Diritto e Fisco | Editoriale

Gioco d’azzardo: è legale?

23 Mag 2018


Gioco d’azzardo: è legale?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 Mag 2018



Il gioco d’azzardo è illegale a meno che non sia autorizzato dallo Stato. Le normative però non sono state concepite per contrastare le slot della mafia, ma per proteggere altri interessi. Ora la politica fa marcia indietro.

Gratta e vinci, slot machines, casinò online sono alcune della tante tentazioni che carpiscono le persone facendole diventare vittime del gioco d’azzardo. Ma il gioco d’azzardo: è legale? Per poter svolgere queste attività bisogna essere in possesso di un’apposita licenza rilasciata dallo Stato, mentre in tutti gli altri casi si agisce nell’illegalità. La criminalità organizzata è il primo soggetto ad avere interessi nel settore perché risulta essere un modo efficace per riciclare denaro sporco, ma negli anni Novanta e nei primi anni Duemila i diversi governi che si sono succeduti, indipendentemente dal colore politico, hanno incrementato il mercato introducendo nuovi giochi e consentendo la diffusione del gioco. Era un modo per incrementare le entrate. Spesso si trattava di una modalità utile a far fronte alle emergenze, come ad esempio raccogliere fondi per rispondere alle calamità naturali. Ora la politica si è ricreduta e ha cominciato a lavorare in direzione opposta, con l’obiettivo di ridurre il gioco d’azzardo.

Come si è evoluto il gioco d’azzardo?

Fino agli anni Novanta il problema era molto circoscritto, c’erano pochi giocatori e il rischio era più limitato, ma da quel momento è stata la politica ad incrementare le opportunità di gioco d’azzardo. Si è riusciti in questo modo a diffondere sul territorio gli strumenti per consentire alle persone di scommettere e di rischiare i propri risparmi con l’illusione di poter vincere del denaro e cambiare il proprio tenore di vita. Questo genere di attività ha cominciato a far parte della quotidianità di una sempre crescente parte della popolazione. Ciò ha portato molta gente al fallimento. Le persone hanno perso somme ingenti, hanno registrato delle vere e proprie patologie legate al gioco compulsivo ed è aumentata anche la spesa pubblica sanitaria per fornire cure e supporto alle vittime del gioco d’azzardo. Ora la situazione è diversa perché la società percepisce il rischio e sono i mezzi d’informazione a dedicare molto più spazio a questo fenomeno. Ciò ha convinto le istituzioni a fare marcia indietro e a limitare la diffusione dei vari giochi, ponendo delle regole.

Cosa fa la politica per contrastare il gioco d’azzardo?

L’elettorato ha cominciato a prestare particolare attenzione al tema del gioco d’azzardo e questo ha portato i politici a modificare il proprio atteggiamento, profondendo un maggiore impegno al contrasto dell’illegalità e soprattutto della diffusione dei vari giochi. La maggiore sensibilità ha consentito ai governi negli ultimi anni di concepire nuove norme, sia a livello nazionale sia a livello regionale. Prima vi erano proposte di legalizzazione del gioco d’azzardo online, l’introduzione dell’Eurojackpot e delle slot Vlt, mentre ora si interviene in direzione opposta. Nel 2012 c’è stata la svolta e sono cominciati a giungere i primi provvedimenti di stop. Meno licenze, più controlli e soprattutto minore presenza di slot all’interno dei locali. A convincere la politica ad agire in questo modo non sono stati soltanto gli elettori, ma anche alcuni scandali, come quello rappresentato dai gratta e vinci dedicati all’Abruzzo colpito dal terremoto. Il denaro raccolto non è mai arrivato nella regione. Inoltre una volta rientrata l’emergenza i giochi sono continuati. Lo stop al gioco d’azzardo non è comunque sufficiente, bisogna eliminare tali strumenti.

Il gioco d’azzardo è illegale o legale?

In Italia la legge dichiara il gioco d’azzardo illegale, ma vi è un’eccezione. Se si ha la licenza dello Stato si può svolgere tale attività. A occuparsi del controllo e del rilascio delle autorizzazioni è l’Azienda Autonoma Monopoli di Stato [1]. Ciò significa che se i soggetti che mettono a disposizione del pubblico slot machines, gratta e vinci e altri giochi dopo aver ottenuto la licenza statale non vi è illegalità. Le persone possono quindi scommettere e giocare senza incorrere in alcun tipo di sanzione, a patto che abbiano compiuto la maggiore età [2]. Sono queste le condizioni nel Paese, ma lo Stato è recentemente intervenuto per porre dei limiti sulla diffusione. Non cambiano in ogni modo al confine tra legalità e illegalità. Le organizzazioni criminali utilizzano questo genere di attività per riciclare il denaro sporco proveniente dai diversi traffici ed è certamente uno degli elementi da contrastare.

