HOME Articoli

Lo sai che? Investimenti sospetti: come non perdere soldi

Lo sai che? Pubblicato il 23 maggio 2018

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 23 maggio 2018

Con la complicità della cristi economica sono molte le persone che cercano l’occasione per guadagnare soldi e vengono attirate da fantomatiche società che propongono investimenti sospetti con guadagni che spesso si trasformano in perdite.

Spesso le banche non soddisfano le esigenze dei clienti e riducono gli interessi riconosciuti sui depositi, ma ciò non significa che bisogna lasciarsi attirare dagli operatori online che promettono grandi e facili guadagni. In particolare l’avvento delle criptovalute ha fatto crescere i siti internet dedicati al trading, ma i mirabolanti profitti non arrivano, mentre si presenta un’unica certezza: la perdita del capitale da parte dell’investitore. Le società che si propongono sono in cerca di allodole, perché non spiegano i meccanismi adottati e nascondono le regole, in modo da tenersi il denaro anche nel caso in cui vi siano dei profitti. Va sottolineato in ogni caso che i soldi facili non esistono. Tutti lo sanno, ma quando la necessità si combina con la scarsa conoscenza delle nuove tecnologie o di alcuni settori economici si può cadere nella trappola. Oltre alla Borsa e agli scambi tradizionali vengono proposte operazioni con moneta digitale, con diamanti e addirittura con piantagioni di bambù. In effetti su tutti i prodotti si possono puntare soldi e ricavare guadagni, ma non ci si può improvvisare e neppure fidare di broker senza scrupoli che approfittano della fiducia delle persone per arricchirsi e scomparire con i soldi altrui. Investimenti sospetti: come non perdere soldi. Con molta attenzione e qualche accorgimento si possono evitare le truffe e preservare il capitale dai rischi.

Come funzionano gli investimenti sospetti?

Riconoscere le proposte truffaldine risulta difficile, perché chi offre tali sistemi per fare profitto studia la psicologia della gente e sa bene come operare nascondendo gli elementi che possono far sorgere dei dubbi agli investitori. Ogni sito internet e società usa i suoi metodi, ma per comprendere meglio il meccanismo che si può incontrare con gli investimenti sospetti si può usare come esempio una storia reale, accaduta a una persona che ha deciso di affidarsi alle criptovalute per guadagnare del denaro. Di casi come questo ce ne sono molti. Individuata una delle tante società di trading il malcapitato inizia a operare nel mercato. Versa una somma modesta e rapidamente arrivano i primi guadagni. Si convince così a proseguire nell’investimento e versa altro denaro: 10 mila euro. Acquista Bitcoin e riceve da parte del broker la richiesta di inviare altri liquidi per coprire un calo improvviso sull’indice della Borsa tedesca. Sostengono che si tratti di un periodo limitato. Nonostante i primi dubbi, forte del fatto che il conto di trading aveva un saldo decisamente positivo l’investitore ha acconsentito. Il recupero previsto e ventilato è avvenuto e a quel punto il profitto ammontava a 17 mila euro. In base al regolamento noto e a quanto concordato con l’operatore il risparmiatore decide di effettuare un prelievo di 15 mila euro. Viene però consigliato di non disinvestire perché lasciando intatta la cifra presente sul conto ha l’opportunità di aumentare ulteriormente il profitto. In questo caso non si lascia convincere. A quel punto si attiva la strategia della società. Il conto viene chiuso e il cliente riceve un’email con la richiesta di una commissione pari a 4.720 euro. Deve versare la differenza con un bonifico. Il capitale è perso e i costi ulteriori sono elevati. Gli investimenti sospetti si rivelano delle vere e proprie truffe da cui non si esce mai bene.

Conviene investire in criptovalute?

Certamente la truffa viene fatta dalle persone e quindi sono le società a operare gli investimenti sospetti, ma il prodotto offerto non è più affidabile. Le monete digitali, Bitcoin e le altre valute virtuali presenti sul mercato, si basano su codici informatici e questo significa che sono strumenti volatili, non protetti dalle banche centrali e dai governi, quindi da un momento all’altro, senza preavviso, il prezzo può crollare. Ecco perché questo tipo di strumento finanziario costituisce una bolla. La produzione di nuove criptomonete non si arresta perché c’è la moda di investire e quindi continuano a girare i capitali, ma non c’è alcuna garanzia su ciò che può accadere in tempi brevi. Recentemente si è affacciata sul panorama del trading OneCoin, un’alternativa alla più famosa criptovaluta Bitcoin. Ad accorgersi degli investimenti sospetti è stata l’Antitrust che ha emesso una sanzione per una somma di circa 2,5 milioni di euro alla società che ha creato la moneta virtuale. A far scattare l’allarme è stato il meccanismo adottato. Gli operatori promettevano guadagni da capogiro e una formazione per operare all’interno della Borsa, ma in realtà i profitti venivano pagati con i soldi dei nuovi iscritti al trading. Insomma i profitti non esistevano e probabilmente neppure la moneta digitale, stando a quanto dichiarato dai funzionari dell’autorità di vigilanza.

