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Lo sai che? Come diventare irreperibili e nascondere la residenza

Lo sai che? Pubblicato il 23 maggio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 23 maggio 2018

Come nascondere dove abita una persona e non farsi trovare: le ricerche sull’abitazione e sulla dimora abituale possono non dare frutti. In questi casi, che fine fanno le notifiche?

Se temi che un creditore possa pignorarti i beni, che una persona a cui hai detto o fatto qualcosa di illecito possa citarti per danni o denunciarti, che qualche parente possa pretendere da te soldi o l’eredità, ti starai probabilmente chiedendo come diventare irreperibile e nascondere la propria residenza. Hai infatti sentito dire che sono in molti quelli che, pur senza espatriare, riescono a non essere raggiunti da notifiche, raccomandate, postini e ufficiali giudiziari. Così, vorresti anche tu, al pari loro, non far sapere agli altri dove abiti. Anche se non hai alcuna intenzione di truffare qualcuno e le tue intenzioni sono del tutto lecite – quelle di chi non vuole seccatori che bussino alla porta o possano conoscere il proprio numero di telefono – in questo articolo cercheremo di comprendere, se mai fosse possibile, come diventare irreperibili e nascondere la residenza.

Si tratta, te lo anticipo subito, di suggerimenti del tutto legali, che non violano la legge, anche perché, come ti spiegherò a breve, l’ordinamento non ti consente di diventare completamente un fantasma.

È possibile nascondere la residenza?

Il primo aspetto da analizzare è se è possibile indicare in Comune una residenza diversa da quella effettiva. In pratica: si può dare all’ufficio anagrafe un indirizzo di un parente, di un amico o di una abitazione dove non si vive più o dove non si è mai stati? In teoria no, ma nella pratica succede spesso. Vediamo perché.

La legge impone a ciascun cittadino di rendersi reperibile. Questo significa che la residenza anagrafica deve per forza corrispondere con la dimora abituale, dove cioè il soggetto di solito dorme e mangia. Solo nel caso di temporanea assenza (ad esempio un trasferimento di qualche mese per lavoro o per il periodo estivo) non è necessario cambiare residenza. Quindi non puoi dare al Comune un indirizzo di residenza diverso da quello effettivo, ove cioè vivi. Se lo dovessi fare, l’amministrazione potrebbe negarti il cambio di residenza.

Nella pratica però è ben possibile – e succede spesso – nascondere la residenza: ciò avviene quando chi cambia indirizzo non comunica quello nuovo al Comune. Si pensi al caso di un inquilino in affitto che, residente per molti anni in un edificio, nel momento in cui si sposta altrove non fa la comunicazione. Negli elenchi pubblici resta registrato l’indirizzo vecchio. A quel punto è chiaro che, se dovesse arrivare un postino o l’ufficiale giudiziario per effettuare una notifica non troverebbe nessuno e dovrebbe dichiarare l’irreperibilità del destinatario. Prima di ciò, il notificante è comunque tenuto a svolgere “sommarie indagini”. Non credere che intervenga la polizia o i carabinieri. L’ufficiale giudiziario si limita solo a chiedere ai vicini di casa se sanno dove ti sei trasferito e, se non può ricavare in alcun modo notizie utili, deposita la busta da notificare al Comune ove resta a tua disposizione per sei mesi. Il punto è che, dopo 20 giorni dal deposito nella Casa Comunale, la notifica si intende per la legge eseguita ugualmente e correttamente. Il che va a tuo discapito visto che non sei stato nelle condizioni di verificare cosa conteneva la raccomandata. Ecco perché rendersi irreperibile non conviene: gli atti, le procedure e le azioni giudiziarie producono ugualmente i loro effetti, con o senza di te.

Come farsi cancellare dai registri anagrafici

Il metodo più facile e sicuro per nascondere la propria residenza è farsi cancellare dai registri anagrafici per irreperibilità. La cancellazione per irreperibilità avviene a cura del Comune quando una persona non abita più nella dimora abituale dichiarata all’anagrafe della popolazione. Il procedimento – grave ed eccezionale – viene messo in atto solo a seguito di numerosi tentativi di ricerca della persona e di indagini: se l’interessato non si fa più trovare presso l’indirizzo e tale situazione è perdurante, l’amministrazione può disporne la cancellazione.

La notizia dell’abbandono, o del presunto abbandono, deve pervenire all’Ufficiale dell’Anagrafe dal proprietario dell’abitazione (si pensi a un inquilino in affitto) o da altro pubblico ufficiale (si pensi al postino che tenti di consegnare le raccomandate, l’ufficiale giudiziario che provi a notificare atti, il messo comunale per la notifica di cartelle di pagamento o avviso di accertamento fiscale, i servizi sociali, ecc.). Non solo: la segnalazione può derivare anche da una società che gestisce servizi pubblici (Poste Italiane, Enel, ecc.) ed anche da un privato.

Attenzione però: con la cancellazione dall’anagrafe per irreperibilità si perde anche il diritto al voto, ad ottenere certificazioni anagrafiche o i documenti di riconoscimento (carta d’identità, patente, ecc.), la tessera sanitaria e quindi anche l’assistenza sanitaria.

Togliere il proprio nome dal citofono

Un altro modo per rendersi irreperibile è quello di togliere il proprio nome dalle targhette sul citofono e dalla porta di casa. È un tuo diritto restare “anonimo”, né il condominio o l’amministratore possono importi il contrario. Hai solo l’obbligo di fornire all’amministratore le tue generalità ai fini della compilazione dell’anagrafe condominiale e, se non lo fai, l’amministratore otterrà i tuoi dati dagli uffici pubblici, ponendo a tuo carico le spese della ricerca.