Quale interesse hanno le mafie sul gioco d’azzardo?

Non si tratta solamente di incamerare denaro dai giocatori, ma soprattutto di riciclare le somme ottenute con attività illegali. Un esempio concreto: grazie alle slot machines Vlt, diffuse nelle sale gioco e nei bingo, si può effettuare la partita inserendo direttamente le banconote, incluse quelle da 500 euro. In questo modo un trafficante di droga arriva e mette 5 mila euro all’interno della macchinetta, una volta fatte un paio di partite da 2 euro ciascuna preme un pulsante e l’apparecchio stampa un biglietto su cui è scritto ”hai vinto 4996 euro”. Il criminale prende la ricevuta e si reca alla Banca d’Italia che provvede ad accreditare la somma ”vinta” sul conto corrente del beneficiario. A quel punto il narcotrafficante si trova con denaro perfettamente pulito, legale. Il gioco d’azzardo ha permesso alla mafia di raggiungere il proprio scopo. Tale fatto è emerso da alcuni procedimenti giudiziari, ma la legge non ha potuto fare nulla contro tale azione. C’è tuttavia una speranza in più ora, perché recentemente il governo ha varato, con il supporto del Parlamento, una legge in materia.

Cosa ha fatto recentemente la politica?

C’è una nuova legge sul gioco d’azzardo, ma mancano i decreti attuativi da parte del Ministero dell’Economia, senza i quali non si può fare nulla. C’è comunque l’impostazione e quindi si è a buon punto. Le misure contenute nell’articolato riguardano in modo particolare la riduzione delle slot machines presenti sul mercato del 34%. Inoltre le slot machines Awp non riceveranno più le licenze e neppure il rinnovo delle stesse perché vengano sostituite con i modelli Awpr. Questi apparecchi offrono alcuni vantaggi per il controllo del gioco d’azzardo legale perché richiedono l’inserimento della tessera sanitaria per autorizzare il giocatore, la vincita massima è di 100 euro e la puntata minima è di 0,50 euro, mentre una partita dura tra i e i 7 secondi. Questo rappresenta l’inizio di un percorso che potrà intervenire a limitare il gioco d’azzardo.

Quali sono gli interessi sul gioco d’azzardo?

La politica attuata per molti anni dai vari governi per favorire il gioco d’azzardo è certamente stata dettata da forti interessi economici. Intanto perché il settore vede industrie che figurano tra le più potenti e importanti del Paese e poi perché esse sono in grado di finanziare progetti e anche di assumere i politici con stipendi di tutto riguardo. Basti pensare all’ex ministro Scotti che ha assunto la presidenza di Formula Bingo oppure all’ex ministro Fantozzi divenuto presidente di Sisal. Attualmente, con la nuova concezione del gioco d’azzardo da parte della popolazione è più difficile accettare finanziamenti oppure posti di lavoro per incrementare il giro d’affari delle industrie del settore. A questo proposito si è verificato un caso emblematico. Dopo aver operato nei governi Berlusconi e Monti, il sottosegretario Giorgetti ha ricevuto l’incarico dal premier Letta di occuparsi proprio del gioco d’azzardo. Ad un certo punto il politico ha ventilato la possibilità di dimettersi per diventare dirigente di Lottomatica. La pressione mediatica lo ha fatto tornare sui suoi passi. Prima era più semplice, mentre oggi questo tipo di passaggi incidono sull’immagine diffusa tra l’elettorato, quindi i partiti e i loro componenti sono meno avvezzi a tali tipologie di collaborazioni.

Chi si batte per contrastare il gioco d’azzardo?

A fare pressione sulla politica non ci sono solamente i mezzi d’informazione, o meglio questi danno spesso la voce a chi è attivo per ridurre i giochi e soprattutto i rischi connessi. In Italia ha assunto un ruolo importante la campagna ”Mettiamoci in gioco” promossa da 32 organizzazioni di rilievo nazionale che si sono unite per sensibilizzare le istituzioni. Anche per loro l’anno di svolta è stato il 2012, anno in cui è cambiato l’atteggiamento politico e molte delle istanze delle associazioni sono state accolte. Tra queste va citato il riconoscimento della ludopatia, la patologia legata al gioco, nei livelli essenziali di assistenza, in modo da dare un supporto alle vittime di tale malattia attraverso la sanità pubblica. Questo è possibile dal 2017. Un ulteriore successo per i vari enti impegnati nell’ambito è stato l’ottenimento di 50 milioni di euro destinati a progetti di contrasto al gioco d’azzardo. Inoltre è stato istituito, su spinta delle organizzazioni, un osservatorio ad hoc di cui è responsabile il Ministero della Salute.

Quali sono le altre richieste delle associazioni?

