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Chiusura attività agente di commercio: domanda indennizzo Inps

26 maggio 2018


Chiusura attività agente di commercio: domanda indennizzo Inps

> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 maggio 2018



Ho cessato la mia attività di agente di commercio al 31/12/16. Avendo compiuto 62 anni prima della suddetta data, ho inoltrato la domanda di indennizzo per chiusura attività all’Inps, che ha recepito la domanda e ancora dopo un anno non ha risposto. Sia io che il patronato abbiamo fatto diversi solleciti, ma la risposta è sempre stata: la domanda è all’Inps del mio Comune al vaglio del comitato centrale amministratore del fondo commercianti che dovrà decidere. Devo aspettare passivamente oppure posso fare qualcosa?

Dal quesito può ben comprendersi il disagio che senz’altro in questi casi la Pubblica Amministrazione – nel caso specifico l’Inps – provoca a noi contribuenti, per colpa di una burocrazia che purtroppo in Italia non si riesce facilmente a snellire, aspettando non mesi ma anni e anni prima di vedersi arrivare una risposta da parte loro. Basti pensare che per una domanda di rimborso di contributi alla Gestione separata Inps, possono passare tranquillamente anche 4 anni, che è il tempo minimo affinché l’Agenzia delle Entrate rende all’Inps le dichiarazioni dei redditi presentati al fine di incrociare i dati.

In questi casi, prima di tutto è bene fare un riepilogo di quel che è la richiesta di indennizzo inoltrata dal lettore all’Inps affinché questi possa osservare se è in possesso di tutti i requisiti richiesti dalla legge, in modo tale di non aspettare una loro risposta per poi vedersi magari respinta la domanda. Si perderebbe solo tempo. Quindi, se dalle righe che seguono il lettore si accorge eventualmente che non è in possesso delle condizioni base, lo faccia presente affinché possa essere rettificata la domanda fin da subito. L’indennizzo per la cessazione definitiva dell’attività commerciale fu introdotto nel 1996 ed è disciplinato dal Decreto Legislativo 28 marzo 1996, n. 207. Dopo varie proroghe, la Legge di Stabilità 2014 (Legge 27 dicembre 2013, n. 147) ha disposto che l’indennizzo è concesso anche ai soggetti che si trovano in possesso dei requisiti di legge nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2009 e il 31 dicembre 2016.

Quindi, per poter accedere all’indennizzo previsto, è assolutamente necessario che il lettore abbia maturato i seguenti requisiti entro la data del 31 dicembre 2016:

-più di 62 anni di età, se uomini, ovvero più di 57 anni di età, se donne;

-iscrizione, al momento della cessazione dell’attività, per almeno 5 anni, in qualità di titolari o coadiutori, nella Gestione dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli esercenti attività commerciali presso l’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS).

L’erogazione dell’indennizzo è subordinata altresì:

– alla cessazione definitiva dell’attività commerciale;

– alla riconsegna dell’autorizzazione per l’esercizio dell’attività commerciale e dell’autorizzazione per l’attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, nel caso in cui quest’ultima sia esercitata congiuntamente all’attività di commercio al minuto;

– alla cancellazione del soggetto titolare dell’attività dal registro degli esercenti il commercio e dal registro delle imprese presso la camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura.

Da sottolineare che l’indennizzo è incompatibile con qualsiasi attività di lavoro sia dipendente sia autonoma (compresi i cosiddetti voucher) e con la titolarità di un trattamento pensionistico di vecchiaia a carico di qualsiasi fondo erogato. L’indennizzo cessa al compimento dell’età pensionabile prevista per la vecchiaia nella gestione commercianti.

Quanto poi ai potenziali destinatari del beneficio, l’articolo 1 del predetto decreto legislativo include:

– i titolari o coadiutori di attività commerciale al minuto in sede fissa, anche abbinata ad attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande;

– i titolari o coadiutori di attività commerciale su aree pubbliche;

– gli esercenti attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande;

– gli agenti e i rappresentanti di commercio (tra i quali rientra il lettore).

La domanda doveva essere presentata entro il 31 gennaio 2017 presso la sede INPS territorialmente competente utilizzando il modello AP 95.

Queste, in sintesi, sono le condizioni base da possedere per poter richiedere l’indennizzo in commento. Per quanto riguarda la domanda del lettore, l’Inps afferma che la gestione delle domande viene effettuata, secondo l’ordine cronologico, dalla sede periferica dell’Inps competente per territorio, che verifica i requisiti di ammissibilità delle domande e trasmette, con parere motivato, le risultanze al Comitato di gestione entro trenta giorni dalla ricezione delle domande stesse.

Quindi, sia in caso positivo che negativo, l’Inps invia il fascicolo al predetto organo. Successivamente, è compito del Comitato di gestione decidere in via definitiva sulla concessione dell’indennizzo, sempre secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande.

Il ritardo dell’esito della domanda è dunque dettato dal fatto che il Comitato gestisce le domande in base al loro ordine di arrivo, e che il lettore abbia presentato domanda solo a marzo 2017.

A questo punto, il consiglio che si può dare al lettore è quello di recarsi alla Sede Inps territorialmente competente e chiedere una stima più o meno sulle tempistiche dell’esito delle domande. Ulteriori solleciti non risolverebbero granché se già presentate e non hanno prodotto effetto, in quanto l’istanza si trova in coda alle altre, e non può essere esaminata prima. Bisogna purtroppo aspettare con pazienza il turno.

Articolo tratto dalla consulenza resa dal dott. DanieleBonaddio

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