Diritto e Fisco | Editoriale

Debiti di gioco: si è obbligati a pagarli?

22 maggio 2018


Debiti di gioco: si è obbligati a pagarli?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 maggio 2018



Cosa sono e come funzionano le obbligazioni naturali: chi perde una partita a carte o al gioco può essere citato in causa e subire un pignoramento se non paga la scommessa?

Tu ed un tuo amico avete giocato a carte concordando una cifra in palio ma lui è restio a pagare. Puoi fare qualcosa per riscuotere la vincita? Una volta sei capitato per caso ad un circolo e hai scommesso del denaro. Hai perso e ora sei costantemente pressato da chi pretende i soldi della vincita. Devi davvero pagarli? Queste sono alcune delle situazioni che spesso rientrano nell’espressione debiti di gioco. Se ne sente parlare spesso ma sappiamo davvero che cosa significa questa espressione nel linguaggio giuridico? Cioè quali sono i risvolti pratici di un debito di gioco, si è obbligati a pagarli?

Debiti di gioco obbligazione civile o obbligazione naturale?

Cerchiamo di fornire al lettore, poco pratico di diritto qualche nozione giuridica per capire che cosa succede quando due soggetti si trovano nella situazione di essere uno debitore e l’altro creditore. Quando Tizio deve a Caio dei soldi si dice che Tizio è debitore di Caio e a livello giuridico si parla di rapporto obbligatorio. In questo rapporto abbiamo un soggetto passivo, il debitore, ed uno attivo il creditore. [1]

Al nascere dell’obbligazione può accadere che questa venga adempiuta esattamente dal debitore e allora la situazione è risolta perché ad esempio Tizio ha pagato Caio. Può anche succedere però che Tizio che è tenuto a pagare 100 a Caio non si decida a dargli questa somma. In questo secondo caso l’ordinamento tutela la pretesa creditoria e il soggetto attivo può agire in giudizio per soddisfare il credito vantato. In parole povere questo significa che Caio, stando all’esempio, può rivolgersi ad un avvocato, per far chiedere in via ufficiale che Tizio lo paghi ed eventualmente poi procedere attraverso le altre vie legali per ottenere la cifra. Questo è lo schema generale che però si applica soltanto a quelle che vengono definite obbligazioni civili, cioè ai debiti-crediti veri e propri.
Ma se si potessero leggere alcuni articoli del codice o pensieri frequenti dei giuristi emerge, però, che i debiti di gioco non possono essere annoverati tra le obbligazioni civili. Questi rientrano invece nella categoria delle cosiddette obbligazioni naturali che si configurano come doveri che nascono in seguito a doveri morali e sociali. Che cosa comporta questa definizione per il signore che vuole riscuotere la somma vinta durante una partita di poker? Utile allora delineare a fini conoscitivi ed esplicativi il regime di questo tipo di rapporto obbligatorio.

Il codice civile stabilisce che l’adempimento di una obbligazione naturale non può essere ripetuto, salvo che la prestazione sia stata eseguita da un incapace. [2]

La legge in sostanza ci dice che quando il dovere (obbligazione) deriva da un senso morale o sociale una volta che viene adempiuto dal debitore non può più essere richiesto indietro dallo stesso. Tuttavia perché l’adempimento sia considerato valido è necessario che vengano rispettati dei requisiti:

  • l’adempimento deve essere stato spontaneo, non frutto di violenza (fisica o morale, ivi compresa la minaccia)
  • l’adempimento deve essere proporzionato allo status e condizione del soggetto adempiente (debitore)
  • il debitore deve essere un soggetto capace, altrimenti l’adempimento non si considera valido.

Elemento quest’ultimo differenziale rispetto al regime previsto per le obbligazioni civili, ai fini delle quali a nulla rileva l’incapacità naturale del debitore.

Questo è il quadro generale in cui deve essere inquadrato giuridicamente il concetto di debito di gioco: infatti, leggendo un qualsiasi manuale di diritto civile, quando si parla di obbligazione naturale l’esempio di scuola, chiamato in causa è proprio dell’obbligazione, debito appunto, contratto durante il gioco.
Dunque sei un creditore e vuoi riscuotere la tua vincita e il tuo avversario perdente non vuole pagarti. Chi ha ragione?

Come deve comportarsi il creditore e quali sono gli obblighi del debitore?

