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Prenotazione a debito contributo unificato tributario

18 Mag 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 Mag 2018



Contributo unificato tributario: cos’è la prenotazione a debito e quando si applica.

Le pubbliche amministrazioni, quando avviano una causa, godono di un particolare “privilegio” in quanto non versano le tasse di iscrizione a ruolo (il cosiddetto contributo unificato), ma prenotano le spese “a debito”.

I Comuni, però, non beneficiano di questa “agevolazione” e sono tenuti a versare il contributo unificato al momento dell’iscrizione a ruolo della causa. È quanto affermato da una recente sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Campania [1], con riguardo al pagamento del contributo unificato nel processo tributario. Ma cosa significa spese prenotate a debito? Perché i Comuni non possono prenotare le spese a debito e devono versare il contributo unificato tributario?

Tasse iscrizione a ruolo causa tributaria

Quando si iscrive un ricorso in Commissione Tributaria, occorre pagare un’apposita tassa denominata “contributo unificato tributario”.

Il versamento è dovuto per ogni atto introduttivo e, quindi, non solo per il ricorso principale ma per qualsiasi atto processuale, autonomo rispetto a quello introduttivo, che comporti sostanzialmente un ampliamento dell’oggetto della causa, come per esempio, l’appello/ricorso incidentale e i motivi aggiunti.

L’importo del contributo unificato cambia in base al valore della causa, e cioè all’importo del tributo al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni irrogate con l’atto impugnato (per esempio avviso di accertamento, avviso di liquidazione, cartella di pagamento ecc.).

Più precisamente, sono previsti degli scaglioni di valore della causa, in base ai quali deve essere calcolato il contributo unificato tributario (sia in primo grado che in appello).

Valore della causa: contributo unificato

  • Fino a € 2.582,28: € 30,00
  • Da € 2.582,29 a € 5.000,00: € 60,00
  • Da € 5.000,01 a € 25.000,00: € 120,00
  • Da € 25.000,01 a € 75.000,00: € 250,00
  • Da € 75.000,01 a € 200.000,00: € 500,00
  • Oltre € 200.000,01: € 1.500,00

Come si calcola il valore della causa

Il valore della causa è dato dall’importo del tributo oggetto dell’atto impugnato al netto di interessi e sanzioni. Quando con il ricorso si impugnano più atti, per esempio intimazione di pagamento e sottesa cartella di pagamento, occorre versare il contributo unificato basato sul valore di ogni singolo atto.

In altri termini, il calcolo del contributo unificato deve essere effettuato, non sul valore complessivo della lite, bensì sul valore dei singoli atti impugnati.

Nel processo tributario, a differenza di quanto avviene nel processo civile, il contributo unificato non è calcolato sul valore complessivo della lite bensì sugli importi dei singoli atti impugnati: l’importo da pagare a titolo di contributo per l’iscrizione a ruolo del ricorso è dato, dunque, dalla somma dei contributi unificati calcolati per ogni atto.

Prenotazione spese a debito: che significa?

La legge prevede che, nel processo in cui è parte l’amministrazione pubblica, il contributo unificato nel processo civile, nel processo amministrativo e nel processo tributario (se è a carico dell’amministrazione), è prenotato a debito.

Le spese prenotate a debito e quelle anticipate dall’erario sono recuperate dall’amministrazione, insieme alle altre spese anticipate, in caso di condanna dell’altra parte alla rifusione delle spese in proprio favore.

Prenotazione a debito delle spese di giustizia significa annotazione a futura memoria di una voce di spesa, per la quale non vi è pagamento, ai fini dell’eventuale successivo recupero.

Il concetto di prenotazione a debito deve essere distinto da quello di anticipazione delle spese. L’anticipazione da parte dell’Erario è il pagamento di una voce di spesa che, ricorrendo i presupposti previsti dalla legge, è recuperabile.

Prenotazione spese a debito: a chi si applica

Abbiamo visto come la legge prevede che nel processo in cui è parte l’amministrazione pubblica è prenotato a debito, se a carico della amministrazione, il contributo unificato, nel processo civile, nel processo amministrativo e nel processo tributario.

La stessa legge precisa che, ai fini del testo unico sulle spese di giustizia, per amministrazione pubblica ammessa alla prenotazione a debito si intende l’amministrazione dello Stato o altra pubblica amministrazione ammessa da norme di legge alla prenotazione a debito di imposte o di spese a suo carico.

Per amministrazione dello Stato si intendono i Ministeri centrali e i loro Uffici periferici, e quali enti equiparati, le Agenzie fiscali (Entrate, Dogane e Territorio).

Le Amministrazioni dello Stato e i soggetti equiparati, sono tenuti a dichiarare, nelle conclusioni del ricorso, il valore della lite ai fini del contributo unificato e a indicare la norma di legge che li ammette alla prenotazione a debito.

Dunque, non qualsiasi pubblica amministrazione può usufruire dell’istituto della prenotazione a debito, ma soltanto le amministrazioni dello Stato e il soggetto pubblico a ciò legittimato da una specifica norma di legge.

Come affermato dalla Commissione tributaria regionale della Campania, i Comuni non possono beneficiare della prenotazione a debito delle spese di giustizia in quanto non vi è allo stato una norma di legge che li ammetta ad usufruire di tale istituto.

note

[1] CTR Campania, sent. n. 3838 del 23.04.2018.


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1 Commento

  1. Ho inoltrato un ricorso – come previsto dalle prassi indicatemi per lettera dall’agenzia delle entrate italiane- per addebiti illeciti di un canone rai per una tv che ho rottamato nel 2014 e gli uffici competenti erano a conoscenza perché spedì la documentazione ed ho la ricevuta di ritorno. Non ho pagato il cut di circa 30 euro perché sono senza retribuzione ed ho fornito un argomentazione. È un altra truffa italiana.

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