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Smart working: la guida

11 Maggio 2017
Smart working: la guida

Di cosa si tratta, i vantaggi, gli strumenti necessari e le tutele a favore del lavoratore dopo il via libera del Senato.

Vediamo cosa cambia nella gestione del rapporto tra dipendente e datore di lavoro dopo la recente approvazione del Senato al Ddl sul lavoro flessibile e subordinato [1], il cosiddetto “smart working”. Partiamo come sempre da una definizione.

In cosa consiste lo smart working?

I dipendenti che appartengono a determinate categorie di lavoratori – il Ddl non riguarda infatti tutti i lavoratori indistintamente – potranno svolgere alcune delle loro attività in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno. Gestendo così al meglio, secondo le proprie esigenze, ma sempre salvaguardando gli interessi dell’azienda, i tempi di vita casa-lavoro. Basti pensare, ad esempio, a chi si occupa di manutenzione impianti, o esegue lavori di rappresentanza o di consegna, che quindi già svolge parte delle proprie mansioni al di fuori dei locali aziendali. Oppure a chi ha incarichi di tipo amministrativo, e che quindi può effettuare alcune attività da casa oppure in mobilità, grazie all’uso di computer o altri dispositivi informatici. Dispositivi del cui corretto funzionamento, come stabilito nel Ddl, è sempre responsabile il datore di lavoro.

A cosa serve lo smart working?

Il perché dell’introduzione di questa modalità di lavoro è presto detto: l’obiettivo è infatti quello di favorire il dipendente, migliorandone la qualità della vita, lavorativa e personale (ad esempio per chi ha figli), riducendo lo stress e al tempo stesso conservando diritti e agevolazioni.

Le tutele

Il lavoratore “smart worker” è tutelato per quanto riguarda lo stipendio, che deve essere “non inferiore” a quello degli altri colleghi. Uguali anche i livelli di protezione, gli incentivi fiscali e contributivi, gli incrementi di produttività tradizionali, gli aspetti legati alla sicurezza, alla privacy e le coperture assicurative.

Prevista anche una tutela da infortuni per gli spostamenti da e per il luogo di lavoro e i tempi di riposo con relative misure che consentono il rispetto del diritto alla disconnessione.

Per saperne di più sullo smart working ti suggeriamo il nostro approfondimento Smart working, cos’è e come funziona.


note

[1] Ddl AC. n. 2233-B del 10.5.2017.

Autore immagine: Pixabay.com


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