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Lo sai che? Procura nulla: conseguenze per l’avvocato

Lo sai che? Pubblicato il 17 maggio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 17 maggio 2018

Se il mandato processuale è inesistente o nullo, la sentenza che chiude la causa addossa al legale difensore, privo della procura, il pagamento delle spese legali della controparte.

Se l’avvocato sbaglia la causa, a perdere è comunque il cliente; tant’è che è questi a pagare all’avversario le spese processuali. Ma se l’errore dell’avvocato riguarda la procura, sicché questa deve ritenersi nulla o inesistente, allora le spese legali conseguenti alla sentenza di condanna ricadono sul difensore. Questo perché tra questi e il suo cliente non vi è alcun valido rapporto di rappresentanza. È questo l’importante chiarimento fornito dalla Cassazione con una ordinanza pubblicata ieri [1]. Ma procediamo con ordine e vediamo, in caso di procura nulla, quali sono le conseguenze per l’avvocato.

Il caso tipico di procura inesistente è quella priva della firma autografa del cliente. Non conta il fatto che l’assistito sia generalizzato e ben individuato nell’atto: se si è dimenticato di sottoscrivere il mandato processuale, l’atto di citazione – pur valido – non esplica effetti nei confronti della parte ma solo dell’avvocato. La Cassazione ha detto a riguardo che: se la parte non sottoscrive la procura, essa è inesistente o affetta da nullità insanabile e rilevabile d’ufficio dal giudice in ogni stato e grado del procedimento. Tale vizio però non determina l’inesistenza dell’atto di citazione che quindi conserva l’idoneità a introdurre il processo e ad attivare il potere-dovere del giudice di decidere [2]. Ad esempio è nulla la procura conferita da una società di cui non è indicato né nella procura né nell’atto di citazione cui essa accede l’organo titolare del potere di rappresentanza o il nome della persona fisica titolare del relativo ufficio, la cui sottoscrizione sia illeggibile.

Un altro caso di procura inesistente è quando la parte che l’ha firmata muore poco prima del giorno della notifica dell’atto di citazione o del deposito in tribunale della comparsa di risposta. In tal caso, infatti, è venuto meno il rapporto che giustificava il potere dell’avvocato. Anche in questa ipotesi, se il giudice condanna alle spese processuali la parte, in realtà a dover pagare è l’avvocato.

Già le Sezioni Unite della Cassazione [3] avevano affermato che se la procura manca o è inesistente, l’attività processuale compiuta dall’avvocato non ha effetto sulla parte ed è fonte di responsabilità per l’avvocato, anche per il pagamento delle spese processuali. Tale vizio  non può essere sanato mediante rilascio di una nuova procura.

Anche questa volta la Suprema Corte ha ritenuto di dare continuità all’interpretazione tradizionale. Per cui, se il difensore non è munito di effettiva procura, l’attività processuale posta in essere non produce alcun effetto sulla parte; l’avvocato se ne assume l’esclusiva responsabilità, per cui può essere legittimamente condannato al pagamento delle spese di lite.

«In materia di spese processuali – si legge nella sentenza – in caso di azione o impugnazione promossa dal difensore senza effettivo conferimento della procura da parte di colui per cui dichiara di agire in giudizio, l’attività del difensore medesimo non riverbera alcun effetto sulla parte e resta attività processuale di cui il legale assume esclusivamente la responsabilità; con la conseguenza che è ammissibile la sua condanna alle spese di giudizio. Diversamente accade, invece, in caso di invalidità o sopravvenuta inefficacia della procura, non essendo qui ammissibile la condanna del difensore al pagamento delle predette spese, in quanto l’attività processuale è provvisoriamente efficace e la procura, benché nulla o invalida, è tuttavia idonea a determinare l’instaurazione di un rapporto processuale con la parte rappresentata, che assume la veste di potenziale destinataria delle situazioni derivanti dal processo».

In ogni caso, se il giudice rileva l’omesso deposito della procura invita la parte a produrre l’atto mancante. Tale invito può essere fatto in qualsiasi momento, anche in sede di appello, e solo se infruttuoso il giudice deve dichiarare invalida la costituzione della parte in giudizio [4].

Secondo il tribunale di Modena [5], è sempre concesso sanare retroattivamente l’irregolare costituzione per assenza di procura: infatti la parte può sempre produrre il mandato processuale in originale anche nel corso del giudizio. In tal caso l’eccezione di inesistenza o nullità della citazione per mancanza della procura alle liti va respinta.


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1 Commento

  1. Buongiorno, ultimamente scaricando i file in pdf non si possono aprire. Grazie per la cortese collaborazione.

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