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Come cambia l’assegno di divorzio

12 Maggio 2017 | Autore:


> Business Pubblicato il 12 Maggio 2017



Nuovo parametro per il calcolo del dovuto: non è più il tenore di vita goduto nel matrimonio ma lo stato di bisogno dell’ex coniuge…

Rivoluzione della Cassazione [1] sull’assegno di divorzio. Fino ad oggi la misura del trattamento era collegato al parametro del tenore di vita matrimoniale. Ora l’assegno, che ha natura assistenziale, viene calcolato in base a un parametro di spettanza, cioè legato all’indipendenza o autosufficienza economica dell’ex coniuge che lo richiede.

Due sono le fasi attraverso cui deve passare la valutazione del giudice. Una basata sul principio di autoresponsabilità economica di ciascuno degli ex coniugi come persone singole, in cui si decide se esiste un diritto al mantenemento, e l’altra a quello della solidarietà economica dell’obbligato nei confronti della persona economicamente più debole, nella quale in caso affermativo viene quantificato l’importo da corrispondere.

Quando spetta l’assegno di divorzio

Nella prima fase il giudice deve soltanto accertare se l’ex coniuge ha diritto o no all’assegno: è dunque necessario verificare che la domanda soddisfa le condizioni di legge con esclusivo riferimento all’indipendenza economica.

Gli indici che il giudice deve valutare sono il possesso di redditi e di cespiti patrimoniali e le capacità di lavoro personale: rilevano i beni di qualsiasi specie e i beni mobili e immobili, mentre le possibilità effettive di occupazione vanno parametrate all’età, alla salute, al sesso del coniuge e alle condizioni di mercato, sia per i lavoratori dipendenti sia per gli autonomi. Sta al richiedente provare gli elementi necessari, mentre sull’altro grava la prova contraria. Questo step si conclude con il riconoscimento o meno dell’assegno.

La seconda fase riguarda soltanto la determinazione dell’assegno. La misura è quantificata dal giudice considerando le condizioni e i redditi di entrambi i coniugi. Tutti gli elementi sono valutati anche in rapporto alla durata del matrimonio.

Divorzio: un esempio pratico, cosa cambia nell’assegno?

Supponiamo che la moglie sia una dipendente statale, con un reddito mensile di 1.500, mentre il marito un imprenditore che consegue redditi ben più alti, ipotizziamo 30 mila euro. Mentre prima avrebbe dovuto corrispondere l’assegno all’ex coniuge, oggi non è più così scontato. L’ex moglie deve dimostrare di averne bisogno. Quindi il coniuge che ha redditi inferiori all’altro dovrà dunque provare, ad esempio, che da solo non ce la fa a mantenere la casa perché è troppo grande.

note

[1] C. Cass., sent. n. 11504/2017

Autore immagine: Google Immagini


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1 Commento

  1. Mi pare una stupidata quella di poter dire che “non ce la fà perché la casa è troppo grande”, ne comprasse una più piccola.

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