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Dogana: come si calcola

8 giugno 2018 | Autore:


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Se compri merce importata da un paese extracomunitario puoi calcolare in anticipo le spese doganali. Ecco come fare e a quanto ammontano.

Gli acquisti da paesi esterni all’Unione europea sono diventati sempre più frequenti, soprattutto grazie al commercio on line. In questi casi, le spese di dogana possono rappresentare una brutta sorpresa. In questo articolo ci occuperemo proprio di questo argomento e, con parole semplici e destinate ai non esperti, cercheremo di chiarire come si calcola la dogana.

Cosa è il dazio

Il dazio è un tributo che viene versato alla dogana in occasione dell’ingresso nel (o dell’uscita dal) territorio di uno Stato. Pertanto, i dazi possono essere imposti anche alle esportazioni ma sono più frequenti quelli sulle importazioni. Di solito il dazio viene pagato da chi importa la merce, ma compratore e venditore possono anche stabilire di comune accordo che sia quest’ultimo a dovere versare il tributo.

Il dazio può essere di due tipi: ad valorem, quando il suo importo corrisponde a una percentuale del valore indicato in fattura, oppure specifico, nel qual caso esso viene calcolato in ragione del numero di unità che compongono la merce spedita, del suo peso o del suo volume.

Quando è previsto il pagamento del dazio all’interno dell’Unione europea

All’interno dell’Unione europea il versamento dei dazi è stabilito soltanto per le merci esportate da uno stato extra-Ue verso uno stato membro dell’Ue o viceversa. In particolare, il pagamento dei diritti doganali costituisce condizione essenziale ai fini della circolazione (cosiddetta libera pratica) del bene all’interno del territorio comunitario.

Come si calcola il dazio?

Il valore della merce può essere considerato sotto due profili: valore intrinseco e valore della transazione.

Il valore intrinseco corrisponde al costo puro e semplice del bene, escludendo quindi gli oneri accessori come, per esempio, le spese di spedizione, quelle di assicurazione, ecc..

Il valore della transazione, invece, comprende, oltre al costo della merce, anche le spese di spedizione.

Ciò significa che, per esempio, se il prezzo del bene è 110 euro e le spese di spedizione sono pari a 20 euro, la tariffa verrà calcolata in percentuale sull’intero valore dell’ordine, cioè 130 euro. Applicando il valore della transazione a specifiche tabelle, si determina la tariffa doganale, sulla quale è, a propria volta, fondato il dazio da pagare.

All’interno della Ue i dazi vengono calcolati sulla base della tariffa comunitaria integrata (Taric) [1]. Oltre alla tariffa doganale, altre spese doganali sono l’Iva (22%) e gli oneri del vettore, che si aggirano, in media, attorno ai 15 euro.

Per sapere qual è l’ammontare del dazio nonché dell’Iva da pagare nel caso concreto, bisogna collegarsi al sito dell’Agenzia delle dogane a questo link oppure a questo e seguire il percorso qui descritto:

  • cliccare su “Consultazione”
  • cliccare in alto a sinistra sul menù “Nomenclature”
  • cliccare su “Taric”
  • cliccare su “Indice Taric”
  • cliccare sul numero che corrisponde alla categoria alla quale appartiene la merce che interessa
  • cliccare sul numero che corrisponde alla sottocategoria alla quale appartiene la merce che interessa
  • selezionare “Misure importazione” nella finestra che appare e specificare la nazione di provenienza del bene.

Il valore che si legge in corrispondenza della voce “Dazio paesi terzi” rappresenta la percentuale da applicare a quel prodotto, dunque la somma da versare alla dogana.

Le franchigie

Non tutte le spedizioni da paesi extra-Ue verso stati comunitari sono soggette al pagamento dei dazi.

Ciò perché esistono franchigie – ossia esenzioni dal pagamento – per transazioni il cui valore  è al di sotto di una certa soglia.

In particolare:

se la transazione si svolge tra un soggetto commerciale e un privato

– non vengono applicati dazi né Iva né non sono previste ispezioni da parte del personale della dogana laddove il valore intrinseco non superi i 22 euro

– se il valore intrinseco della merce è compreso tra 22,01 e 150 euro, deve essere versata soltanto l’Iva (22%) calcolata sulla somma del valore della transazione e degli oneri del vettore

– per valori superiori a 150 euro è previsto il pagamento sia del dazio e sia dell’Iva (applicata alla somma tra il valore della transazione e il dazio). A tali importi andranno aggiunti gli oneri del vettore;

se la transazione si svolge tra privati

– non sono previsti dazi, né Iva, né controlli alla dogana quando il valore intrinseco non superi i 45 euro

– dai 45,01 euro in su vanno corrisposti tanto il dazio quanto l’Iva.

Transazioni tra privati

Si considerano transazioni tra privati quelle che presentino le seguenti caratteristiche:

  • non vi sia esborso di denaro
  • siano transazioni di tipo occasionale
  • abbiano ad oggetto beni che, per la loro quantità e tipologia, non presentano interesse commerciale.

Va peraltro ricordato che, indipendentemente dal loro valore intrinseco, beni come i prodotti alcolici, i profumi, l’acqua di toletta, il tabacco e i suoi derivati sono in ogni caso soggetti a dazio.

note

[1] Regolamento Cee n. 2658 del 1987

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