Ci sono piattaforme di trading sicure?

Le occasioni di investimento nel mondo reale e in internet non mancano, ma il problema non sono i canali, bensì i metodi. Ad esempio la piattaforma 24Option avanzava la promessa di poter guadagnare 5 mila euro in pochi minuti utilizzando le opzioni binarie. A dover far scattare il dubbio che siano investimenti sospetti sono proprio le affermazioni circa l’enorme e immediato profitto, ma il desiderio di riuscire a far soldi è certamente il punto debole su cui fanno leva le varie società di trading. In questo caso va spiegato che le opzioni binarie prevedono che l’investitore scommetta sul valore di un’azione. Si deve stabilire il prezzo che riuscirà a raggiungere in un lasso di tempo di pochi minuti, puntando così sul ribasso o sul rialzo. Inevitabilmente si ha un’alta percentuale di possibilità di perdere tutto. Secondo una ricerca della Consob della Francia condotta su 15 mila piccoli investitori , il 90% dei risparmiatori ha perso l’intero capitale messo a disposizione per le operazioni con le opzioni binarie in 12 mesi. Mediamente gli investimenti ammontano a 10 mila euro, quindi le somme ricavate da tali società sono ingenti e va considerato che in molti casi tali operatori non hanno nessuna autorizzazione a svolgere tale attività sul mercato. I broker con regolare licenza sono presenti nelle liste ufficiali della Consob consultabili sul sito internet ufficiale dell’ente. Meglio quindi verificare prima di lasciarsi tentare dagli investimenti sospetti.

Ci si può fidare dei siti stranieri?

Non fa differenza la nazionalità della società, anzi chi opera dall’estero viene spesso salvato dai provvedimenti delle autorità perché la sede legale si trova in uno Stato con una legislazione debole da questo punto di vista. Spesso le piattaforme straniere offrono diverse forme di investimento come il forex che agisce sul cambio tra dollaro ed euro oppure nel rapporto tra diverse valute. In questo caso si punta sull’aumento o sulla diminuzione del prezzo di scambio tra le due monete prese in esame, quindi il meccanismo non cambia rispetto alle opzioni binarie applicate alle azioni presenti nella Borsa.

Cosa si nasconde dietro agli investimenti sospetti?

Ogni piattaforma avanza delle proposte differenti e opera in modo creativo per evitare che i potenziali investitori possano accorgersi dell’inganno, tuttavia per comprendere ciò che generalmente accade può essere utile presentare un esempio che prende spunto dalla realtà. Se si ipotizza di disporre di un capitale di 10 mila euro da affidare alla piattaforma scelta, in occasione del primo contatto e quindi dell’apertura del conto gli operatori della società chiedono di versarne solamente 500. Significa pagare il 5% della somma totale da investire. Nel caso in cui vi sia un guadagno del 2,5% si prendono 250 euro. Ciò avviene perché il calcolo non viene fatto su quanto effettivamente depositato, ma sul totale che si è stabilito di affidare alla società, quindi 10 mila euro. Ovviamente l’impressione è quella di aver incassato il 50% di profitto. Se però si perde, con lo stesso metodo, si vedono andare in fumo 250 euro. Nel momento in cui si raggiunge una perdita del 70% la società avanza la richiesta di ripianamento con la minaccia di escludere il risparmiatore dal mercato. In questo modo si consolida il passivo e si è costretti a versare altro denaro. Questo metodo porta ad un circolo vizioso che permette all’operatore finanziario di guadagnare e all’investitore di perdere il proprio capitale. Viene applicato lo stesso meccanismo anche proponendo l’acquisto di azioni. Se si vogliono evitare gli investimenti sospetti e puntare su titoli azionari o obbligazionari basta rivolgersi alla propria banca e aprire un conto deposito. Nel caso non si ritenga l’istituto di credito presso cui si ha un conto corrente sufficientemente conveniente, si può fare un confronto tra i conti deposito delle diverse banche, legali e autorizzate, e scegliere la proposta maggiormente redditizia.

Ci sono altri casi di investimenti sospetti?