In ogni caso, se togli il tuo nome dal citofono è verosimile che il postino o l’ufficiale giudiziario possa chiedere ugualmente informazioni ai vicini di casa e così procedere ugualmente alla notifica. Lasciare un avviso di raccomandata in una cassetta delle lettere priva del nome non implica l’illegittimità della notifica se risulta che la stessa è da te utilizzata. La Cassazione ha infatti detto che è legittima la notifica di un atto effettuata nella cassetta della corrispondenza presso la residenza di un soggetto anche se manca sulla detta cassetta l’espressa indicazione del nome e cognome [1]. Quindi per rendersi irreperibile non basta togliere il nome dalla buca delle lettere.

Chi può sapere dove sei residente?

È molto facile sapere dove abita una persona se questa non si rende irreperibile. Ciascun cittadino ha la possibilità di consultare i registri dell’anagrafe comunale senza dover motivare o giustificare la richiesta e senza l’intervento dell’avvocato. Di tale ricerca l’interessato non verrà messo al corrente. Se hai trasferito la tua residenza in un altro Comune, l’ufficio dirà al richiedente che sei “emigrato” indicando anche la città in cui sei andato a vivere; presso quel Comune poi verranno date le informazioni aggiuntive sulla via e sul numero civico.

Ciò però succede sempre che tu abbia registrato la nuova residenza. Come ti ho detto prima, non è raro che si cambi abitazione senza però comunicarlo al Comune. Questo determinerà le notifiche al vecchio indirizzo, notifiche che si riterranno comunque valide. Leggi sul punto Come sapere dove abita una persona.

Togli il numero dall’elenco telefonico

Se sei registrato in un elenco telefonico di numerazione fissa, chiunque può risalire al tuo indirizzo di residenza. Per cui, se vuoi nasconderti, dovrai anche chiedere la cancellazione del tuo nominativo dagli elenchi come le Pagine Gialle o Bianche.

Esistono altri metodi per sapere dove si nasconde una persona?

Oltre alla residenza non esistono altri metodi ufficiali per sapere dove abita una persona. Difatti, c’è la possibilità di fare dei controlli online, ad esempio dal profilo di Facebook, da un curriculum reperito online o dai dati presenti su altri social network (ad esempio LinkedIn). Tuttavia queste informazioni non hanno carattere di ufficialità e non valgono ai fini legali. Questo significa che se anche un giudice dovesse sospettare che hai la residenza in un determinato Comune perché, dalle foto che hai pubblicati su Instagram sei spesso in quel luogo, non potrebbe ritenere tale dato attendibile.

Non è possibile, né dal codice fiscale, né dalla tessera sanitaria risalire alla residenza di una persona.

La polizia potrebbe però eseguire delle indagini più approfondite. Ad esempio, se hai concluso un contratto di affitto “registrato”, un mutuo o un altro finanziamento, un contratto di lavoro subordinato, hai emesso una fattura oppure hai effettuato un acquisto con partita Iva, tali dati finiscono negli archivi dell’Agenzia delle Entrare e, tramite questi, è possibile risalire alla residenza effettiva del contribuente.

note

[1] Cass. sent. n. 9798/2013.


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6 Commenti

  1. Una domanda da 10mila dollari: come faccio a sapere dov’è finito uno ke, già condannnato in I e II grado, “mi” ha rubato MILLE MILIARDI DI LIRE (valuta 1989)???…

  2. Sono proprietaria dell 11% di un villone edificato al limite della spiaggia di FiumefreddoBruzio Marina,ma l altro maggiore proprietario mi ignora legalmente. Il mio avvocato mi ha proposto infine di far andare All asta la casa mai tempi sono lunghi… Poiché abito lontano,non mi interessa andarvi. Vorrei tanto disfarmene,ma senza dare All altro la soddisfazione di una donazione. Dovrei avere un acquirente,a qualunque prezzo. La villa e multavano,con 3 piani e terreno ampio. Ciò consentirebbe una scorporo,utile per vacanze al mare a minimo prezzo. C è tra voi qualcuno a cui può interessare ciò? Sono disponibile a qualunque soluzione. Finora pago solo tasse a vuoto e mangio rabbia. Aiutatemi! Giancarla Bruno da Gorizia,tel 3386215346. fiumefreddo 2018@libero.it La villa apparteneva alla famiglia Bruno,in via Calcarella. Grazie e cordiali saluti.

  3. Articolo inutile… nuon vuoi farti trovare? licenzia, chiudi i conti e prestiti, togli il cellulare e cambi città… cancella tutti i rapporti con amici e familiari e vai a vivere in roulotte ….. da li in poi nessuno saprò piu dove sei…..
    Mi raccaomando, mai usare internet

  4. una domanda: ma se perdo la casa e sono costretto a vivere da clochard, come faccio a dare un’indirizzo di residenza?
    Vado contro legge e li, allora avrei diritto alla casa popolare…..che non mi daranno mai…

    1. Esiste un registro nazionale delle persone senza fissa dimora, istituito con decreto del Ministero dell’interno del 6 luglio 2010. Il decreto individua le modalità di funzionamento del registro delle persone senza fissa dimora, in attuazione della legge sulla sicurezza pubblica del 15 luglio 2009, n. 94, e ne affida la tenuta e la conservazione al Dipartimento per gli affari interni e territoriali – Direzione centrale per i servizi demografici.

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