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Lo sai che? Come ottenere gli alimenti senza glutine gratuiti per celiaci

Lo sai che? Pubblicato il 21 maggio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 21 maggio 2018

Alimenti senza glutine per celiaci: come ottenerli gratis e quali detrazioni fiscali?

Per ottenere dei buoni per l’acquisto di cibo privo di glutine, servono alcuni semplici requisiti, ma nel 2018 sono state introdotte alcune novità. Vediamo quali.

La celiachia è un malattia sempre più diffusa, si basti pensare che l’incremento medio del numero dei pazienti all’anno è del 10%, tutti aventi diritto ai buoni per ottenere cibo senza glutine gratis. Questo ha portato il Ministero della Salute a chiedersi come fare fronte alle nuove spese per poter garantire l’accesso ai beni di prima necessità per le persone affette da celiachia. Dunque a marzo di quest’anno il Ministero della Salute e l’Associazione Italiana Celiaci (AIC) si sono incontrati per discutere dei tetti di spesa per il 2018, differenti a seconda della fascia d’età e del genere di appartenenza. Ma affrontiamo nel dettaglio tutte le novità e i requisiti necessari per ottenere alimenti senza glutine per celiaci gratis.

Diagnosi di celiachia: l’iter diagnostico e i rimborsi

L’iter diagnostico che porta a conclamare la celiachia può avere durata e costi differenti a seconda delle scelte del paziente. Se si decide di affidarsi alla sanità pubblica di certo i costi saranno più contenuti, con il pagamento dei ticket, ma le liste d’attesa potrebbero essere così lunghe, da fare attendere dei mesi un paziente che debba fare accertamenti. Viceversa per la sanità privata avremmo tempi più ristretti, ma costi più elevati. L’iter diagnostico ha diverse fasi. La prima è un colloquio con il proprio medico di base, che prescriverà gli esami del sangue specifici. Questi esami eseguiti presso la sanità pubblica avranno un costo variabile di circa 40 euro, eseguiti in regime di sanità privata il costo è di circa 60 euro. La seconda fase prevede una visita gastroenterologica e una gastroscopia, che eseguite in un ospedale pubblico hanno un costo di ticket (variabile a seconda della fascia di reddito) che può raggiungere i 110 euro, mentre eseguiti privatamente il costo può essere anche di 500 euro, a seconda della strumentazione utilizzata e del prezzario dello specialista. In ultimo potrebbe essere necessario eseguire un test genetico, soprattutto in caso di celiachia atipica. Data la natura specialistica di tale esame, il campione deve essere inviato a laboratori dedicati allo studio di mutazioni genetiche. Il costo per questo test, pagato mediante ticket, può aggirarsi intorno agli 80 euro, mentre se eseguito in laboratori privati può raggiungere anche i 200 euro.
Sia che il paziente decida di affidarsi alla sanità pubblica, sia che si rivolga a strutture private, purtroppo la spesa sostenuta sarà interamente a suo carico, ma a partire dal 2017 ci sono state interessanti novità. Nel marzo 2017 sono stati riqualificati i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) per quanto riguarda la malattia celiaca che sono poi entrati in vigore grazie al Gazzettino Ufficiale di quello stesso mese. Un importante passo in avanti è stato soprattutto quello di considerare la malattia celiaca come una patologia cronica e non una malattia rara. Questo sta a significare che tutti i follow up di controllo a cui si deve sottoporre un paziente affetto da celiachia conclamata, così come le visite specialistiche, sono interamente a carico dello Stato. Inoltre tutti i pazienti ancora in fase diagnostica, ma parenti di primo grado di persone a cui la celiachia sia già stata diagnosticata, saranno considerati pazienti a rischio e dunque per loro l’iter diagnostico verrà in parte rimborsato ad opera dello Stato.

Alimenti senza glutine per celiaci: sono variati i tetti di spesa per il 2018

Alcune novità dunque in questo 2018. Ormai a giorni entrerà in vigore il nuovo decreto in merito all’assistenza dei pazienti celiaci ad opera della Conferenza Stato-Regioni, che stabilisce, nonostante i tagli previsti sui tetti di spesa, che sarà comunque garantita l’agevolazione fiscale per tutte le famiglie con celiaci, ovvero la ricezione dei buoni per ottenere alimenti senza glutine gratis. Ma perchè sono calati i tetti di spesa? La motivazione è da imputare alla rettifica di una direttiva europea del 2013 che di fatto ha eliminato i prodotti a basso contenuto calorico portando ad una modifica del Registro Nazionale dei cibi privi di glutine, erogabili tramite i buoni-celiachia. Inoltre l’abbassamento dei prezzi degli alimenti gluten free, del 7% nelle farmacie e del 33% all’interno dei supermercati, forse dovuto anche alla tendenza in voga della dieta priva di glutine che ha creato un maggior mercato intorno a questi prodotti, ha fatto sì che il tetto di spesa previsto nel 2018 si abbassasse del 19%, continuando comunque a garantire un servizio di agevolazione per le famiglie, che coprisse il fabbisogno alimentare dei soggetti affetti da celiachia, senza intaccare le tasche dello Stato.

Alimenti senza glutine per celiaci: chi ne ha diritto e in quale misura?

Gli alimenti senza glutine sono indispensabili nella dieta dei pazienti affetti da celiachia, che necessitano giornalmente di una percentuale di carboidrati privi di glutine pari al 35% del fabbisogno calorico. Dunque ad oggi risultano completamente gratuiti gli alimenti privi di glutine per tutte le persone che siano in possesso di diagnosi medica di celiachia e che abbiano ottenuto da parte dell’Azienda Sanitaria Locale (Asl) di appartenenza, il rilascio dell’autorizzazione per ottenere gratuitamente i cibi gluten free di cui necessitano. Una volta in possesso di questi due certificati, la persona può recarsi a ritirare i prodotti sia nelle farmacie che nei supermercati rivenditori di alimenti senza glutine. Ma a quanto ammontano questi buoni? In relatà ci sono diverse fasce di appartenenza a cui spettano differenti budget mensili. Guardiamole nel dettaglio:

  • per la fascia d’età che va dai 6 mesi ai 5 anni, è previsto un buono mensile di 56 euro, sia per i maschi che per le femmine;
  • per la fascia d’età che va dai 6 ai 9 anni, è previsto un buono mensile di 70 euro, sia per i maschi che per le femmine;
  • per la fascia d’età che va dai 10 ai 13 anni, è previsto un buono mensile di 100 euro per i maschi e un buono mensile di 90 euro per le femmine;
  • per la fascia d’età che va dai 14 ai 17 anni, è previsto un buono mensile di 124 euro per i maschi e un buono mensile di 99 euro per le femmine;
  • per la fascia d’età che va dai 18 ai 59 anni, è previsto un buono mensile di 110 euro per i maschi e un buono mensile di 90 euro per le femmine;
  • per la fascia d’età over 60 è previsto un buono mensile di 89 euro per i maschi e un buono mensile di 75 euro per le femmine.

Le erogazioni dei buoni-celiachia variano a seconda dell’età o del genere di appartenenza, perchè tengono conto del fabbisogno calorico giornaliero nelle varie fasi di crescita. Un’ottima assistenza dunque nei confronti dei pazienti affetti da celiachia, che secondo l’Associazione Italiana Celiachia risultano essere i più tutelati d’Europa. Basti pensare a Paesi come la Spagna o l’irlanda che non riconoscono alcun tipo di sostengo alle persone affette da celiachia; oppure a Stati come la Croazia o la Serbia che provvedono a erogare una minima parte di alimenti base, come ad esempio la farina; o altri ancora che prevedono una piccola somma mensile a sostegno delle famiglie o permettono loro di detrarre parte della spesa sostenuta, come in Francia, Belgio, Russia, Germania e altri.

Alimenti senza glutine per celiaci gratis: quali categorie di cibo rientrano?

