Diritto e Fisco | Editoriale

Aiuti per i senzatetto

5 Giugno 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 Giugno 2018



Molte persone, per diversi motivi, vivono ai margini della società e sono senza una casa, per fortuna ricevono dei gesti di solidarietà.

Clochard, barboni, homeless, vagabondi, sono solo alcuni termini utilizzati per definire i senzatetto, ossia le persone che, non avendo una casa, vivono per strada, arrangiandosi come possono. Si tratta di una condizione di vita che caratterizza, purtroppo, un’ampia fascia di popolazione, investendo tutte le età e nazionalità.

Per alcuni vivere in questo modo rappresenta una scelta, una sorta di protesta contro le convenzioni più diffuse che vedono l’individuo inserito in un contesto lavorativo, con una casa e una famiglia, preferendo una vita non preordinata ma ‘alla giornata’, con frequenti spostamenti da un luogo all’altro senza alcuna forma di sostentamento se non l’elemosina o qualche espediente.

Per altri invece, vivere per strada senza casa rappresenta una condanna e una conseguenza di numerose problematiche, come ad esempio la perdita del lavoro, lutti, la separazione o le precarie condizioni economiche. Il fenomeno interessa tutto il mondo e non vi sono nazioni in cui non si verificano casi del genere, la strada accoglie queste persone sfortunate che si adattano e riescono a trovare una sistemazione, seppur momentanee. Ci si domanda pertanto se esistano degli aiuti per i senzatetto che consentano loro di affrontare questa condizione in maniera più dignitosa.

Come si diventa senzatetto

Per alcuni il pensiero di finire per strada, senza lavoro, senza casa e senza una famiglia costituisce un pensiero impossibile, quasi un’esperienza che capita ad altri ma non può mai toccare le persone cosiddette normali. Invece, ascoltando le parole di coloro che si trovano in questa situazione di disagio viene automatico pensare come possa capitare veramente a tutti di finire dimenticati ai margini della società, soprattutto negli ultimi anni in cui la logica del profitto e l’egoismo generalizzato, hanno reso tutti più cinici e poco attenti a cosa succede alle persone vicine.

Le storie dei senzatetto si assomigliano un pò tutte, vi sono ad esempio manager brillanti o impiegati modello che, a seguito della chiusura della loro azienda, rimangono senza lavoro in un’età in cui è difficile inserirsi nuovamente e gli ammortizzatori sociali non sono sufficienti a restituire la serenità di un tempo. Oppure vi sono uomini o donne che, a seguito di lutti o di divorzi perdono la stabilità di un tempo e non riescono più a rientrare nel mondo del lavoro. O, anche, imprenditori o liberi professionisti, strozzati dai debiti, decidono di mollare tutto e vivere sulla strada, come una forma di resa senza condizioni.

Nella maggioranza dei casi, adottare questo stile di vita vagabondo non è frutto di una decisione personale ma la conseguenza di drammi e problemi spesso insormontabili. Per fortuna, grazie agli aiuti per i senzatetto, molti riescono a superare le difficoltà e tornare a svolgere un’esistenza decorosa.

La mensa dei poveri

La mensa dei poveri rappresenta, in quasi tutte le città italiane ed internazionali, una vera istituzione e un aiuto concreto non solo per i senzatetto ma anche per tutti coloro che, avendo difficoltà economiche, non hanno la possibilità di mangiare un piatto caldo. La gestione di queste mense è affidata, solitamente, ad associazioni di volontariato o alle parrocchie di quartiere che si organizzano per offrire il pranzo e la cena ai bisognosi. I privati cittadini, con donazioni in denaro o elargizione di derrate alimentari, consentono ai cuochi volontari di preparare i pasti che vengono serviti giornalmente, anche nei giorni di festa. La mensa, oltre ad essere un luogo in cui mangiare qualcosa e rifocillarsi, costituisce un momento di condivisione, spesso i senzatetto tendono ad isolarsi e questa chiusura verso il mondo diventa viva via più grave.

Dare da mangiare agli affamati non rappresenta dunque solo l’osservanza di un principio religioso ma è una delle forme più alte di solidarietà ecco perché la mensa dei poveri viene considerata uno degli aiuti più importanti per i senzadimora che mangiando possono mantenersi in salute nonostante le avversità della vita per strada.

Gli alloggi per i senza dimora

Vivere per strada è difficile, benché i senzatetto riescano, anche in maniera ingegnosa, a ricavare dei ripari sotto i portici o ai lati delle stazioni, si trovano sempre sottoposti al freddo, al caldo e alle intemperie. Soprattutto d’inverno le basse temperature provocano molte vittime. Per ovviare a questa problematica, tra gli aiuti per i senzatetto vi sono anche gli alloggi gratuiti, anch’essi gestiti dalle associazioni di volontariato o dalle parrocchie. L’organizzazione di questi alloggi è più o meno similare in ogni città italiana, si mettono a disposizione dei posti letto in camerate e coloro che ne fanno richiesta possono dormire qualche notte, usufruendo anche del bagno e degli altri servizi. Poiché i clochard non accettano tendenzialmente di buon grado di dormire al chiuso, rifiutando qualsiasi aiuto, spesso i volontari, accompagnati anche da religiosi, girano per le città invitandoli a dormire presso gli alloggi offerti loro gratuitamente.

I medici volontari

In numerose città italiane vi sono associazioni composte da medici e personale paramedico che, utilizzando dei camper o dei furgoncini, offrono cure mediche ai senzatetto e a coloro che vivono in stato di disagio. In alcuni casi vengono somministrati dei farmaci si provvede alla medicazione di ferite, talvolta le condizioni gravi richiedono un ricovero in ospedale.

Distribuzione del cibo in forma gratuita

Tra gli aiuti per i senzatetto che tutti possono prestare, anche senza riunirsi in associazione o appartenere ad un gruppo ben definito, è quello di provvedere alla distribuzione del cibo in forma gratuita.

I ristoratori o gli esercenti, mettono fuori dei loro locali dei cestini con la merce non consumata del giorno, come ad esempio il pane o i dolci, in modo da essere disponibile per chi ne ha bisogno, i privati invece possono consegnare dei piatti pronti ai senzatetto che dormono in stazione o in altri luoghi. Poiché spesso il cibo viene sprecato è utile destinarlo a chi sa apprezzarlo veramente.

Parrucchieri per i senzatetto

I senzatetto, vivendo all’aperto e non avendo a disposizione un bagno, l’acqua corrente, il sapone né le altre comodità, tendono a trascurare l’igiene personale, portando abiti sporchi, barba e capelli lunghi. Il loro aspetto esteriore diventa quasi una corazza che li difende dall’esterno. Sono molti i barbieri e i parrucchieri che, in occasione di alcune iniziative volte all’inclusione sociale di chi vive nell’emarginazione, offrono gratuitamente le loro prestazioni per chi vuole vedersi nuovamente pulito e in ordine. Sembra apparentemente una forma di aiuto di poco conto ma la persona disagiata che per troppo tempo ha tralasciato questi gesti quotidiani, vedendosi con capelli e barba perfetti riesce a trovare in sé l’energia per ricominciare e per uscire dal tunnel in cui è caduta molto tempo fa.

L’importanza della solidarietà

Sono molti gli aiuti per i senzatetto che possano costituire un nuovo inizio per risollevarsi, sicuramente quello più importante è il potere della solidarietà. Un sorriso, una mano tesa, un gesto di fratellanza, soprattutto in particolari circostanze, valgono oro.

 

 


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