Di norma, quando un debitore è insolvente il creditore può chiedere attivando lo strumento giudiziario il pagamento della somma che deve riscuotere. Tuttavia questo non è lo schema del debito di gioco, perché come detto, e come ripetiamo se non fosse sufficientemente chiaro, in questa situazione, il debitore non ha l’obbligo di pagare. Hai perso a carte e non hai la somma persa oppure non hai proprio la benché minima intenzione di pagarla, no problem!
Se Tizio e Caio giocano a carte e scommettono soldi, Tizio non ha armi legali per pretendere il pagamento. Quindi abbiamo in questo senso risposto negativamente all’interrogativo principale: debiti di gioco, si è obbligati a pagarli? Questo vale tanto quando il gioco è proibito, tanto quando è ammesso dalla legge. L’unico caso in cui puoi agire in giudizio si presenta quando devi ottenere il pagamento da lotterie legalmente organizzate, come il gioco del lotto e le competizioni sportive che permettono di effettuare una richiesta coattiva dei pagamenti sia tra i partecipanti che tra i non partecipanti al gioco.

Contratto scritto durante il gioco, rende obbligatorio il pagamento?

Sentir parlare di contratto fa scaturire sempre nella mente di chi ascolta un’idea di qualcosa di vincolante. Tuttavia, nonostante quando si parli di contratto si evochi sempre un’idea di valenza giuridica inattaccabile è opportuno tenere presente che anche nel caso in cui durante un gioco (ad esempio durante una partita a carte) sia stato scritto un contratto in cui la parte, risultata perdente, si fosse impegnata a pagare il debito questo comunque non lo obbliga al pagamento. Cioè il contratto non vale assolutamente nulla e chi ha perso la mano di poker può rifiutarsi di pagare. Stando agli accenni di legge che abbiamo fatto nel paragrafo precedente, con lo scopo di dare un’idea generale sulle norme che si occupano di questo argomento, possiamo affermare senza ombra di dubbio che chi perde non è mai tenuto a pagare la somma (persa), se non appunto per senso di dovere morale. In quest’ultimo caso se il debitore ha scelto spontaneamente di adempiere, pagando la cifra perduta, e se ricorrono i requisiti di cui ai punti precedenti la pretesa creditoria sarà soddisfatta ed il debitore non potrà agire per chiedere la restituzione della cifra pagata. In sostanza quel che viene pagato non può essere richiesto indietro, se il pagamento è stato spontaneo, ma se non c’è spontaneità non esistono strumenti giuridici e legali per imporre al debitore di pagare.

Quali sono gli esempi provenienti da vicende concrete?

Per avere un quadro più completo sull’argomento interessante la lettura di alcune sentenze.
Tra i tanti esempi si può citare un caso deciso dal giudice del tribunale della città ligure di La Spezia. In apertura alla sentenza si legge che chi pratica il gioco in maniera ossessivo-compulsiva non viene ritenuto dall’ordinamento giuridico persona capace di intendere e di volere. Il caso di specie riguardava un quarantenne che aveva contratto debiti per un somma di circa 40.000 euro con una agenzia di scommesse che gli aveva consentito di continuare a giocare facendogli credito.
Spieghiamo meglio il caso: Un tale signor X giocatore incallito chiedeva all’agenzia di scommesse di prestargli soldi da impiegare presso la stessa agenzia, con la promessa di restituirli. Tuttavia, poi il signore aveva accumulato con la medesima agenzia un debito molto grande (circa 40.000 euro) e la stessa agenzia gli aveva poi fatto causa pretendendo la restituzione di quanto prestato.
I giudici di La Spezia sono stati molto chiari nell’elaborazione della sentenza e nella pronuncia, stabilendo che l’uomo non è tenuto alla restituzione dei soldi giocati.
Ahimè brutte notizie per te che hai vinto! La gloria nel gioco, ma non nelle tasche, se il tuo amico, o il tuo acerrimo avversario nelle partite a carte o sul tavolo delle scommesse non ti hanno pagato non puoi fare niente, se non sperare e consolarti pensando di essere un abile giocatore!
Proprio in questa decisione, infatti, il lettore può trovare l’applicazione nuda e cruda dei principi su citati.

Diverse da questo caso del 2016, sono state le sorti di un giudizio risalente al 2013 riguardante un giovane giocatore di Alessandria. Da poco trentenne il soggetto aveva iniziato a praticare il gioco prima cimentandosi nelle carte e nel poker, passando per i giochi alle macchinette e approdando al mondo delle scommesse sulle corse di cavalli. Questo il percorso che l’ha portato ad accumulare un debito di oltre 200.00 euro con banche e società finanziarie che da un certo momento hanno iniziato a sottrargli i 2/5 dello stipendio al fine di risanare il vuoto e rientrare dei soldi prestati a titolo di credito al cliente. Per ripagare il debito contratto il giovane si è trovato costretto a fare una vita al limite della sopravvivenza.
A questo punto se tu sei la persona che ha perso ti starai probabilmente domando: allora non è vero che non si ha l’obligo di pagare i debiti di gioco?
A questa domanda non si può rispondere soltanto si o no.
Non devi preoccuparti di pagare i debiti di gioco se devi delle somme a individui privati, come ad esempio amici, conoscenti o agenzie di scommesse. Il discorso cambia se il tuoi debito è con enti pubblici, banche è società che prestano denaro, come le finanziarie.

