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Editoriali Violentate e uccise? Sono le donne che provocano. Parola di Padre Corsi

Editoriali Pubblicato il 26 dicembre 2012

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> Editoriali Pubblicato il 26 dicembre 2012

Rovente polemica per un volantino affisso dal parroco don Piero Corsi in chiesa e che attribuisce la colpa di stupri, violenze e femminicidi alle provocazioni delle donne e agli abiti succinti.

Contrariamente a quanto si pensa, la caccia alle streghe non è stato un fenomeno medioevale: la persecuzione delle donne, sospettate di compiere sortilegi e malefici, come capro espiatorio delle perversioni umani e dei più bassi peccati, è iniziata nel 1400 circa, nell’occidente cristiano, ed è durata fino all’epoca moderna, con l’inizio del XVIII secolo. O forse non si è mai spenta.

Perché questo sembra di rivivere alla lettura del volantino affisso dal don Padre Corsi, alla bacheca della sua chiesa di San Terenzo a Lerici (La Spezia). Secondo il parroco, intervenuto nella questione relativa ai più recenti fatti di femminicidio, le donne devono fare un po’ di sana autocritica. “Quante volte provocano?”

Potremmo spendere fiumi di parole nel commentare la lettera. Ma preferiamo riportare gli stessi pensieri del sacerdote: perché, più di essi stessi, null’altro varrebbe come critica.

“Una stampa fanatica e deviata attribuisce all’uomo che non accetterebbe la separazione questa spinta alla violenza” (…) “Domandiamoci: Possibile che in un sol colpo gli uomini siano impazziti? Non lo crediamo. Il nodo sta nel fatto che le donne sempre più spesso provocano, cadono nell’arroganza, si credono autosufficienti e finiscono con esasperare le tensioni. Bambini abbandonati a loro stessi, case sporche, piatti in tavola freddi e da fast food, vestiti sudici. Dunque se una famiglia finisce a ramengo e si arriva al delitto (forma di violenza da condannare e punire con fermezza) spesso le responsabilità sono condivise”. (…)

Riguardo poi ai fenomeni di violenza sessuale, Don Corsi prosegue così: “Quante volte vediamo ragazze e signore mature circolare per strada con vestiti provocanti e succinti? quanti tradimenti si consumano sui luoghi di lavoro, nelle palestre e nei cinema? Potrebbero farne a meno. Costoro provocano gli istinti peggiori e poi si arriva alla violenza o abuso sessuale (lo ribadiamo. roba da mascalzoni). Facciano un sano esame di coscienza: forse questo ce lo siamo cercate anche noi?”.

Forse, presa in un certo contesto culturale, per quanto paradossale, anacronistica e ipocrita, la lettera avrebbe avuto – trecento anni fa – una sua coerenza coi “secoli bui“.

Quello che però di più grave dice il novello Frollo, come uomo di chiesa, è il definire “mascalzoni” i violentatori, quasi equiparandoli ai discoletti del cortile del sagrato, che rompono le finestre con le fionde. È su questo aspetto, lesivo della dignità della vita, che, più di ogni altra cosa, dovrebbe intervenire l’istituzione pontificia (al momento assente), affinché le pecorelle, già smarrite, non si smarriscano – a ragione – ancor di più.

Tuttavia, al momento, chi sembra essere davvero smarrito è proprio lui, don Corsi, che risulta irreperibile: né risponde al telefono, né al cellulare, né al citofono della parrocchia.

Si potrebbe ricambiare con la stessa moneta, dicendo con ironia che, dietro tanta vigliaccheria, vi è forse una moderna Esmeralda. Ma con le cose serie non si scherza: anche perché non può più porgere altre guance una comunità, quella cristiana, già così allontanata dai suoi stessi pastori…


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6 Commenti

  1. C’è l’art. 21 della Cost.:ognuno dica la sua,senza offendere nessuno.
    Non mi sembra si offenda qualcuno con queste parole,io penso che abbia ragione.
    Se poi non vuole farsi trovare,penso ne abbia il diritto:ognuno agisce come crede opportuno,se non c’è un caso previsto dalla legge,né un provvedimento di un giudice,perché deve fare quello che vogliono gli altri?L’art. 13 della Cost. esiste ancora,fino a prova contraria…

  2. Non conosco la signora Anna, ma le auguro vivamente che nessun uomo mai le tolga la libertà di esprimersi o di vestirsi come meglio crede!!! E proprio perche’ tutti dovremmo essere liberi di vivere come vogliamo senza ledere la dignita’ e la vita altrui, a differenza di Don Corsi credo che la vita dovrebbe essere sacra ed inviolabile, ed il fatto che un Sacerdote ed una Donna la pensano in questo modo sincerante mi indigna!! Avrei voglia di chiedere al caro Don Corsi come invece crede di giustificate quei suoi Santi colleghi che qualche anno fa’ violentarono i bambini dell’oratorio…(certo erano stato provocati) o il parroco del carcere che in cambio di favori sessuali da parte dei detenuti regalava sapone e sigarette….

