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Lo sai che? Come pagare lo stipendio

Lo sai che? Pubblicato il 25 maggio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 25 maggio 2018

Indicazioni operative su come pagare lo stipendio dei lavoratori dipendenti del settore privati, alla luce delle novità operative dal 1° luglio 2018

Gestisci un’azienda privata e paghi i tuoi dipendenti con la classica «busta», ossia in contanti? Ti sarai sicuramente chiesto più volte se questa pratica ti potrebbe essere in qualche modo contestata. Il dubbio che ti assale non è affatto banale, soprattutto dopo le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2018 [1], che scatteranno dal 1° luglio 2018. Le norme che entreranno in vigore dalla predetta data faranno sobbalzare dalla sedia non pochi imprenditori: infatti, il legislatore ha stabilito che non è più possibile per le aziende del settore privato liquidare in contanti i lavoratori, ma è obbligatorio dotarsi e avvalersi di mezzi telematici che ne traccino la genuinità.

Ebbene sì, la pratica tanto diffusa delle aziende di retribuire i propri dipendenti senza traccia alcuna, dovrà essere presto abbandonata. Addio, quindi, all’abitudine per i furbetti di pagare solo metà della busta paga o stipendi che non raggiungono il mimino stabilito dal CCNL applicato: come prova del pagamento vale solo la tracciabilità del denaro. Ma a questo punto è lecito chiedersi: come pare lo stipendio? Quali sono i canali ammessi per il pagamento dello stipendio? La novità vale per tutti i lavoratori? Andiamo quindi in ordine e cerchiamo di fare il punto della situazione.

Busta paga in contanti: chi sono i soggetti interessati?

Com’è possibile intuire da queste prime battute, la norma che si appresta ad entrare in vigore, sarà destinata ad avere un fortissimo impatto sulle aziende, soprattutto per quanto concerne le pmi (piccole e medie imprese). La novità, tra l’altro, influisce non soltanto sulle aziende ed i dipendenti, che sono i diretti interessati, ma anche sugli operatori del settore (quali consulenti del lavoro e dottori commercialisti) che dovranno poi nella pratica elaborare i cedolini in base alle nuove norme e interfacciarsi con il proprio cliente.

Ma chi sono i soggetti che dovranno confrontarsi con la nuova norma?

La risposta alla domanda è rinvenibile nel testo della norma stessa: infatti, sono i datori di lavoro o committenti che non possono più retribuire per mezzo di denaro contante direttamente il lavoratore, qualunque sia la tipologia del rapporto di lavoro instaurato.

Dalla lettura della norma è possibile affermare che la novella investe tutti i datori di lavoro del settore privato, nonché i committenti, che impieghino lavoratori qualunque sia la tipologia del rapporto di lavoro. È dunque verosimile considerare tutti gli istituti contrattuali contenuti nel nuovo codice dei contratti [2], ossia:

  • il contatto a tempo indeterminato;
  • le collaborazioni organizzare dal committente;
  • il contratto a tempo parziale (c.d. «part-time»);
  • il contratto intermittente (c.d. «a chiamata» o «job on call»);
  • il contratto a termine;
  • il contratto di somministrazione di lavoro;
  • il contratto di apprendistato;
  • il contratto di lavoro accessorio (sia nella forma del «contratto di prestazione occasionale» che nella forma del «libretto famiglia» [3].

Cosa s’intende per rapporto di lavoro?

In considerazione del fatto che il legislatore stabilisce che la novità si applica a «tutti i rapporti di lavoro instaurati», appare opportuno evidenziare cosa s’intende con la locuzione «rapporto di lavoro», intendendo come tale ogni rapporto di lavoro subordinato [4], indipendentemente dalle modalità di svolgimento della prestazione e dalla durata del rapporto, nonché ogni rapporto di lavoro originato da contratti di collaborazione coordinata e continuativa e dai contratti di lavoro instaurati in qualsiasi forma dalle cooperative con i propri soci [5].

Quali sono gli elementi del contratto di lavoro subordinato?

Si ricorda che per «prestatore di lavoro subordinato», s’intende colui che si obbliga mediante retribuzione a collaborare nell’impresa, prestando il proprio lavoro intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto la direzione dell’imprenditore.

Nella seguente tabella, si illustrano i tratti essenziali dell’articolo.

ELEMENTI DEL CONTRATTO DI LAVORO SUBORDINATO

Autonomia privata e rapporto di lavoro

Il rapporto di lavoro deve derivare necessariamente ed esclusivamente dal contratto di lavoro, del quale tuttavia il codice non dà alcuna definizione limitandosi alla disciplina del rapporto. Nonostante le notevoli limitazioni dell’autonomia negoziale previste dalle leggi in materia di lavoro, la prevalente dottrina riconduce il rapporto ad un contratto, cioè ad un incontro di volontà, anche laddove questo sia ridotto alla più semplice espressione di un’obbligazione di lavoro in vista di una controprestazione patrimoniale.

