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Posso dare il mio testamento a un amico?

2 settembre 2018


Posso dare il mio testamento a un amico?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 settembre 2018



Come si conserva un testamento e a chi va consegnato? Sono necessari i testimoni all’atto della sua redazione?

Hai scritto il tuo primo testamento. C’è ancora molto tempo prima di pensare alla morte, ciò nonostante hai voluto ugualmente sistemare le cose e procedere alla divisione dei tuoi beni per quando non ci sarai più. Hai così deciso di redigere un testamento olografo, tramite cioè una scrittura privata scritta di tuo pugno, firmata e datata, senza consegnarla al notaio. Ora, come ben sai, è necessario che tu la conservi in un luogo non troppo segreto affinché, alla tua morte, gli eredi possano ritrovarla. Ma nello stesso tempo non ti fidi di rivelare l’esistenza del testamento ai familiari con cui convivi i quali, proprio per ciò, potrebbero cambiare atteggiamento nei tuoi confronti e, magari, un giorno strappare il documento (quelli almeno che sperano di avere di più da te). L’unica persona di cui ti fidi è un amico di vecchia data che peraltro, essendo più giovane di te, probabilmente vivrà più a lungo. Tuttavia ti chiedi «posso dare il mio testamento a un amico»?. In altri termini il tuo problema è dove conservare il tuo testamento, se questo deve essere scritto alla presenza di testimoni e quante persone ne devono avere una copia o anche solo esserne a conoscenza. In questo articolo ti forniremo tutte le chiavi per rispondere ai tuoi dubbi legali sul testamento olografo. Ma procediamo con ordine.

Testamento olografo: ci vogliono i testimoni? 

Quando scrivi un testamento olografo lo puoi fare senza bisogno di un avvocato o di un notaio. È proprio questa la caratteristica che contraddistingue il testamento “olografo” da quello pubblico: è cioè scritto di proprio pugno, con carta e penna, senza particolari formalità, come un normalissimo contratto o altra dichiarazione. Non ci sono formule da rispettare; l’importante è che dal documento risultino in modo chiaro le proprie volontà, la data e la firma del testatore. Di solito, il testamento olografo inizia con le seguenti parole (anche se non sono vincolanti) «Il sottoscritto nome e cognome, nel pieno delle mie capacità mentali, stabilisco che, alla mia morte, i miei beni siano divisi nel seguente modo…».

Detto ciò, si può fare un testamento olografo senza bisogno di testimoni, nella segretezza della propria stanza e senza che qualcuno assista alla sua compilazione.

Testamento olografo: devo comunicarlo a qualcuno?

Allo stesso modo, quando si compila un testamento olografo non c’è bisogno di informare qualcuno. Gli stessi eredi, interessati a conoscere dell’esistenza del testamento, non devono necessariamente essere al corrente della sua esistenza e ben è possibile che questi ne prendano visione solo dopo che il testatore è deceduto. Chiaramente, questo pone un problema non da poco: garantire la possibilità che il documento venga scoperto o che finisca nelle mani giuste e non di chi invece potrebbe occultarlo. Ecco perché, come vedremo più avanti, è sempre bene comunicare a qualcuno di aver scritto un testamento ed eventualmente consegnargliene una copia. Ciò nonostante chi redige il testamento può farlo con un unico originale: la legge non prescrive che se ne debbano compilare due o più originali. Tantomeno prevede copie. A far fede resta infatti solo l’originale. Le fotocopie però possono servire a garantire che nessuno lo occulti o lo modifichi.

Testamento olografo: dove deve essere conservato

Il testamento olografo può essere conservarlo in casa propria, in un cassetto, in una cassaforte o in qualsiasi altro posto si ritiene sicuro. Non c’è bisogno di portarlo a un notaio o un avvocato.

A chi devo consegnare il testamento olografo?

La legge non impone di consegnare il testamento olografo a qualcuno. Questo può rimanere tutto il tempo nella materiale disponibilità del suo autore, che lo può tenere segreto salvo rivelarlo all’ultimo secondo o fare in modo che gli eredi ne vengano a conoscenza solo dopo la sua morte (ad esempio, conservandolo in una cassetta di sicurezza della banca o in cassaforte a casa). Come non è necessario che vi siano testimoni all’atto della sua redazione, non è neanche indispensabile consegnarne una o più copie ad altre persone.

Posso affidare il testamento a un amico?

Sebbene la legge non impone di comunicare a terzi l’esistenza del proprio testamento, non vieta neanche di trasmetterlo prima del tempo ad altre persone che possono essere amici, parenti o estranei delegati (si pensi al proprio avvocato o al commercialista di famiglia). Ovviamente, il testamento avrà efficacia e valore solo dopo la morte ed il fatto di aver dato il documento ad altre persone non esclude la possibilità, per il suo autore, di redigerne uno successivo che modifichi parzialmente o totalmente il precedente; in una tale ipotesi, prevarrà il testamento con data successiva. Quindi, si può sempre revocare un testamento già affidato ai parenti o ad estranei. Il testamento è revocabile in qualsiasi momento della propria vita, anche un secondo prima di morire. Tuttavia la revoca deve avvenire per iscritto, o con una dichiarazione espressa o – come detto – con un nuovo testamento dal contenuto incompatibile con quello precedente. Se, ad esempio, un primo testamento affidava la casa al figlio Mario e un successivo testamento la assegna al figlio Giovanni, prevale quest’ultimo.

In sintesi nulla vita di scrivere un testamento e consegnarlo a un amico affinché questi ne curi, alla morte del testatore, la consegna agli eredi legittimi e agli altri parenti. Il testatore potrebbe anche decidere di conservare per sé l’originale e di consegnare a uno o più amici solo una fotocopia o – meglio ancora – un originale del tutto identico a quello in proprio possesso. L’identità dei documenti non pregiudicherà la validità di ciascuno di essi. Un parente che non voglia far pubblicare il testamento del defunto non può opporsi sostenendo, come motivo della propria contestazione, il fatto che del documento nessuno ne fosse a conoscenza. Come detto, infatti, il testamento può rimanere segreto fino alla morte del testatore.

Un’altra alternativa è quella di far custodire il testamento a un notaio.

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