Diritto e Fisco | Editoriale

Avviso bonario: cos’è?

27 Agosto 2018
Avviso bonario: cos’è?

Come comportarsi davanti a una lettera raccomandata di diffida di pagamento e come contestare.

Quando si deve riscuotere un credito, si vuol chiedere l’esecuzione di una prestazione o evitare che venga ripetuta una condotta dannosa non ci si avventura subito in una causa: una soluzione pacifica della vertenza, anche a costo di rinunciare a qualcosa, è sempre preferibile rispetto a un tribunale ove si sa quando si entra ma non si sa quando (e come) si esce. Insomma, prima di notificare un atto di citazione o depositare un ricorso al giudice ci si pensa sempre due volte. Ecco perché ogni mezzo è buono per ottenere il rispetto del proprio diritto. Sia con l’educazione che con i toni imperiosi. In questa fase di trattative, l’avviso bonario gioca un ruolo essenziale. Del resto, una lettera raccomandata o una email, oltre ad essere immediati e a non costare nulla, possono servire anche per comprendere le ragioni dell’avversario e conoscere in anticipo cosa aspettarsi dalla controparte in un eventuale contenzioso. In questo articolo cercheremo di spiegare cos’è l’avviso bonario e come deve comportarsi sia chi lo riceve che chi lo invia.

Cos’è un avviso bonario?

Anche se non troverai in nessuna legge questa definizione, possiamo dire che l’avviso bonario è una comunicazione informale, inviata a una persona, con cui le si chiede di adeguarsi a una determinata pretesa, pretesa che – ovviamente – deve corrispondere a un diritto soggettivo. Un avviso bonario che dovesse pretendere un comportamento non dovuto sarebbe piuttosto una minaccia o un’estorsione, costituendo così la prova di un reato (si pensi, ad esempio, a una email con cui si chiede a una persona di consegnare una somma di denaro come contropartita per non subire dei danni o delle umiliazioni).

L’avviso bonario può consistere quindi in una diffida o, per usare un termine legale, in una lettera di messa in mora con cui si evidenzia il comportamento scorretto della controparte e le si dà un termine per rimuoverne gli effetti.

La necessità dell’avviso bonario può scaturire sia da un inadempimento di un contratto (ad esempio il mancato pagamento di una fattura, la mancata consegna della merce, l’esecuzione di lavori non a regola d’arte) che da un comportamento illecito (ad esempio, l’aver distrutto un bene altrui o il comportarsi in modo pregiudizievole per gli altri).

In realtà, nella prassi commerciale, l’avviso bonario è di solito collegato al mancato pagamento di un debito e costituisce l’atto con cui il creditore, prima di avviare la formale procedura del recupero crediti, ricorda in modo educato e non imperioso la scadenza del pagamento predetto. Ad esempio, una possibile formula di avviso bonario potrebbe essere la seguente:

«Spett.le Ditta, da un controllo della nostra contabilità è risultata non corrisposta la fattura n. … del …. per euro … Confidando che si sia trattato di una mera dimenticanza o svista da parte Vostra, si chiede il pagamento del predetto importo entro 7 giorni dal ricevimento della presente. Cordiali saluti».

Cos’è l’avviso bonario dell’Agenzia delle Entrate

Completamente diverso dall’avviso bonario di un privato è quello che invece può inviare l’Agenzia delle Entrate. In questo caso, siamo dinanzi a una comunicazione formale alla quale adeguarsi entro 30 giorni a pena di ulteriori sanzioni. L’avviso bonario dell’Agenzia delle Entrate è, in realtà, chiamato dalla legge comunicazione di irregolarità e deriva da un controllo formale o automatizzato della dichiarazione dei redditi. Il fisco, rilevate delle anomalie nei dati forniti o nei pagamenti effettuati dal contribuente, gli chiede di regolarizzarsi e di versare le maggiori imposte, con le sanzioni ridotte a un terzo. 

In questo articolo spiegheremo solo cos’è l’avviso bonario di un privato (ad esempio il creditore, la controparte che ha vinto una causa e ottenuto una sentenza di condanna, un vicino di casa o l’amministratore di condominio, ecc.). Invece con riferimento agli avvisi bonari dell’Agenzia delle Entrate rinviamo all’apposita guida (leggi Avviso bonario Agenzia Entrate: cos’è?).

Come e quando si invia l’avviso bonario?

