Diritto e Fisco | Editoriale

Termini contestazione parcella avvocato

31 maggio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 maggio 2018



In assenza di un preventivo scritto, l’onorario del legale viene calcolato in base alla legge. Anche i diritti dell’avvocato possono prescriversi e ciò avviene dopo tre anni.

Non sempre il rapporto tra il professionista e il cliente è idilliaco. Ad esempio, il vostro avvocato potrebbe non essere stato molto chiaro sui costi della sua prestazione oppure potreste non essere rimasti completamente soddisfatti per l’incarico eseguito. In queste come in altre ipotesi, la contestazione della parcella dell’avvocato diventa argomento di discussione e, a questo proposito, è bene ricordare che se da un lato il legale va pagato a prescindere dal risultato raggiunto, dall’altro potrebbe esserci un cliente insoddisfatto che vorrebbe sapere come bloccare le eventuali richieste ingiuste o eccessive dell’avvocato. Ebbene, se la vostra situazione corrisponde a quella poc’anzi descritta, quali potrebbero essere i presupposti per contrastare le pretese del vostro legale? E, inoltre, quali sono i termini di prescrizione, scaduti i quali è possibile la contestazione della parcella dell’avvocato?

Avvocato: il preventivo

Del preventivo che l’avvocato deve proporre al cliente prima di ogni incarico, ne abbiamo parlato più ampiamente nell’articolo il preventivo dell’avvocato è obbligatorio, la cui lettura è consigliabile per avere un quadro dell’argomento ancor più chiaro. Detto ciò, in questa sede, è giusto ribadire che il preventivo è obbligatorio. Il professionista da voi contattato, prima di procedere con l’eventuale incarico proposto, deve, infatti, preventivare per iscritto i costi della sua prestazione. Si tratta di un obbligo di legge [1], anche se:

  • non è stata prevista una sanzione a carico dell’avvocato che non lo rispetta;
  • in assenza di un mandato scritto, il cliente è comunque tenuto a pagare la parcella.

Ebbene, se l’avvocato prepara e vi comunica il preventivo, non dovrebbero esserci margini per eventuali contestazioni, soprattutto se il documento contiene la descrizione analitica delle prestazioni che saranno eseguite, i relativi costi, le conseguenze in caso d’interruzione del mandato (ad esempio per la rinuncia del legale oppure a seguito della vostra revoca), ecc. Quindi, non è mai superfluo ricordare che se l’avvocato non vi propone un preventivo scritto, sarebbe opportuno chiedere parere e/o rivolgervi ad un altro professionista: in mancanza, sappiate che rimarrete esposti ai rischi di una contestazione in merito alla parcella dell’avvocato.

Avvocato: parcella troppo alta

Come avrete sicuramente capito, l’assenza di un mandato scritto non è sufficiente ad eludere le richieste dell’avvocato in contestazione. Tuttavia, questi dovrà dimostrare di aver concretamente ottenuto l’incarico e che tipo di prestazioni sono state eventualmente eseguite. Ebbene se non ci sono margini per negare che l’avvocato abbia eseguito una prestazione professionale in nome e per conto vostro, l’unica contestazione potrebbe riguardare l’ammontare della parcella. Ed allora dovete sapere che c’è un regolamento ministeriale [2] che regola proprio le ipotesi in cui non c’è stata una precedente pattuizione sulla parcella. Ebbene, secondo questo regolamento, l’ammontare della parcella dovuta all’avvocato deve essere calcolato tenendo conto:

  • del valore dell’incarico A questo proposito sono stati previsti vari scaglioni di riferimento (ad esempio, da € 1100,01 a € 5200,00 oppure da € 5200,01 a € 2600,00, ecc);
  • del valore medio della prestazione. Esso è previsto dal regolamento, per ogni scaglione di riferimento (ad esempio, il valore medio di una parcella avvocato per un recupero crediti ricompreso nella fascia di valore tra € 1100,01 ed € 5200,00, è pari a € 1250,00);
  • delle caratteristiche dell’affare Ad esempio, l’urgenza o l’importanza dell’opera prestata, la natura e la difficoltà dell’incarico eseguito, la quantità delle attività compiute, il risultato ottenuto, la complessità delle questioni giuridiche affrontate, ecc. Queste ultime valutazioni sono molto importanti, perché potrebbe giustificare una riduzione del valore medio della prestazione e della parcella concretamente richiesta dall’avvocato.

Detto ciò è consigliabile trattare con il professionista incaricato la dovuta riduzione del compenso richiesto, tenendo conto che in mancanza di ogni accordo, il cliente insoddisfatto potrà comunque rivolgersi al Consiglio dell’Ordine di appartenenza del legale incaricato. Mediante un’apposita istanza, potrà infatti richiedere un tentativo di conciliazione [3] e quindi favorire la soluzione amichevole e concordata della vicenda.

Termini contestazione parcella avvocato: prescrizione

L’avvocato ha un termine entro il quale può chiedere al proprio cliente il pagamento della parcella. Se questo termine scade senza che il professionista abbia avanzato la propria richiesta, il diritto si prescrive. In termini pratici, ciò significa che l’avvocato non potrà pretendere alcunché dal proprio assistito, se non lo fa tempestivamente. Ebbene, questo termine è triennale, ma la domanda che ci si pone in questo caso è anche un’altra: da quando decorrono i termini di prescrizione per la contestazione della parcella dell’avvocato? A questa più che lecita domanda ha dato risposta, come sempre avviene, la Suprema Corte di Cassazione [4], secondo la quale bisogna fare riferimento al momento dell’esaurimento dell’incarico. Questo evento si avvera quando la causa è terminata (ad esempio, nel momento in cui la sentenza emessa è passata in giudicato, cioè non è più impugnabile), quando è stata firmata una transazione che ha regolato e chiuso i conti tra le parti, quando l’avvocato è stato revocato dal cliente, ecc. Ricordatevi, però, che la prescrizione appena descritta:

  • è interrompibile. L’avvocato potrebbe interrompere il predetto termine con una richiesta formale di pagamento a voi indirizzata (ad esempio, con una raccomandata a.r). In questo caso i tre anni ricomincerebbero daccapo;
  • è presuntiva. Ciò significa che la legge presume avvenuto il pagamento della parcella trascorsi tre anni dalla conclusione dell’incarico. Se quindi, l’avvocato riesce a dimostrare di non aver mai ricevuto nulla, la detta prescrizione verrebbe superata e potreste comunque essere tenuti a pagare la parcella.

note

[1] Art 9, co. 4 Dl 1/2012

[2] Art. 1 D.M.55/2014

[3] Art. 13, comma 9 Legge 247/2012

[4] Cass. civ. sent. 22868/2014

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