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Affidamento condiviso e nuovo partner del genitore

15 Febbraio 2013 | Autore:
Affidamento condiviso e nuovo partner del genitore

Uno dei problemi più delicati, dopo la separazione, è come comportarsi durante le visite con il figlio quando sia presente anche il nuovo partner del genitore; il problema, oltre che psicologico, coinvolge spesso l’interpretazione della legge.

Quando una coppia si separa e viene fissato il calendario dei giorni delle visite al minore, si pone il problema della presenza, durante tali incontri, del nuovo partner. Il che, per esempio, si verifica puntualmente a Natale o il giorno del compleanno (di norma, in tali occasioni, il minore viene diviso tra i genitori ad anni alterni o va dall’uno a pranzo e dall’altro a cena).

In caso di rapporto non ancora consolidato con il nuovo compagno, il genitore dovrebbe evitare di mettere a contatto il figlio con il partner appena conosciuto: il susseguirsi di relazioni, infatti, potrebbe produrre una destabilizzazione affettiva del minore.

La legge, a riguardo, non scende nel merito sull’opportunità della presenza di eventuali nuovi compagni davanti al minore. Si prevede solo che il genitore a cui è stato affidato il figlio e la casa coniugale di proprietà esclusiva dell’altro coniuge, se convive con altra persona, può vedersi revocata l’assegnazione della casa stessa.

In generale, però, non può essere impedito a un genitore che convive con un nuovo partner (sia egli genitore affidatario che non affidatario) di frequentare il figlio, tenendo comunque conto che il figlio dovrà sentirsi parte della “famiglia allargata”.

Nell’ipotesi in cui tale frequentazione con il nuovo compagno costituisca un pregiudizio per gli interessi morali e/o materiali della prole, il genitore contrario alla frequentazione del figlio con il partner dell’ex coniuge dovrà denunciare tale circostanza al giudice, specificandone i motivi e chiedendo di trovare un rimedio, dopo aver sentito sia l’altro genitore che il figlio medesimo.

Il caso che sovente si pone è quello in cui il nuovo partner interferisca nei metodi di educazione del minore, non tenendo conto né della sua volontà, né di quella dell’altro genitore. In questi casi, il genitore interessato può ricorrere al giudice affinché, sentite le parti (ma non, ovviamente, il convivente), diffidi il genitore convivente a non fare intromettere il partner nell’educazione del figlio. L’educazione, infatti, rimane solo un primario diritto-dovere dei genitori, senza possibilità di intralci di altre persone [1].


Non è possibile vietare al genitore di incontrare il figlio insieme al nuovo partner. Se tuttavia ciò si risolva in un serio pregiudizio per il minore, l’altro genitore può ricorrere al giudice perché impedisca che ciò avvenga; ma dovrà farlo adducendo le prove di quanto sostiene.

note

[1] Così come meglio argomentato E. Mete, in “Affido Condiviso”, Manuali illustrati IDI S.r.l.


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