone che instaurano un contratto di collaborazione coordinata e continuativa;
  • Liberi professionisti senza partita IVA;
  • Percettori di redditi con l’affitto di terreni ed immobili;
  • Chi ha ricevuto un’indennità previdenziale, una borsa di studio, oppure percepisce un assegno di mantenimento dall’ex coniuge;

a cui si aggiungono ipotesi particolari, indicate dalla legge, che si riferiscono a specifiche categorie di redditi (ad esempio i redditi da capitale provenienti dai dividendi).

Se da un lato il modello 730 ha l’obiettivo di conoscere tutto quello che viene percepito da una singola persona, dall’altro presenta numerosi vantaggi in termini tecnici ed economici. Vediamo insieme quali sono le opportunità offerte dal modello 730:

  1. Recupero di gran parte delle spese sostenute l’anno precedente. Pensa a quanti acquisti fai durante 12 mesi, magari per migliorare la casa in cui vivi. Compri nuovi elettrodomestici (frigo, lavatrice, ecc), arredi alcuni ambienti sostituendo i mobili, oppure decidi di ristrutturare l’immobile perché finalmente ti hanno concesso il prestito. Hai dei figli e spendi molto in abbonamenti dell’autobus e per le gite scolastiche, o il condominio in cui abiti necessita di essere adeguato alle normative antisismiche; magari hai affrontato alcune spese per l’acquisto dei medicinali che ti sono serviti per curarti da una malattia;
  2. Recupero delle imposte a credito versate con il sistema dell’acconto – saldo. Quando presenti la dichiarazione l’imposta che andrai a pagare si basa su quanto hai dichiarato l’anno addietro. Si tratta di una sorta di presunzione che però puoi accertare l’anno dopo, presentando la successiva dichiarazione. Se hai guadagnato di meno, il fisco ti restituisce la parte d’imposta che hai pagato in più, attraverso il meccanismo della compensazione che ti permette di pagare meno quest’anno;
  3. Calcolo esatto dell’imposta. Attraverso alcune documentazioni puoi pagare l’imposta giusta, proporzionale a quanto percepisci come reddito e decurtata delle relative spese affrontate per specifici acquisti. Se devi detrarre delle spese mediche potrai utilizzare gli scontrini parlanti (cioè quelli che contengono il tuo codice fiscale), l’estratto conto (per le spese di ristrutturazione), la dichiarazione rilasciata dalla banca per gli interessi passivi pagati su di un mutuo;
  4. Rateizzazione dell’imposta e notevole risparmio. A seconda dei casi potrai scegliere di suddividere l’imposta in tanti piccoli importi da pagare mese dopo mese. Ciascun importo è maggiorato di una piccola percentuale di interessi, ma in questo modo potrai adempiere in tutta tranquillità al tuo dovere di contribuente. Inoltre, se conosci bene la legge, puoi davvero risparmiare tanto sia con le deduzioni che con le detrazioni;
  5. Facilità nella compilazione. Attualmente esistono tre modi per compilare ed inoltrare il modello 730 e ciascuno di essi si basa su questioni di opportunità e di risparmio. Se sei in gamba puoi procedere da solo, se incontri qualche difficoltà puoi sempre rivolgerti ad un professionista abilitato.

Come presentare il modello 730

Se appartieni ad una delle categorie appena menzionate (dipendente, pensionato, ecc) oppure percepisci un reddito particolare che ti obbliga alla presentazione del 730 (ad esempio affitto della casa al mare), puoi scegliere tre modalità con cui adempiere a questo obbligo. Ciascuna di esse differisce per il solo fatto che la compilazione avviene da soggetti differenti, deputati proprio per la presentazione di questo modulo. Vediamo come fare:

  • Autonomamente, senza l’intermediazione di soggetti abilitati. Da qualche anno a questa parte l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei contribuenti il modello 730 precompilato, disponibile direttamente sul sito. Accedendo con alcune credenziali (PIN rilasciato dagli uffici del fisco o sistema SPID), potrai visionare il modulo decidendo se accettarlo così com’è, modificarlo o integrarlo;
  • Avvalendoti di un professionista abilitato, quindi del tuo commercialista, dell’ufficio CAF a due passi da casa, di un consulente del lavoro di fiducia, di un ragioniere. Costoro, essendo del settore, provvederanno a tuo nome all’inoltro della dichiarazione, previa delega da te rilasciata per l’accesso ai tuoi dati fiscali. Ti verrà richiesto di procurare tutti i documenti necessari per la compilazione del modulo, ragion per cui dovrai avere con te le buste paga, gli estratti conto, gli scontrini, i bonifici, il contratto d’affitto della seconda casa, ecc.;
  • Affidandoti ad un sostituto d’imposta. Il tuo datore di lavoro, o l’ente pensionistico che ti assiste fiscalmente può, al posto tuo, occuparsi della compilazione del modello 730, sempre tramite delega da te rilasciata e con tutte le documentazioni necessarie per le deduzioni e le detrazioni.