  3. Non mi meraviglia la posizione di don Padre Corsi, direi che ha fatto bene a divulgare il suo pensiero. E’ bene non dimenticarci mai della reale posizione del cristianesimo (e di tutte le religioni che, con qualche distinguo, non cambia il concetto) nei confronti di chi non rispetta le “loro regole”

  4. @Luisa:Orazio,il poeta latino,di cui tutti ricordano la celeberrima espressione:”Carpe diem”,ha anche scritto:”In medio stat virtus”.La mia non vuole essere una provocazione scritta per porre in essere qui una polemica,ognugno è libero di vederla come vuole,ma solo una mia ragionevole e legittima affermazione (di difesa) del mio modo di considerare la situazione di questi tempi recenti.Sono fortemente convinta che la vera Bellezza di una donna stia nella sua innocenza.Passo e chiudo.

  5. A chi è contro questo prete (che certamente non ha detto cose che nobiltano la sua veste talare e il suo ruolo) e che si scaglia contro come fosse un eretico, prima di dar fiato alle trombre (come ha fatto il prete stesso) vi conviene mordervi la lingua e riflettere attentamente.
    Quello che succede nella nostra società è frutto della perdita totale dei valori umani, gli stessi che si ritrovano anche nel Vangelo.
    Avete voluto il relativismo? Bene ora siete (siamo) tutti serviti a dovere.
    Sperate solo che non arrivi l’assolutismo islamico, perché voglio vedere quando l’Europa sarà diventata islamica come le donne oseranno ancora aprire bocca, vestirsi in maniera succinta, ecc.
    Volete tutte le libertà possibili immaginabili?
    Volete una vita dissacrata come quella del figliol prodigo?
    Avete voluto l’aborto, la contracezione, i rapporti pre-matrimoniali, le separazioni, i divorzi, ecc.?
    Volete tutti a-morali, che sia possibile fare tutto e il contrario di tutto senza dovere render conto a nessuno del vostro comportamento, di quello dei vostri figli, figlie, mariti, mogli, ecc.?
    Siete stati serviti a dovere. E il brutto è che non finirà qui.
    Il femminicidio continuerà sempre di più. Statene certi.
    Chi è fonte del suo mal, pianga se stesso.
    Tutte le libertà hanno un prezzo.
    Talvolta tale prezzo si chiama vita.

  6. quote: Volete tutti a-morali, che sia possibile fare tutto e il contrario di tutto senza dovere render conto a nessuno del vostro comportamento.

    Niente affatto; io vorrei una Chiesa che dimostri, non solo a parole, di voler davvero conformare il proprio comportamento agli insegnamenti del Vangelo – quando il fariseo Simone “vede una peccatrice” che gli insudicia la casa (Luca 7, 36-50), Gesù gli dice: “Vedi questa donna?”.

    quote: Sperate solo che non arrivi l’assolutismo islamico, perché voglio vedere quando l’Europa sarà diventata islamica come le donne oseranno ancora aprire bocca, vestirsi in maniera succinta, ecc.
    Volete tutte le libertà possibili immaginabili?
    Volete una vita dissacrata come quella del figliol prodigo?
    Avete voluto l’aborto, la contracezione, i rapporti pre-matrimoniali, le separazioni, i divorzi, ecc.?

    Direi che anche tu debba riflettere attentamente; o continuare a farlo. Il senso morale non è l’oggetto di un monopolio delle religioni: un non credente ed un agnostico possono di certo essere morali tanto quanto un credente e, guardando a taluni credenti, anche molto di più. Non ti piace l’assolutismo islamico; a me non va bene neppure l’assolutismo cristiano, ossia l’atteggiamento di quegli occidentali convinti della superiorità dell’occidente ma incapaci di adeguare la propria fede alle regole del vivere democratico; in una democrazia il cristiano, come chiunque altro, può e deve dare il proprio contributo nella vita politica, ma le leggi devono essere formulate nel rispetto dei principi democratici e pertanto il cristiano non pretenderà che la propria morale diventi legge; lo stato democratico deve costruire una cornice legislativa che consideri i diversi modelli etici presenti nella società; come il non cristiano non potrà obbligare il cristiano a divorziare, ad abortire, ad usare contraccettivi, così il cristiano non potrà obbligare il non cristiano a seguire l’etica cristiana; salvo che il cristiano abbia deciso di adottare il modello teocratico “talebano”.
    Posso comprendere il bisogno di una religione e condivido profondamente il bisogno della spiritualità e del senso morale; ma, come ha detto Kant, “la morale è fatta per l’essere umano, non l’essere umano per la morale” e “l’essere umano deve essere trattato come un fine, non come un mezzo”.
    Non solo ho voluto e voglio divorzio, contraccezione, aborto etc ma vorrei anche, oltre al sacerdozio delle donne, l’abolizione dell’imposizione del celibato ai preti perchè spiritualità e purezza non si risolvono nell’astinenza sessuale (non è che una persona è pura se pratica l’astinenza sessuale e non è pura se non la pratica); quello che è importante, credo, nell’essere sacerdoti è sviluppare una saggezza capace di far comprendere il dolore degli esseri umani, il dolore del mondo e di far avere delle parole appropriate per questo dolore..

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