Diritto e Fisco | Editoriale

Elenco Paesi Black list

20 maggio 2018


Elenco Paesi Black list

> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 maggio 2018



Paradisi fiscali: ecco cosa comporta avere la residenza o un conto corrente in uno degli Stati esteri inseriti nella black list.

Si parla tanto di evasione fiscale e di sanatoria per il rientro dei capitali in Italia. Di cosa si tratta? Negli anni passati, molti contribuenti – quelli con patrimoni consistenti – hanno pensato bene di portare i loro soldi all’estero, nei cosiddetti paradisi fiscali, in luoghi cioè ove si pagano meno tasse rispetto all’Italia. Il meccanismo è facile: vengono costituite società fantoccio con sedi in tali Paesi. Il tutto in barba alle norme secondo cui i redditi vanno tassati nello Stato in cui essi vengono effettivamente prodotti o dove è residente il contribuente. Questo comportamento, che a prima vista può sembrare lecito (la libertà di trasferimento delle persone non può essere limitata in un moderno Stato democratico) nasconde invece una vera e propria evasione fiscale quando il mutamento di residenza del contribuente è solo fittizio e studiato ad arte per sottrarsi alla morsa fiscale. Ecco perché l’Italia elabora periodicamente un elenco di Paesi rientranti nella black list ossia a fiscalità vantaggiosa. Di solito si tratta anche di Paesi che non aderiscono a convenzioni internazionali, con i quali quindi la cooperazione e la trasparenza risulta più difficoltosa.

Ma quali sono questi paradisi fiscali? In questo articolo ci occuperemo appunto dell’elenco dei Paesi nella black list e scopriremo quali svantaggi comporta spostare il proprio portafoglio in tali luoghi.

Cosa comporta avere un conto in un Paese della black list?

Prima però di andare avanti nella lettura ti consiglio di leggere la guida Paradisi fiscali: cosa sono. Lì scoprirai qualcosa in più in merito alle pratiche più comuni di evasione fiscale mediante il trasferimento dei capitali all’estero. Peraltro, proprio di recente, sono state varate un paio di sanatorie per coloro che hanno accettato di far rientrare i propri patrimoni nella penisola (a tale normativa è stato dato il nome di voluntary disclosure ossia «collaborazione volontaria»).

Prima di riportare l’elenco dei Paesi nella black list cerchiamo di capire però cosa significa black list e cosa implica, da un punto di vista legale, per una persona fisica, avere la residenza in uno di tali posti.

Black list è una parola inglese che significa “lista nera”. Chiaramente già il nome non dice nulla di buono. Per fortuna, come vedremo a breve, esiste anche un elenco di Paesi nella white list ossia nella lista bianca, che potremmo chiamare “i buoni”.

Vediamo ora cosa comporta avere un conto in un Paese della black list. Per legge si considerano residenti in Italia, salvo prova contraria, i cittadini italiani cancellati dalle anagrafi della popolazione residente e trasferiti in Stati o territori della black list [1]. In pratica, lo Stato presume già che il cittadino stia bluffando e, perciò, gli appioppa le norme tributarie del nostro Paese. Spetta all’interessato dimostrare il contrario ossia che il suo trasferimento non è fittizio e che davvero questi vive ormai altrove.

La normativa non si ferma qui e stabilisce una vera e propria sanzione per chi ha redditi in un Paese della black list: si stabilisce infatti che le somme detenute all’estero si presumono costituite, salvo prova contraria, con redditi sottratti a tassazione [2].

Volendo essere ancora più sintetici e per dirla senza peli sulla lingua, la legge presume in partenza che chi ha un conto corrente in un Paese della black list è un evasore, ma gli dà la possibilità di fornire dimostrazione del contrario.

Come vengono stabiliti i Paesi della black list?

