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Lo sai che? Figlio premorto: si può far riesumare il corpo per il test di paternità?

Lo sai che? Pubblicato il 25 maggio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 25 maggio 2018

Come e dove bisogna fare richiesta di riesumazione del cadavere della figlia, morta nel 1981 dopo la nascita, per test di paternità?

La data non recente del decesso della figlia sarà un problema ai fini dell’ottenimento di un test di paternitàIn primis, perché la riesumazione del corpo, sepolto da molti anni, renderà difficile l’assunzionedi prove: si potrà sperare in un frammento di osso dal corpo, oppure nell’acquisizione di qualchedente; inoltre, gli esami, oltre ad essere di difficile riuscita, sono anche molto costosi.

Il secondo problema è di natura legale. Difatti, il codice civile all’articolo 255 stabilisce che “può anche aver luogo il riconoscimento delfiglio premorto, in favore dei suoi discendenti”.

Questo lascerebbe intendere che, in mancanza di discendenti della figlia deceduta, un’azione perottenere il riconoscimento di paternità potrebbe non essere ammessa per difetto di causa.

Altra questione riguarda la prescrizione del diritto.

Mentre l’azione del riconoscimento di paternità da parte del figlio è imprescrittibile, nulla la leggestabilisce in merito all’azione proposta dal presunto padre.

Ciò fa presumere che potrebbe essere applicata la regola generale della prescrizione decennale chedecorrerebbe da quando il diritto poteva essere fatto valere.

In questo caso, al fine di evitare l’inammissibilità dell’azione di riconoscimento per intervenuta prescrizione, il presunto padre dovrebbe dimostrare che i sospetti di paternità sono sorti da meno di dieci anni, documentando e datando gli elementi che hanno portato a dubitare di quella genitorialità non ancora riconosciuta.

Fatta questa doverosa promessa, per ottenere la riesumazione del corpo ai fini del test del DNA,l’unico modo legalmente possibile per il padre è quello di intentare un’azione giudiziaria perottenere il riconoscimento di paternità.

Difatti, il “presunto” padre – non avendo ancora un rapporto legalmente riconosciuto con la“presunta” figlia – non potrà direttamente provvedere alla richiesta presso gli uffici cimiteriali e/ocomunali, ma dovrà prima adire la Giustizia civile.

E così, si dovrà introdurre – tramite un legale – una causa civile per il riconoscimento dellapaternità presso il Tribunale competente per territorio e, nell’atto, occorrerà fare la relativarichiesta istruttoria, chiedendo al giudice l’autorizzazione a far riesumare il corpo della figlia

deceduta per permettere al medico legale che sarà nominato d’ufficio di eseguire il prelievo delDNA per poterlo successivamente paragonare con quello del padre che ha intentato la causa, perottenere il riconoscimento della paternità.

  

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla


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