La scelta dell’uno o dell’altro sistema dipende dalla tua capacità di provvedere alla compilazione del modulo, dalle conoscenze che hai in materia e, in un certo senso, dal coraggio e dalla consapevolezza di rispettare a pieno la normativa fiscale. Considera che anche un piccolo errore, commesso in buona fede, può far insospettire il fisco che potrebbe chiederti delucidazioni negli anni a venire. Pertanto, se non sei sicuro della compilazione autonoma tramite sito dell’Agenzia delle Entrate, puoi sempre rivolgerti ad un CAF o ad un commercialista, anche solo per informazioni. Il costo per il disbrigo delle relative pratiche è molto esiguo.

Come procedere da soli con la compilazione del 730

Per la procedura autonoma l’Agenzia delle Entrate rende disponibile un modello 730 precompilato a tutti coloro che non intendono avvalersi di un professionista. Basta accedere al sito dell’Agenzia utilizzando alcuni dati, ossia il PIN rilasciato dagli uffici del fisco o le credenziali ottenute con il sistema SPID (Sistema Pubblico di identità Digitale). Nell’apposita sezione troverai il modulo in formato digitale, all’interno del quale avrai modo di verificare alcune informazioni. Queste informazioni fanno riferimento a tutti quei dati che sono stati inoltrati dal datore di lavoro (per quanto riguarda la retribuzione), gli enti pensionistici, il catasto (per le rendite sui fabbricati), eventuali sostituti d’imposta, ecc. Dovrai analizzarli facendo riferimento ai documenti da te posseduti (buste paga, contratti d’affitto, ecc.) verificando se i dati del modello precompilato corrispondano esattamente alle documentazioni che hai in mano. A questo punto:

  • se rilevi alcune inesattezze puoi sempre modificarle. Il software per la compilazione del modello 730 ti permette di aggiungere, cancellare o cambiare quanto ci sta scritto sul precompilato;
  • ti capiterà di dover aggiungere delle informazioni non contenute nel precompilato. Anche in questo caso dovrai provvedere da solo riferendoti ai documenti da te posseduti, ma non preoccuparti. La piattaforma ti guida passo dopo passo per indicarti come procedere senza commettere errori;
  • quello che sta scritto sul precompilato corrisponde esattamente a ciò che hai percepito. In questo caso non ti rimane altro da fare se non inoltrare il modello così com’è senza apportare modifiche.

Come puoi notare, l’iter da seguire è semplice, chiaro e, soprattutto veloce. Non devi aver timore di come modificare il precompilato se sei certo delle informazioni da te possedute, perché ricorda: solo chi agisce in maniera disonesta non dorme sonni tranquilli.

Quando è necessario apportare delle modifiche al modello precompilato

Il modello precompilato del 730 che si trova sulla tua pagina personale del sito dell’Agenzia delle Entrate contiene tutte quelle informazioni inviate da soggetti che sono obbligati a farlo per legge. Inoltre alcuni dati si riferiscono a quanto hai dichiarato l’anno precedente, poiché la definizione dell’imposta IRPEF si basa su quanto hai percepito nell’anno precedente.
Esistono tuttavia alcuni dati che nessuno può conoscere, o che magari riguardano enti o persone non obbligate all’inoltro delle informazioni direttamente al fisco. Questi dati possono fare riferimento soprattutto alle spese eseguite durante l’anno e che ti consentono di detrarre gli importi in sede di dichiarazione dei redditi.

– Hai effettuato interventi di coibentazione della tua casa ed hai speso alcune migliaia di euro: l’Agenzia delle Entrate non può sapere le spese che tu affronti durante l’anno, per cui ti offre la possibilità di inserirle in un secondo momento.

– Tuo figlio si è iscritto all’università in un’altra regione e ha preso in affitto una camera per dormire: il contratto d’affitto puoi detrarlo in percentuale dalla dichiarazione dei redditi.