La lista dei Paesi della black list viene periodicamente aggiornata sulla base delle convenzioni stipulate con tali Governi e delle leggi che questi adottano. Ad esempio, nel 2014 è stato eliminato San Marino dalla suddetta lista con efficacia dal periodo d’imposta 2014; pertanto, un cittadino italiano che si è trasferito in San Marino nel gennaio 2014 (quindi prima dell’entrata in vigore del DM 12.2.2014) non è più soggetto, per tale periodo, alla presunzione di residenza in Italia per la stessa annualità

Come ci sono Paesi della black list ci sono anche quelli nella white list, ossia – come dice il nome stesso – nella lista bianca, quella per i quali non vi è alcun sospetto.

Vediamo ora quali sono i criteri di redazione della black list. La lista nera viene redatta impiegando i seguenti criteri:

  • bassa o inesistente forma di tassazione personale (riferita non solo alle aliquote d’imposta nominali, ma anche alla formazione della base imponibile, agli eventuali regimi agevolativi, alle detrazioni d’imposta e alle deduzioni dal reddito complessivo);
  • grado di trasparenza e di collaborazione informativa al fine di delineare, con riguardo anche alla situazione bancaria, l’effettività delle posizioni economico-fiscali;
  • poteri e modalità di accertamento dell’Amministrazione finanziaria locale.

Quali sono i Paesi della black list?

Possiamo finalmente stabilire quali sono i Paesi della black list ossia dove si trovano oggi i Paradisi fiscali. Eccoli:

  • Alderney (Aurigny)
  • Andorra (Principato d’Andorra)
  • Anguilla
  • Antigua e Barbuda (Antigua and Barbuda)
  • Antille Olandesi (Nederlandse Antillen)
  • Aruba
  • Bahama (Bahamas)
  • Bahrein (Dawlat al-Bahrain)
  • Barbados
  • Belize
  • Bermuda
  • Brunei (Negara Brunei Darussalam)
  • Costa Rica (Republica de Costa Rica)
  • Dominica
  • Ecuador (Republica del Ecuador)
  • Emirati Arabi Uniti (Al-Imarat al-‘Arabiya al Mullahida)
  • Filippine (Pilipin)
  • Gibilterra (Dominion of Gibraltar)
  • Gibuti (Djibouti)
  • Grenada
  • Guernsey (Bailiwick of Guernsey) Hong Kong (Xianggang)
  • Isola di Man (Isle of Man)
  • Isole Cayman (The Cayman Islands)
  • Isole Cook
  • Isole Marshall (Republic of the Marshall Islands)
  • Isole Vergini Britanniche (British Virgin Islands)
  • Jersey
  • Libano (Al-Jumhuriya al Lubnaniya)
  • Liberia (Republic of Liberia)
  • Liechtenstein (Furstentum Liechtenstein)
  • Macao (Macau)
  • Malaysia (Persekutuan Tanah Malaysia)
  • Maldive (Dive hi)
  • Maurizio (Republic of Mauritius)
  • Monaco (Principauté de Monaco)
  • Monserrat
  • Nauru (Republic of Nauru)
  • Niue
  • Oman (Saltanat ‘Oman)
  • Panama (Republica de Panamà) Polinesia Francese (Polynesie Française)
  • Saint Kilts e Nevis (Federation of Saint Kilts and Nevis)
  • Saint Lucia
  • Saint Vincent e Grenadine (Saint Vincent and the Grenadines)
  • Samoa (Indipendent State of Samoa)
  • Sark (Sercq)
  • Seicelle (Republic of Seychelles)
  • Singapore (Republic of Singapore)
  • Svizzera (Confederazione Svizzera)
  • Taiwan (Chunghua MinKuo)
  • Tonga (Puleanga Tonga)
  • Turks e Caicos (The Turks and Caicos Islands)
  • Tuvalu (The Tuvalu Islands)
  • Uruguay (Republica Oriental del Uruguay)
  • Vanuatu (Republic of Vanuatu)

note

[1] Art. 2 co. 2bis TUIR.

[2] Art. 12 del DL 78/2009


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