Proprio perché non disciplinato dalla legge, ma rientrante nel potere di normale autotutela dei cittadini, non ci sono né termini né forme particolari per l’invio dell’avviso bonario. Quindi, si può spedire la comunicazione anche diverso tempo dopo l’illecito così come il giorno successivo alla conoscenza dello stesso; lo si può fare con una raccomandata, una posta elettronica certificata o una email semplice. Chiaramente, se in un successivo processo si volesse dimostrare al giudice di aver, “con le buone”, tentato una soluzione pacifica alla controversia – circostanza che potrebbe portare il giudice a una condanna al risarcimento del danno e alle spese processuali – sarà bene dimostrare l’invio della missiva e, pertanto, la prova di ricevimento sarà essenziale. In questo, certamente, la raccomandata e la Pec sono da preferire.

Come si scrive l’avviso bonario?

Non essendo disciplinato in nessuna norma, non esistono formule per la predisposizione di un avviso bonario. Il suo contenuto dipende dal diritto fatto valere. Tuttavia, perché l’avviso possa avere un minimo valore è necessario che indichi:

  • il diritto fatto valere;
  • il comportamento illecito stigmatizzato;
  • il termine entro cui adempiere.

Ad esempio, nel caso di un sollecito di pagamento, l’avviso bonario dovrà indicare il contratto o la fattura in forza della quale è sorto il diritto di credito, il termine entro cui la stessa doveva essere pagata, i giorni concessi per mettersi in regola prima di procedere davanti al giudice.

L’avviso bonario è obbligatorio?

Abbiamo detto che l’avviso bonario è equiparabile a una normale diffida. Questi atti però non sono obbligatori tutte le volte in cui il pagamento ha una data di scadenza certa o quando viene posto in essere un atto illecito. In tali ipotesi, infatti, non c’è bisogno di mettere in mora il debitore per poter procedere con le azioni legali. 

In teoria, quindi, seppur non succede quasi mai, l’avviso bonario non è quasi mai obbligatorio. Chi riceve un atto di citazione senza essere stato messo prima nella condizione di conoscere la pretesa avversaria non può sollevare eccezioni di sorta.

Quali sono gli effetti di un avviso bonario

La pretesa di una prestazione avanzata con un avviso bonario, quando effettuata in modo formale, ossia con l’indicazione del diritto fatto valere e dello specifico comportamento richiesto (ad esempio l’indicazione del debito e della causale) ha l’effetto di interrompere la prescrizione del diritto. Ciò, tuttavia, a patto di poter dimostrare il ricevimento, da parte del debitore dell’avviso bonario. Il che, come detto, richiede l’utilizzo della raccomandata a/r o della Pec. Anche le email semplici possono avere valore di prova documentale se non vengono contestate in causa, cosa che difficilmente può succedere se si risponde al messaggio ricevuto.

Come comportarsi al ricevimento di un avviso bonario?

Di solito l’avviso bonario detta dei tempi per adeguarsi. Poiché, come abbiamo più volte ripetuto, si tratta di un atto informale, che non trova disciplina nella legge, detti termini non devono considerarsi perentori. Per cui, se l’adempimento dovesse arrivare dopo lo scadere degli stessi, non è detto che il creditore non possa accettarlo: è rimesso alla sua decisione se agire ugualmente o se, invece, accettare la prestazione. Tuttavia, un’azione legale di fronte a una volontà espressa della controparte di adeguarsi alla richiesta avrebbe vita molto breve, a meno che il creditore non dimostri di aver subito anche un danno e agisca affinché il giudice ne liquidi l’importo. 

Quando si riceve l’avviso bonario, si può rispondere con una lettera formale in cui si fanno valere le proprie ragioni (contestando la richiesta avversaria) oppure ci si può rivolgere a un avvocato affinché sia questi a replicare alla missiva. In alternativa ci si può adeguare, comportandosi per come richiesto, senza necessità di rispondere formalmente.  

Se il creditore dovesse richiedere anche un aggravio di costi per spese legali, queste non sono dovute se non vengono liquidate da un giudice. Il rapporto tra creditore e avvocato infatti non si estende al debitore se non in forza di una sentenza che contenga la condanna alle spese processuali. 

Chi può inviare l’avviso bonario?

A inviare l’avviso bonario è solo il creditore o un soggetto da questi delegato (ad esempio le società di recupero crediti o il cessionario di un diritto di credito). Non ci si deve meravigliare quindi del fatto di ricevere una richiesta di pagamento da parte di una società diversa rispetto a quella con cui si è firmato il contratto.

 

 



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