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Lo sai che? Quando la legge entra in vigore?

Lo sai che? Pubblicato il 22 maggio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 22 maggio 2018

La pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e la vacatio legis: i termini per le leggi del Parlamento, i decreti legge e i decreti legislativi.

Hai appena letto sul giornale che è stata approvata una nuova legge e che, da quando entrerà in vigore, le cose cambieranno per tutti, anche per te. Vuoi quindi capire quanto tempo hai per adeguarti alle novità e comprendere quando le nuove norme diventeranno obbligatorie. In altri termini quando la legge entra in vigore? A prevederlo è la Costituzione; ma in realtà, se anche esiste una regola generale, questa può essere derogata di volta in volta dalla stessa legge, la quale potrebbe prevedere termini più brevi o più lunghi. Non sono rari i casi in cui è necessario far entrare in vigore immediatamente una nuova normativa: succede con quelle di carattere fiscale, che stabiliscono aumenti di imposta. Ad esempio, immaginiamo che venga stabilito un incremento delle tasse sulla benzina; per evitare un accaparramento nei giorni precedenti all’entrata in vigore della legge, il governo prevede l’obbligatorietà della stessa già dal giorno successivo alla sua approvazione. Insomma, ci sono diverse variabili da tenere in considerazione per stabilire quando la legge entra in vigore. Di tanto parleremo in questo articolo in cui ti spiegheremo anche, per filo e per segno, qual è l’iter di promulgazione e pubblicazione della legge.

Chi approva le leggi?

Le leggi vengono approvate di norma dal Parlamento. In realtà esiste un altro organo che ha il potere di emanare leggi: è il Governo. In realtà, i suoi atti vengono chiamati decreti legge e decreti legislativi; nonostante la differenza terminologica, però, essi hanno lo stesso valore e forza di una legge e sono vincolanti per tutti (cambia solo il meccanismo di approvazione). 

Sia per gli atti del Parlamento che per quelli del Governo si pone il problema di comprendere quando entra in vigore la legge. Ma la risposta, come vedremo a breve, può variare.

Cosa succede dopo che una legge è stata approvata dal Parlamento

La legge, una volta approvata dal Parlamento, per entrare in vigore deve essere promulgata e resa pubblica.

La promulgazione è un atto che viene eseguito dal Presidente della Repubblica. Tramite di esso, il Presidente:

  • dichiara che la legge è stata regolarmente approvata da entrambe le Camere;
  • ordina a chiunque spetti di rispettarla e di farla rispettare;
  • dispone l’inserimento del testo originale nella Raccolta Ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. Questo testo farà fede nel caso in cui, nella fase della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, si incorresse in qualche errore di stampa. 

Il Presidente della Repubblica può rifiutarsi di promulgare una legge? In realtà, la Costituzione gli dà questo potere ma con alcune limitazioni. Si stabilisce, infatti, che il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può, con messaggio motivato alle Camere, chiedere una nuova deliberazione. Ma se le due Camere del Parlamento approvano di nuovo la legge, questa deve necessariamente essere promulgata e il Presidente non può più rifiutarsi di farlo [1].

Il fatto che il Presidente sia obbligato a promulgare la legge approvata per la seconda volta dalle Camere può far pensare che il suo ruolo sia del tutto inutile e che questi non sia che un mero esecutore della volontà delle Camere. In realtà non è così. Di certo i Capo dello Stato non ha, come avevano un tempo i sovrani, il potere definitivo di veto, ossia di vietare l’emanazione di una legge che non gradisce. Egli, tuttavia, se lo ritiene necessario, può da solo contrastare una decisione assunta dalla maggioranza dei rappresentanti del popolo italiano costringendoli a ripetere tutto l’iter legislativo se vogliono veramente che quel testo diventi legge. E questo non è certo un potere di poco conto se si tiene in considerazione i numerosi ostacoli e i tempi che, di solito, si frappongono all’emanazione di una legge. Peraltro, se il Parlamento sta per cessare il proprio mandato potrebbero mancare i tempi tecnici per una seconda approvazione della legge e questa decadrebbe, restando una semplice eredità delle successive Camere. 

In genere, anche per rispetto che si deve alla figura del Presidente della Repubblica, le Camere non hanno mai riapprovato nel medesimo testo la legge non promulgata. Talvolta esse hanno accolto i suggerimenti contenuti nel messaggio di rinvio; altre volte li hanno accolti parzialmente, altre volte ancora hanno rinunciato del tutto ad approvare la legge.