La storia è ricca di situazioni di truffa ai danni dei risparmiatori desiderosi di far crescere il capitale a propria disposizione. Negli anni Ottanta c’era un gioco che si chiamava ”areoplano”. Veniva promesso a chi avesse versato un milione di lire di guadagnarne un altro, a patto che avesse trovato un altro ”passeggero”. Il meccanismo era semplice: la persona nuova versava l’importo che andava a coprire gli interessi da riconoscere agli altri componenti del gruppo. Ovviamente calando il numero di iscritti veniva meno la possibilità di avere il profitto e il sistema, sempre truffaldino, collassava. Questo significa ancora una volta che i soldi facili non esistono e per guadagnare cifre elevate ci vuole molto tempo.

Si è salvi se si investe in altri settori?

Le piattaforme di trading non sono le uniche a offrire investimenti sospetti. Non si tratta dell’oggetto, bensì del meccanismo adottato che non si riferisce a un reale impegno negli scambi, ma solamente a un tentativo di recuperare denaro da chi cade nella trappola convinto dalle promesse inconsistenti. Tutto inizia quando il risparmiatore visita una piattaforma e lascia il proprio indirizzo di posta elettronica. A questo punto riceve delle newsletter in cui si invita, in modo accattivante, il lettore ad acquistare un certo prodotto finanziario. Semplicemente chi possiede delle azioni cerca di convincere altri a comprare così da far salire il prezzo. Poi improvvisamente il valore scende in picchiata e chi non ha venduto prima perde tutto. Non funziona solo con il trading online. Un esempio eclatante è Terre rare, una sedicente società che si occupava di estrazioni in terre definite rare, proprio per far venire in mente luoghi esotici in cui sembra facile fare profitto con le più disparate attività. Si trattava di ricavare sostanze chimiche particolari da alcuni minerali. Il valore delle azioni continuava a salire fino a quando non è diventata di pubblico dominio la notizia che la medesima sostanza non si trovava solo in alcuni piccoli e lontani territori, ma in molte parti del mondo. Non sono mancate le offerte di investimento con piantagioni di bambù e allevamenti di lombrichi. Ovviamente le attività imprenditoriali racchiudono dei rischi e soprattutto devono essere gestite da persone competenti per poter affrontare con successo le sfide. Affidare denaro per sostenere un’impresa senza conoscere i dettagli significa spesso mettersi nelle mani di persone interessate solamente a prendere il denaro dei risparmiatori.

Ci si può fidare delle banche?

Le banche, quelle note e autorizzate dagli organismi di controllo, sono certamente più affidabili rispetto alle fantomatiche società di trading di cui non si conosce nulla, ma non bisogna mai abbassare la guardia. Qualche anno fa c’erano sportelli bancari che offrivano diamanti come investimento. Mostravano grafici con il valore in continua crescita, ma i prezzi erano gonfiati e i risultati non sono certo stati quelli attesi. A indagare sono stati l’Antitrust, la Consob e la Guardia di Finanza e alla fine sono state emesse sanzioni per oltre 15 milioni di euro nei confronti di Unicredit, Intesa Sanpaolo, Monte dei Paschi di Siena e di un paio di società operanti nel settore delle pietre preziose.

Come si possono evitare le truffe?

Per non incorrere nei rischi dei finanziamenti sospetti è meglio diffidare di qualsiasi promessa di guadagni strabilianti e veloci. Inoltre se non si vogliono correre rischi non si devono mai acquistare titoli azionari perché l’andamento del mercato non riserva alcuna garanzia. Se non si hanno competenze specifiche in materia di investimenti o di speculazioni finanziarie è saggio tenersi lontani da determinate proposte. Lo stesso vale per il trading con forex, cfd e opzioni binarie. Non sono delle truffe le operazioni, ma bisogna sapere come agire in Borsa, altrimenti è scontato perdere i soldi. Nella scelta di un broker è bene prestare attenzione al possesso delle autorizzazioni, generalmente viene mostrato il numero della licenza rilasciata dalla Consob, sul cui sito si possono raccogliere informazioni circa le società operanti legalmente. Se si leggono i giornali si può facilmente intendere quale sia l’andamento generale dei mercati e dei rendimenti, quindi chi si discosta troppo da tali parametri cercando di convincere che si possano avere ricavi molto più alti rispetti a quelli riservati dalle banche non fa altro che mettere in atto un tentativo di impossessarsi del capitale altrui. Se si dovesse decidere di fare investimenti rischiosi è meglio destinare una somma che ci si può permettere di perdere, in modo tale che all’andamento negativo del mercato non ci si ritrovi costretti a vendere la casa o peggio per ripianare i debiti. Gli investimenti sospetti si trovano ovunque, non bisogna mai accettare una proposta se non si hanno tutte le informazioni nel dettaglio.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI