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Tracciabilità: si all’anticipo in contanti se il saldo è superiore a 1000 euro

15 Luglio 2013
Tracciabilità: si all’anticipo in contanti se il saldo è superiore a 1000 euro

È possibile effettuare pagamenti in più rate attraverso cash, senza violare la normativa antiriciclaggio, ed è anche lecito pagare una rata per contanti e la residua parte attraverso sistemi che garantiscano la tracciabilità.

Il divieto di trasferimento di denaro contante per importi pari o superiori a mille euro non si estende agli acconti se di misura inferiore a tale soglia. È quindi possibile pagare per contanti una parte del debito, purché inferiore a mille euro, sebbene l’intera cifra sia superiore.

Facciamo un esempio.

Tizio deve a Caio 2.500 euro. Tizio potrà versare a Caio 900 euro in contanti, quale acconto sul dovuto. Le residue 1.600 euro dovranno invece essere pagate attraverso sistemi che garantiscano la tracciabilità.

Pertanto è perfettamente lecita la corresponsione di un acconto in contanti, di importo però inferiore a mille euro, ma a condizione che la restante quota sia corrisposta con carta di credito, bancomat, bonifico bancario o assegno bancario/postale non trasferibile e munito dell’indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario

Facciamo un altro esempio.

Tizio deve a Caio 1.200 euro. Tizio potrà versare a Caio due rate, separate nel tempo, da 600 euro l’una, entrambe in cash, venendo così meno l’obbligo di usare sistemi di pagamento tracciabili.

Attenzione però: tale seconda modalità di pagamento, che in definitiva costituisce un aggiramento della normativa sulla tracciabilità, è lecita solo a condizione che:

1) il frazionamento del pagamento, di ammontare complessivamente superiore a 1.000 euro, derivi da un preventivo accordo tra le parti o che, comunque, rientri nelle normali pratiche commerciali di quel particolare scambio;

2) che, per ogni singolo pagamento sotto soglia, il creditore corrisponda una regolare ricevuta;

Infatti, in generale, l’aggiramento del limite posto al trasferimento di denaro contante tra soggetti diversi, attraverso il frazionamento della somma inerente la stessa operazione economica in più parti, in modo che ciascuna sia di importo inferiore alla soglia indicata, non è ammesso dalla normativa antiriciclaggio.

È stato tuttavia lo stesso ministero dell’Economia e delle Finanze [1], a chiarire come siano consentiti solo frazionamenti imposti dalla natura delle operazioni o frutto della libertà contrattuale delle parti, e non, invece, artificiosamente realizzati allo specifico scopo di eludere la disposizione in esame.

Di conseguenza, la predeterminazione di una rateazione, purché di importo unitario non eccedente la soglia di 1.000 euro, tramite accordi non verbali ma sottoscritti, non dà adito ad un frazionamento neanche in forma artificiosa e, pertanto, se la sommatoria delle rate supera il limite, non si incorre in sanzioni.


note

[1] Min. Econ. Fin. nota interpretativa protocollo n. 65633 del 12 giugno 2008.


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