Ma in quali casi il Presidente della Repubblica può rinviare la legge alle Camere? La Costituzione non lo dice. Tuttavia si ritiene che il Presidente, come supremo garante della legalità costituzionale, possa rinviare la legge alle Camere se in essa ravvisa:

  • un palese contrasto con le norme della Costituzione;
  • una chiara idoneità a turbare il corretto funzionamento degli organi costituzionali.

La pubblicazione e l’entrate in vigore della legge del Parlamento

Avvenuta la promulgazione della legge da parte del Presidente della Repubblica, una copia del testo viene inviata alla redazione della Gazzetta Ufficiale della Repubblica, affinché sia pubblicata. Con la pubblicazione della legge inizia a decorrere il periodo della cosiddetta vacatio legis, un termine cioè di 15 giorni oltre i quali la legge entra ufficialmente in vigore. Pertanto, volendo rispondere alla domanda di partenza, ossia quando la legge entra in vigore, si deve rispondere che, per regola generale, la legge entra in vigore dopo 15 giorni dalla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Con la pubblicazione la legge viene resa ufficialmente nota a tutti i cittadini. Sicché questi non possono invocare l’ignoranza del testo e non possono quindi scusarsi nell’ipotesi di sanzioni per la mancata esecuzione delle nuove norme. La legge non ammette ignoranza e l’ignoranza viene esclusa proprio mediante il meccanismo di pubblicazione della legge.

La legge può prevedere un termine di vacatio legis più ampio dei 15 giorni. Non raramente, infatti, ci sono delle norme la cui entrata in vigore viene rinviata di mesi, a volte di anni. Questo per consentire a tutti gli operatori del settore di adeguarsi. Succede molto spesso con le norme di riforma della giustizia o con quelle che ristrutturano interi settori commerciali: la conoscenza anticipata della legge, quando richiede degli adempimenti particolarmente difficoltosi, consente agli interessati di non trovarsi, dall’oggi al domani, con i modificati adempimenti. Peraltro, spesso, la stessa conoscenza della legge implica un periodo di studio e di comprensione per il quale i 15 giorni ordinari potrebbero essere insufficienti. 

Per stabilire quando entra in vigore una legge e se ci sono deroghe ai 15 giorni previsti dalla Costituzione come vacatio legis, bisogna andare a spulciare lo stesso testo della normativa; di solito, infatti, l’ultimo articolo è intitolato «Entrata in vigore» e in esso viene spiegato quando la legge diventa obbligatoria. Se manca questa specificazione è da ritenersi che la legge entra in vigore dopo i consueti 15 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Più raramente è possibile che la legge preveda una vacatio legis inferiore a 15 giorni ma il Parlamento deve spiegare le ragioni dell’urgenza per l’entrata in vigore della legge.

Quando entrano in vigore le leggi del Governo (decreti legge e decreti legislativi)?

Abbiamo anticipato che le leggi approvate dal Governo vengono, in realtà, chiamate decreti legge e decreti legislativi. Leggi sul punto Legge, decreto legge e decreto legislativo: differenze. La differenza tra decreto legge e decreto legislativo sta sinteticamente in questo: 

  • il decreto legislativo viene approvato dal Governo previa approvazione, da parte del Parlamento, di una legge di delega;
  • il decreto legge invece viene approvato dal Governo senza delega del Parlamento, il quale però è chiamato successivamente a “ratificare” l’operato dell’Esecutivo e ad approvarlo ex post.

Quando entrano in vigore i decreti legge

I decreti legge sono provvedimenti provvisori che vengono emessi in stato di urgenza e necessità. Vengono emanati nella forma di decreto del Presidente della Repubblica. 

I decreti legge entrano in vigore il giorno dopo la loro pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Non è quindi prevista alcuna vacatio legis.

Essi hanno una durata massima di 60 giorni. Se entro questo termine il Parlamento non li converte in legge, decadono e non sono più obbligatori.

Quando entrano in vigore i decreti legislativi?

I decreti legislativi invece non sono provvisori come i decreti legge perché sono approvati sulla base di una previa delega del Parlamento. 

I decreti legislativi entrano in vigore dopo la normale vacatio legis di 15 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale salvo che non prevedano un tempo maggiore. 

note

[1] Art. 74 Cost.


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