Le organizzazione attive contro il gioco d’azzardo hanno avanzato alla politica altre istanze, in particolare hanno sottoposto ai candidati alle elezioni politiche di marzo 2018 una serie di proposte. Tra le più importanti ci sono l’azzeramento della pubblicità, il taglio di almeno un terzo dell’offerta totale con la riduzione dei luoghi in cui è possibile giocare. Inoltre è stato chiesto di consentire alle Regioni e agli enti locali la regolamentazione di spazi e orari destinati ai giochi, in modo da porre dei limiti agli esercenti. Alcune delle proposte vanno nella direzione di modificare le normative vigenti, come ad esempio quella riferita alla pubblicità.

Come funziona la pubblicità per il gioco d’azzardo?

Attualmente i messaggi pubblicitari sono vietati all’interno dei programmi radiofonici, televisivi e teatrali visibili ai minori e lo stesso vale per i messaggi che invitano alla pratica del gioco d’azzardo posti in giornali e riviste oppure su internet a meno che non vi siano restrizione ai minori [3]. Nelle normative si cerca di tutelare chi non può usufruire di tali giochi per l’età, ma non vi è alcun divieto delle campagne pubblicitarie destinate agli adulti. Le sanzioni amministrative previste per le violazioni variano da 100 mila a 500 mila euro[4]. Le organizzazioni attive nel settore vogliono eliminare completamente qualsiasi forma di marketing per evitare la diffusione del fenomeno e in particolare delle tentazioni.

Chi deve vigilare sul gioco d’azzardo?

I controlli circa il rispetto delle normative vigenti spetta agli organi di polizia, che possono ispezionare i locali e, con l’ausilio dei tecnici, verificare il funzionamento dei macchinari come le slot machines. Spetta alle Forze dell’Ordine il compito di assicurare il rispetto della legge e quindi di intervenire, informando l’autorità giudiziaria, quando si accertano delle violazioni. Gli agenti devono innanzitutto controllare il possesso della licenza da parte dell’esercente, perché in assenza di tale autorizzazione il gioco d’azzardo viene praticato illegalmente.

Chi rilascia le licenze?

La legge vigente affida la mansione all’AAMS, l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, che si occupa della verifica dei requisiti, del rilascio delle licenze e anche del controllo. La vigilanza del mercato del gioco d’azzardo spetta proprio all’AAMS che deve monitorare le attività svolte dai soggetti che hanno ottenuto l’autorizzazione, casinò online compresi. Inoltre l’ente statale emette circolari dedicate alla regolamentazione delle attività delle imprese del settore, spiegando inoltre le modalità di attuazione delle normative, così da indicare ai gestori il comportamento da tenere con i diversi macchinari e giochi offerti al pubblico. Infine l’AAMS ha in mano la gestione diretta dei giochi proposti direttamente dallo Stato come il Lotto, il Superenalotto, il Gratta&Vinci, la Lotteria e i giochi online di competenza pubblica. L’Amministrazione fa capo all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato e garantisce la corretta attuazione delle disposizione di legge per i diversi giochi a premi statali o gestiti da privati in possesso della licenza.

Come si riconoscono i giochi d’azzardo?

Rientrano nella categoria tutte le attività basate unicamente sulla fortuna, quindi costituiscono gioco d’azzardo le slot machines, le roulettes, le lotterie, le scommesse, il poker e le tante attività del genere in cui si punta e si vince del denaro. Al tempo stesso è connesso un alto rischio di perdita. La disciplina statale ha istituito le licenze per impedire le infiltrazioni della criminalità organizzata, ma non cambia la natura dei giochi.

Cosa rischia chi agisce senza licenza?

Chi pratica il gioco d’azzardo illegale commette un reato e viene punito secondo il codice penale italiano. Chi svolge tale attività in un luogo pubblico o con accesso consentito al pubblico può essere arrestato, da tre mesi a un anno, e sanzionato con una multa di almeno 206 euro[5]. Chi non gestisce il gioco ma ne prende parte può subire un arresto fino a sei mesi oppure viene sanzionato con un ammenda fino a 516 euro[6]. Viene tenuto presente, secondo la legge penale, anche il fine lucrativo della pratica del gioco d’azzardo. Un aspetto che lo definisce e ne determina la punizione. Bisogna quindi accertarsi sempre che sia messa in evidenza la licenza AAMS quando si decide di giocare, anche nei casinò online, altrimenti oltre a rischiare di perdere il denaro si può subire un arresto.

note

[1] Legge numero 266 del 2005 (commi 525 e seguenti dell’articolo 1 della Legge finanziaria del 2005)
[2] Legge numero 111 del 2011
[3] Piano d’azione nazionale, decreto attuativo della Legge numero 189 del 2012.
[4] Commi 4 e 4bis dell’articolo 7 del Piano d’attuazione nazionale
[5] Articolo 718 del Codice Penale
[6] Articolo 720 del Codice Penale


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