Ci sono differenze tra debiti di gioco contratti con un privato e debiti di gioco contratti con una banca/società finanziaria o ente pubblico?

La risposta è assolutamente positiva. Come abbiamo accennato pochissime righe fa le banche e gli enti dello Stato si trovano in un terreno a parte.
Aguzza le orecchie, perché in questo caso non si scherza!
Nel 2017 è stato pubblicato un articolo che ha messo in luce come i debiti di gioco assumano una duplice valenza, proprio sulla base della differenza appena proposta. Il mondo del pubblico e lo Stato non sembrano perdonare o concedere seconde chances. Gli enti pubblici sono inamovibili circa il loro comportamento e prevedono l’irrogazione di sanzioni assai pesanti.
Facciamo un esempio per entrare meglio nel vivo della questione. Si pensi al giocatore che non versa i contribuiti oppure che non paga le tasse perché ha consumato quelle stesse cifre spendendole giocando alla lotteria o alle slots machine. Lo Stato non perdona! Eppure, si potrebbe osservare che qualche responsabilità dovrebbe assumerla considerato che è lo stesso Stato a gestire le forme legali di gioco. Eppure questo è lo stato delle cose. In situazioni come quella descritta nell’esempio le amministrazioni sottopongono i cittadini a trattamenti peggiorativi a mo di punizione, ottenendo forse a livello psicologico, l’esatto contrario.

L’iter previsto da banche e società finanziarie invece è leggermente diverso e meno rigido. Solitamente infatti si cerca di effettuare una rivalutazione del capitale prestato e degli interessi maturati, cercando di agevolare la persona nel procedimento di risanamento del debito.
Solitamente, quando il gioco d’azzardo diventa patologico, l’altra faccia della medaglia spesso inevitabile è il coinvolgimento delle persone vicine che nel tentativo di aiutare la persona che si trova in difficoltà finiscono anch’esse in un meccanismo debitorio. Quando il ludopata si decide ad voler uscire dal circolo vizioso per riappropriarsi della sua propria vita decide contestualmente, quasi meccanicamente, di ripagare i suoi debiti, ma per fare ciò deve essere aiutato. Questo è il motivo alla base della scelta di collocare i debiti di gioco tra le obbligazioni non civili e di optare per un regime meno afflittivo quando si tratta di debiti contratti con banche o finanziarie. Quindi in sostanza, nella pratica le banche (e le finanziarie) effettuano dei nuovi calcoli, cercano di ridurre il più possibile gli interessi e la somma aiutando i clienti a ripagare i debiti. Però in questo caso si è obbligati a pagare i debiti di gioco.

Debiti di gioco e malaffare!

Un altro aspetto da considerare e nel quale speriamo tu non ti sia imbattuto, anche se, se stai leggendo l’articolo è probabile che sia cosi, è che spesso quando si inizia a giocare le forme legali per scommettere o azzardare non bastano più e molto spesso si finisce col diventare parte di circoli loschi e poco raccomandabili. I debiti di gioco aumentano. Vuoi sfuggire dalle minacce dei tuoi compari gioco e ti fai prestare dei soldi, ma chi te li presta ti chiede indietro somme elevatissime: quadruplicate o quintuplicate.
Ma sono davvero costretto a pagare somme così elevate, ti starai chiedendo? E’ legale? La risposta è assolutamente negativa ma questo non solo, perché come detto, non si è obbligati a pagare i debiti di gioco ma soprattutto perché, come tutti dovrebbero sapere, l’usura è considerata un reato e come tale punita dal codice penale. [3] In situazioni del genere dove molto spesso si è vittima di minacce spaventose l’unico consiglio che si può dare al giocatore è quello di parlare dei propri problemi, di farsi assistere ed aiutare e soprattutto di denunciare alle autorità competenti il rapporto usurario nel quale si è entrati. Ricordati sempre che infatti questi rapporti sfuggono ad un regime legale e le somme non devono essere pagate a chi presta i soldi al fine di arricchirsi alle spalle delle vittime. Per combattere questo tipo di crimine esistono delle specifiche fondazioni antiusura alle quali puoi rivolgerti. Denuncia, denuncia, denuncia!

note

[1] Art. 1173 c.c. fonti dell’obbligazione.
[2] Art. 2034 c.c. obbligazione naturale
[3] Art. 644 c.p. usura: chiunque fuori dai casi espressamente previsti dalla legge in cambio di promette denaro o altra utilità vantaggi usurari è punti con la reclusione. Per il contenuto completo dell’articolo si rimanda alla lettura dello stesso nel codice penale.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI