Diritto e Fisco | Editoriale

Si può andare via di casa a 16 anni?

20 maggio 2018


Si può andare via di casa a 16 anni?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 maggio 2018



Minorenni: esiste un modo lecito per andar via di casa e magari andare a convivere con il fidanzato/a? Quali poteri hanno i genitori di riprendere il minore e trascinarlo di nuovo in casa?

Di questi tempi si fa un gran parlare di bamboccioni e di “giovani non più giovani” che non hanno alcuna intenzione di abbandonare casa dei genitori. Sicché è molto frequente chiedersi se madre e padre possono obbligare i figli a trovare un’altra sistemazione e da quale età possono farlo. Più di rado ci si chiede invece il contrario, ossia da quando i figli hanno la facoltà di rendersi indipendenti e andare a vivere da soli. Ad esempio, si può andare via di casa a 16 anni? Il dubbio nasce dal fatto che a 16 anni si acquistano una serie di capacità per quanto ancora non si sia maggiorenni: si pensi al diritto di sposarsi (può contrarre matrimonio il cosiddetto minore emancipato), di firmare (alcuni) contratti di lavoro e di avere rapporti sessuali (facoltà che, invero, scatta già a 14 anni e, per chi sta con una persona non più grande di 16 anni, anche a 13 anni).

In questo articolo cercheremo quindi di dare una risposta al dubbio frequente: da che età i figli possono andare via di casa? Ecco cosa prescrive, a riguardo, la legge.

Il genitore può obbligare il figlio ad andare via di casa?

Solo per una questione di completezza del discorso, prima di chiederci se si può andare via di casa a 16 anni è bene stabilire se i genitori possono invece obbligare i figli a sloggiare. La risposta non può essere netta, né può coincidere con una età ben precisa. Difatti la legge stabilisce, a carico della madre e del padre, l’obbligo di mantenere i figli fino a quando questi non sono in grado di sostenersi da soli perché hanno raggiunto l’autosufficienza. Il che non significa necessariamente a 18 anni. Tra gli obblighi di mantenimento non vi è solo il vitto, ma anche l’alloggio. Per cui i genitori non possono mandare via di casa il figlio di 20 anni ancora disoccupato o quello di 24 che sta ancora studiando.

A riguardo, però, la giurisprudenza ha iniziato ad assumere posizioni meno rigorose, cercando di individuare un’età a partire dalla quale i figli perdono il diritto al mantenimento. Questo momento viene fatto coincidere, in media, con i 35 anni, a prescindere dalle ragioni che hanno portato l’ormai ex giovane a non avere un proprio reddito. Dunque, tanto per chi si sta dando da fare a trovare un lavoro e non ci riesce, tanto per chi invece ha rifiutato offerte di lavoro ritenute non soddisfacenti per le proprie ambizioni, tanto per chi infine sta ancora oziando sui banchi universitari o è in cerca del lavoro (o non-lavoro) perfetto, il diritto al mantenimento viene via via decrescendo, fino a scomparire del tutto, nel momento in cui si passa nella seconda parte della decade dei trent’anni.

Il figlio maggiorenne può andare via di casa?

Con la maggiore età ciascuno è arbitro e responsabile delle proprie azioni. Pertanto sicuramente si può lasciare casa. Anche se i genitori sono in condizioni di difficoltà economica o necessitano di assistenza, non si può parlare del reato di abbandono. L’illecito penale scatta in verità solo quando non ci si cura di chi versa in uno stato di necessità tanto grave da comportare un rischio per la sua vita o l’incolumità fisica. Insomma, vi deve essere in serio pericolo. Non si può trattare quindi della semplice solitudine. Di sicuro, però, ci si può prendere cura dei propri genitori pur andando a vivere da un’altra parte. Quindi è certamente lecito andare via di casa anche quando questi sono comunque anziani e bisognosi a patto però che non si faccia mancare loro lo stretto indispensabile per la sopravvivenza.

Il figlio minore può andare via di casa?

Vediamo ora cosa succede ai minorenni e, in particolare, a quelli che hanno compiuto 16 anni. Il codice civile, con un’unica norma dal titolo «abbandono della casa del genitore», stabilisce la seguente regola [1]: finché il figlio non compie 18 anni o fino a quando non viene emancipato (situazione che si realizza con il matrimonio a 16 anni) non può abbandonare la casa dei genitori o del genitore che esercita su di lui la responsabilità genitoriale né la dimora da esso assegnatagli (si pensi al caso della coppia di genitori separata in cui il figlio è stato assegnato a quest’ultimo).

La norma è generica e si riferisce a tutti i minorenni. Risultato: non si può andare via di casa a 16 anni, così come non lo si può fare neanche a 17 anni. È invece un diritto “scappare” a 18 anni.

Leggi anche Minorenni: esiste un modo lecito per andar via di casa?

Cosa rischia il figlio minorenne che va via di casa senza permesso dei genitori?

Nulla! La responsabilità è piuttosto dei genitori stessi che rispondono delle sue azioni illecite (finanche delle multe per le infrazioni al codice stradale). La legge [2] infatti stabilisce che il minore ha diritto di crescere ed essere educato nell’ambito della propria famiglia; e laddove c’è un diritto, dall’altro lato c’è un corrispondente dovere.

Tuttavia, i genitori possono correre ai ripari: essi possono richiamare il figlio minorenne ricorrendo, se necessario, al giudice tutelare. Questo significa che potranno denunciare l’accaduto alla polizia o ai carabinieri che si metteranno alla ricerca del giovane. Se questi viene trovato verrà ricondotto con la forza dai genitori, salvo che vi siano delle valide ragioni che ne consigliano l’allontanamento. Nel qual caso, però, il figlio verrà affidato a una casa-famiglia.

Attenzione: a prendere di forza il figlio non possono essere né i genitori né la forza pubblica. Quest’ultima può intervenire solo se prima ha ricevuto autorizzazione da parte del giudice tutelare.

Convivenza del figlio minore con il fidanzato

E se il figlio – o meglio, la figlia – viene trovato a casa del partner? Cosa rischiano i due per la “fuga d’amore”? Premesso che l’età del consenso per i rapporti sessuali è di 14 anni, il problema si può porre solo per chi ne ha 12 o, se trovato con una persona di almeno 17 anni, per chi ne ha 13. In questi casi, però, la semplice convivenza non può essere prova del compimento di atti sessuali sicché il reato in questione sarebbe tutto da dimostrare.

note

[1] Art. 318 cod. civ.

[2] L. n. 184/1983, art. 1.

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