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Lo sai che? Diritto privato e diritto civile: qual è la differenza?

Lo sai che? Pubblicato il 22 maggio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 22 maggio 2018

Cos’è l’ordinamento giuridico, la differenza tra diritto pubblico e privato, le varie ripartizioni del diritto civile e l’indice del codice civile.

Se ti stai preparando ad affrontare il tuo primo anno di università di giurisprudenza o semplicemente sei curioso di conoscere il mondo della legge, ti sarà certamente capitato di sentire parlare di diritto privato e di diritto civile. Sembrano due parole molto simili – entrambe contrapponendosi al “diritto pubblico”, quello cioè che regola il funzionamento dello Stato – ma, come esistono dei punti di contatto, vi sono anche delle differenze. Potresti scoprirle andando a leggere l’indice dei relativi manuali, ma vogliamo evitarti questa laboriosa ricerca; pertanto, con questo semplice e schematico articolo, ti spiegheremo qual è la differenza tra diritto privato e diritto civile. Si tratta di una distinzione molto semplice che, spesso, è indicata nelle prime pagine dei trattati di giurisprudenza e che, pertanto, può comprendere chiunque, anche chi non ha ancora iniziato i propri studi. 

Com’è regolato il nostro ordinamento giuridico?

Quando si parla di legge, non si intende solo quella approvata dal Parlamento nel corso dell’ultima legislatura, ma tutte le norme in vigore in un determinato periodo storico, sia quelle di “ultima generazione” sia quelle passate. Spesso tali norme risalgono a periodi assai remoti. Ad esempio, la materia relativa al pagamento del canone Rai è disciplinata addirittura da un regio decreto del  1938, quando ancora l’Italia non era neanche una Repubblica. E così nell’ambito del diritto penale, l’attuale codice è frutto di un altro regio decreto del 1930, entrato in vigore nel 1931. 

Veniamo ora al codice civile: questo è stato emanato con regio decreto del 1942, quando ancora c’era il fascismo. Già…! Hai capito bene: molte delle norme che tu oggi rispetti, che regolano la nostra quotidianità e i rapporti tra i cittadini sono frutto di un’epoca ormai lontana, quando sia l’economia, sia le relazioni tra le persone, sia la concezione di vita, erano completamente differenti rispetto a quelle di oggi. Come è possibile che queste norme siano ancora attuali? È molto semplice. Le leggi sono generali e astratte: non regolano ipotesi concrete, ma cercano di essere quanto più generiche possibili, in modo da essere applicabili anche a contesti mutati per via del tempo. Spesso poi le norme vengono modificate e, in alcuni casi, le nuove disposizioni vanno a sostituirsi a quelle vecchie del codice civile (per cui tu leggerai solo l’articolo nuovo e non il testo vecchio), mentre in altri restano separate dal codice civile costituendo testi autonomi.

Quando si parla di ordinamento giuridico intendiamo quindi l’insieme delle norme emanate dallo Stato e che sono tutt’ora in vigore, a prescindere dall’epoca in cui sono state approvate.

All’interno dell’ordinamento giuridico si fa la distinzione tra diritto pubblico e diritto privato. È questa la principale e più importante ripartizione che vi sia tra le norme giuridiche. 

La differenza tra diritto pubblico e diritto privato

Quando si parla di diritto pubblico ci si riferisce a tutte le norme che regolano il funzionamento dello Stato, dei suoi organi, delle sue promanazioni (ad esempio gli enti pubblici e le amministrazioni, gli enti locali come Comuni, Regioni e Province), nonché i rapporti tra cittadini e Stato. Per cui, rientrano nel diritto pubblico il diritto amministrativo, il diritto urbanistico, il diritto degli enti locali, il diritto costituzionale, il diritto tributario (quello che regola cioè il pagamento delle tasse), il diritto penale (non dimentichiamoci infatti che i processi penali vengono intentati dallo Stato nei confronti dei cittadini e non vedono invece contrapposti i cittadini tra loro come invece nelle controversie di diritto civile).

Quando invece si parla di diritto privato ci si riferisce alle norme che regolano i rapporti tra privati cittadini oppure tra cittadini e gli enti pubblici quando questi non esercitano il loro potere di comando (ad esempio nei rapporti di lavoro o nei risarcimenti dei danni per attività illecite della pubblica amministrazione).

Differenza tra diritto privato e diritto civile

Nell’ambito del diritto privato vengono operate, per comodità, molteplici distinzioni tra le varie branche del diritto. Tra queste le più importanti sono il diritto commerciale (che regola il commercio, le aziende e le società), il diritto del lavoro e il diritto civile. 

Quindi il diritto civile rappresenta una parte del diritto privato che sta in un rapporto di generale/speciale. Il diritto civile è ricompreso nell’ambito del diritto privato e regola i rapporti che si stabiliscono in materia di famiglia, di proprietà di contratti, di successione ereditaria. Quindi se il diritto civile è solo diritto privato, il diritto privato non contiene solo il diritto civile, ma anche altri rami del diritto (come appunto il diritto commerciale).

Gran parte del diritto privato è contenuto nel codice civile ma non solo. Ci sono molte norme che disciplinano i rapporti tra i cittadini che sono contenute in leggi distinte dal codice. Si tratta delle cosiddette leggi complementari, così chiamate perché completano la disciplina del codice regolando alcune materie non considerate nel codice, oppure regolano in modo più compiuto alcune questioni per le quali il codice fornisce solo una disciplina generale.

Per comprendere cosa è trattato nel codice civile sarà opportuno leggere il suo indice. È in questo modo che, più facilmente, si ritrovano anche i suoi articoli. Per leggere l’indice del codice civile clicca qui.


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