Abbiamo visto come ottenere i buoni per l’erogazione degli alimenti senza glutine in modo gratuito. Ma quali generi alimentari sono scritti sul Registro Nazionale presso il Ministero della Salute per l’erogazione di questi alimenti? Innanzitutto i prodotti devono recare la dicitura “senza glutine specificatamente preparati per celiaci’; oppure “senza glutine, specificatamente preparati per persone intolleranti al glutine”. Per quanto riguarda le categorie di alimenti, troviamo tra i prodotti erogabili: tutti i prodotti da forno salati (come pizza, focaccia, pane, prodotti sfogliati, grissini, ecc…); pasta e piatti pronti a base di pasta; tutti i preparati e le basi per creare dolci e prodotti salati da forno; prodotti da forno dolciari (come biscotti, torte, merendine, ecc…); e infine anche i cereali per la prima colazione.
Una bella novità quindi che scritti sul Registro Nazionale ci siano finalmente quelli che vengono definiti alimenti ad ‘alto contenuto di servizio’ come i piatti pronti e i preparati, e non solo alimenti base, in modo che anche le persone affette da celiachia possano adeguarsi allo stile di vita medio, senza dover essere costretti a fare rinunce nelle proprie scelte alimentari.

Detrazioni fiscali per celiaci

Con la legge di Bilancio 2018 sono state introdotte le detrazioni fiscali sugli acquisti di alimenti per celiaci che, nel linguaggio tecnico, vengono chiamati Alimenti Medici Speciali. A meno di proroghe, la detrazione è fissata solo per il 2018. La detrazione è del 19% e concorre alle normali detrazioni per spese mediche.

I limiti di spesa meisle sono diversi a seconda della fascia di età:

  • 6 mesi – 1 anno: maschi fino a euro 45,00, femmine fino a Euro 45,00
  • fino a 3,5 anni: maschi fino a Euro 62,00; femmine fino a Euro 62,00
  • fino a 10 anni: maschi fino a Euro 94,00; femmine fino a Euro 94,00
  • età adulta: maschi fino a Euro 140,00; femmine fino a Euro 99,00

Per calcolare il tetto di spesa annua bisogna moltiplicare per 12 i predetti importi. L’acquisto va eseguito con la tessera sanitarie propria o del familiare a carico fiscalmente. In alternativa con lo scontrino parlante indicante il proprio codice fiscale.

Sono in arrivo i buoni digitali celiachia: cosa sono e dove si possono utilizzare?

I buoni digitali celiachia rappresentano un ulteriore passo in avanti per rendere maggiormente libere le persone affette da questa patologia, garantendo un miglior grado di assistenza e trasparenza nel processo di erogazione dei prodotti formulati appositamente per le persone intolleranti al glutine. Tali buoni non sono altro che la versione dematerializzata dei buoni celiachia cartacei, rilasciati dal Sistema Sanitario Nazionale tramite le Aziende Sanitarie Locali di appartenenza, e che ad oggi vengono ancora utilizzati in gran parte del territorio italiano. L’Associazione Italiana Celiachia sta già lavorando a stretto contatto con il Ministero della Salute al fine di accelerare il processo di sostituzione dei buoni cartacei con quelli digitali nel più breve tempo possibile. I buoni celiachia digitali saranno utilizzabili presso tutte le farmacia, parafarmacie, rivenditori specializzati e supermercati, per ottenere gratuitamente i cibi privi di glutine scritti nel Registro Nazionale. Tra i vantaggi più importanti dei buoni digitali celiachia vi è senz’altro una miglior verifica capillare e soprattutto in tempo reale della quota mensile utilizzata, permettendo anche una più veloce e semplice rendicontazione da parte delle farmacie, dei punti vendita specializzati o dei supermercati. In ultimo quando i buoni digitali saranno fruibili su tutto il territorio nazionale (ad oggi sono disponibili sono in 4 regioni), permetteranno il superamento delle barriere regionali, dando la libertà ai pazienti di acquistare gli alimenti privi di glutine anche al di fuori della Regione di residenza, cosa che ad oggi non è possibile con i buoni cartacei celiachia. Per i pazienti risulterà davvero facile attivare i buoni digitali, dovranno semplicemente recarsi all’anagrafe dell’ASL e presso gli sportelli dedicati verranno fornite loro le credenziali (PIN) per collegarsi al portare regionale della salute. Una volta eseguito l’accesso nell’area servizi online, tramite l’inserimento del PIN e dei dati della tessera sanitaria, potranno consultare il loro budget residuo e controllare le spese già effettuate.


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