Caratteri del contratto di lavoro

Col contratto di lavoro il prestatore si obbliga a mettere a disposizione del datore di lavoro la sua attività lavorativa e questi si obbliga a corrispondergli una retribuzione adeguata.I caratteri del contratto sono:

1.  l’onerosità, è necessaria l’esistenza di una retribuzione

2.  la sinallagmaticità, trattandosi di un contratto a prestazioni corrispettive (l’obbligo della retribuzione va affermato anche in relazione a quei periodi nei quali il lavoratore, pur non prestando la sua opera, sia tuttavia obbligato a tenersi a disposizione del datore di lavoro, ed anche per quelle prestazioni che si esauriscono in un comportamento apparentemente inattivo del prestatore di lavoro dal quale derivi comunque una utilità per il datore di lavoro)

3.  la commutatività, nel senso che la legge ed i contratti collettivi stabiliscono esattamente l’entità delle prestazioni e controprestazioni

Inoltre, il contratto di lavoro è anche consensuale (per esempio l’assunzione obbligatoria di categorie c.d. protette, invalidi, profughi, ecc.). è appena il caso di specificare che in questi casi l’assunzione non è automatica ma è sempre subordinata al consenso del lavoratore ed al suo superamento dell’eventuale periodo di prova.

Presupposti soggettivi
I soggetti stipulanti devono possedere determinati requisiti di natura giuridica, tecnica e psico- fisica. La capacità di agire per il datore di lavoro si acquista alla maggiore età, secondo i normali principi civilistici

Requisiti oggettivi

Sono quelli previsti per il contratto in generale:·  liceità  (la legge prevede casi di prestazioni illecite in relazione all’oggetto, come ad esempio lavori pericolosi o insalubri affidati a minori di 16 anni)

·  possibilità dell’oggetto

·  determinabilità della prestazione e della retribuzione

Chiarito tale passaggio, è interessante sottolineare come la norma include anche tutti quei rapporti svolti in qualsiasi forma e indipendentemente dalla durata del rapporto stesso. In merito alla durata si è già accennato che sono inclusi i lavoratori a tempo parziale, ma per quanto riguarda le modalità di prestazione, a parere di chi scrive, è plausibile considerare anche la nuovissima forma del lavoro agile (c.d. smart working) [6].  Sono da includersi, altresì, a norma di legge, i contratti di lavoro instaurati in qualsiasi forma dalle cooperative con i propri soci.

Busta paga in contanti: chi sono i soggetti esclusi?

Ma quali sono dunque i rapporti di lavoro nei quali è ancora possibile retribuire il lavoratore in contanti?

Anche qui’ la risposta la troviamo nella disposizione della Legge. In particolare, le nuove norme non si applicano ai rapporti di lavoro instaurati con le pubbliche amministrazioni [7], né a quelli comunque rientranti nell’ambito di applicazione dei contratti collettivi nazionali per gli addetti a servizi familiari e domestici, stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale.

Pertanto, rimangono esclusi dall’obbligo di retribuire il lavoratore con i mezzi telematici:

  1. i rapporti di lavoro instaurati con le pubbliche amministrazioni;
  2. i rapporti di lavoro nell’ambito di applicazione dei contratti collettivi nazionali per gli addetti a servizi familiari e domestici (comunemente chiamati “colf e badanti”), stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale.

Busta paga in contanti: quali sono i nuovi mezzi di pagamento?

Veniamo ora nel dettaglio dei nuovi mezzi previsti dal legislatore per retribuire i lavoratori. Sul punto, la legge afferma espressamente che, a far data dal 1° luglio 2018, i datori di lavoro o committenti corrispondono ai lavoratori la retribuzione, nonché ogni anticipo di essa, attraverso una banca o un ufficio postale con uno dei seguenti mezzi:

  1. bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore;
  2. strumenti di pagamento elettronico;
  3. pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;
  4. emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato. L’impedimento s’intende comprovato quando il delegato a ricevere il pagamento è il coniuge, il convivente o un familiare, in linea retta o collaterale, del lavoratore, purché di età non inferiore a sedici anni”.

Da un’attenta lettura della norma è possibile notare come l’obbligatorietà del pagamento telematico non riguarda solo ed esclusivamente la retribuzione mensile percepita dal lavoratore, ma anche «ogni anticipo di essa». Ergo, un dipendente che per esempio dal 1° luglio 2018 chiedesse al proprio datore di lavoro un anticipo del proprio Tfr (Trattamento di fine rapporto), fermo restando l’esistenza dei requisiti previsti dalla vigente normativa, dovrà ricevere l’intero importo sul mezzo di pagamento telematico concordato.

I NUOVI MEZZI DI PAGAMENTO DELLA BUSTA PAGA

Banca e ufficio postale
  • Bonifico
  • strumenti di pagamento elettronico (a parere di chi scrivere è possibile anche pay pal)
  • pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale
  • Assegno,

Busta paga in contanti: quali sanzioni in caso di inosservanza delle norme?

Se il datore di lavoro non dovesse adeguarsi alle nuove norme, e continui a pagare lo stipendio del dipendente in contanti, scatta il regime sanzionatorio che prevede l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria consistente nel pagamento di una somma da 1.000 euro a 5.000 euro.

L’importo della sanzione varierà in base alla gravità e la durata della violazione.

Busta paga: la firma costituisce prova dell’avvenuto pagamento?

Altro aspetto importante è che la firma sulla busta paga non costituirà prova dell’avvenuto pagamento. Anche in questo caso, la scusa del datore di lavoro di far valere la firma del dipendente sul cedolino come prova del fatto di aver versato l’importo indicato sullo stesso, non più essere fatto valere.

note

[1] Art. 1, co. da 910 a 914 della Legge 27 dicembre 2017, n. 205.

[2] Decreto Legislativo 15 giugno 2015, n. 81.

[3] Art. 54-bis del Decreto Legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito nella Legge 21 giugno 2017, n. 96.

[4] Art. 2094 cod. civ.

[5] Legge 3 aprile 2001, n. 142.

[6] Legge 22 maggio 2017, n. 81.

[7] Art. 1, co. 2, del Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165.


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