– Hai acceso un mutuo per l’acquisto della casa: la banca ti rilascia ogni anno un prospetto sugli interessi passivi che hai pagato sul mutuo. Di anno in anno il loro ammontare può variare, a maggior ragione se hai optato per la soluzione del tasso variabile che può essere differente a seconda dell’andamento dei mercati finanziari.

– Hai affrontato una malattia e per fortuna sei guarito. Tutte le spese sanitarie sono detraibili secondo una percentuale che viene calcolata sul totale delle spese sostenute durante l’anno.

– Hai una seconda casa da cui ricavi un affitto. Magari hai optato per la cedolare secca o comunque trai una rendita che deve essere imputata nella dichiarazione dei redditi. Se l’inquilino recede dal contratto prima della scadenza naturale dei termini puoi chiedere di pagare l’IRPEF sui mesi effettivi di locazione, a patto che entro l’anno non affitterai nuovamente l’immobile.

Che differenza c’è tra deduzione e detrazione

Per la definizione dell’imposta IRPEF si procede attraverso una serie di calcoli eseguiti sia sull’ammontare del reddito che sull’imposta dovuta allo Stato.
Quando dichiari le somme percepite in un determinato periodo, su queste somme verranno sottratte alcune spese che andranno a diminuire il reddito base per il calcolo dell’IRPEF: il risultato che ne uscirà fuori sarà un reddito al netto delle deduzioni. In questo caso si parlerà proprio di deduzioni perché si riferiscono al reddito dichiarato, e non all’imposta.
Una volta definito il reddito netto, su quest’ultimo sarà calcolata l’IRPEF. Dal risultato ottenuto saranno a loro volta sottratte una serie di spese che andranno a diminuire l’ammontare dell’imposta dovuta all’erario. In tale ipotesi l’IRPEF risulterà al netto delle detrazioni fiscali.

Le spese deducibili e detraibili sono previste dalla legge [1]. Ad esempio sono deducibili dal reddito dichiarato:

  • le spese mediche;
  • i contributi previdenziali;
  • i contributi versati ad un fondo complementare;
  • l’assegno al coniuge;
  • le donazioni erogate a favore di enti non governativi;

e molto altro. Mentre sono detraibili dall’imposta IRPEF:

  • alcune somme in riferimento al coniuge e numero di figli a carico;
  • gli interessi passivi per il mutuo;
  • spese veterinarie;
  • premi assicurativi stipulati in caso di morte o invalidità permanente;
  • erogazioni liberali a favore di Stato e Regioni;
  • spese sostenute per abbonamenti ad associazioni sportive a favore dei giovani;

e così via. Annualmente la Legge di Bilancio può prevedere anche ulteriori casi in cui è possibile procedere con le detrazioni, definendo percentuali e modalità per accedere al beneficio fiscale.

Come risparmiare con la dichiarazione dei redditi

Compilare il modello 730 ha come vantaggio proprio la possibilità di risparmiare qualcosa in sede di dichiarazione, e non soltanto usufruendo delle deduzioni e delle detrazioni fiscali. Esistono tanti modi per risparmiare molto sull’IRPEF in maniera legale e senza alcun problema, e basterà qualche piccola accortezza per non destare sospetti nei confronti del fisco. Vediamo qualche esempio:

  1. optare per la cedolare secca per gli affitti degli immobili ad uso abitativo. Con la cedolare secca l’aliquota IRPEF si riduce di molto, oscillando fra il 21% nel caso degli affitti a breve termine, fino a ridursi addirittura al 10% per gli affitti a canone concordato (i c.d. 3+2). Inoltre un’ulteriore riduzione spetta sull’IMU, che sarà rivalutato con uno sconto pari al 25% dell’ammontare dell’imposta;
  2. conservare tutte le documentazioni, come bollettini, scontrini, ricevute. Esse saranno utili in sede di dichiarazione per le deduzioni e le detrazioni dei redditi;
  3. seguire le procedure suggerite dall’Agenzia delle Entrate per ottenere rimborsi sulle spese di ristrutturazione degli immobili. Quindi pagamento con bonifico (che permette la tracciabilità della spesa), ricevute da parte della ditta appaltatrice e lavori che devono andare a riqualificare l’immobile su cui saranno effettuati gli interventi di edilizia.

Infine basterà aggiornarsi sulle novità del settore per avere sempre chiare le normative fiscali che riguardano la dichiarazione dei redditi e la compilazione del modello 730.

note

[1] Artt. 10, 12 e ss del TUIR


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