Diritto e Fisco | Editoriale

Quando denunciare la moglie

24 maggio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 maggio 2018



Anche le mogli possono commettere reato, sia nei confronti dei figli che del marito: quando e come sporgere querela.

Quante volte moglie e marito litigano per delle banalità e poi sorvolano su condotte che effettivamente meriterebbero di essere addirittura denunciate all’autorità giudiziaria competente. Tua moglie non lava, non cucina e si disinteressa di te tanto da non farti trovare neanche una camicia stirata? Oppure hai scoperto che era già sposata con un altro uomo e te lo aveva nascosto? O ancora, dopo un forte litigio, ha portato via con sé vostro figlio e ti impedisce di vederlo o esagera nel picchiarlo? In tutti questi casi tua moglie ha commesso un reato perseguibile penalmente, che ti consente di denunciarla all’autorità giudiziaria. Andiamo con ordine e vediamo quando denunciare la moglie.

Maltrattamenti in famiglia

Quando sentiamo parlare di maltrattamenti in famiglia, siamo abituati a pensare al marito che picchia la moglie ed, invece, è possibile che sia anche la donna a maltrattare il suo uomo, insultandolo, trascurandolo o, addirittura, negandogli l’accesso alla camera da letto. Insomma tua moglie non pulisce, non stira e non ti prepara nemmeno il pranzo? A quanto pare puoi denunciarla per il reato di maltrattamenti in famiglia [1].

Naturalmente non è possibile mai generalizzare o banalizzare il concetto, correndo dai carabinieri a denunciare la propria moglie perché magari, a seguito di un litigio, ha deciso di lasciarvi senza cena o perché, per ragioni legate al suo lavoro, non ha neanche il tempo di preparare un pasto o di stirare le vostre camicie. È evidente che la condotta della moglie, al pari di quella del marito, può integrare il reato di maltrattamenti solo se la sua incuria risponde alle caratteristiche specifiche indicate dalla norma penale.

Il reato di maltrattamenti in famiglia si realizza quando un soggetto maltratta:

  • una persona di famiglia o comunque convivente;
  • ovvero una persona sottoposta alla sua autorità o a lui affidata per ragioni di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia o per l’esercizio di una professione o di un’arte.

La moglie che maltratta il marito (persona di famiglia), sarà punita (al pari dell’uomo) con la reclusione da due a sei anni. Ma in cosa consistono questi maltrattamenti?

Abbiamo fatto l’esempio di una moglie che non si prende cura della casa e degli affetti ma in modo un po’ più preciso possiamo chiarire che potrà essere processata per maltrattamenti quella donna che compie varie azioni o omissioni (cioè mancanze), realizzate reiteratamente, in più momenti, e tali da causare al marito sofferenze fisiche e/o morali, con l’intento e la volontà di ferirlo (ovvero di lederne l’integrità fisica, morale o patrimoniale). I fatti indicati devono portano ad uno stato di avvilimento e rendere la relazione dolorosa al punto da degenerare.

Allo stesso modo potrà integrare il delitto di maltrattamenti in famiglia la moglie che ha, nei confronti del figlio minorenne, un comportamento iperprotettivo, tale da incidere negativamente sul suo sviluppo psicofisico. Si tratta, ad esempio, della mamma che impedisce al bambino di avere rapporti con i coetanei, in tal modo escludendolo dalle attività sociali, o la donna che parla sempre male del padre a suo figlio. Ma, quindi, quando denunciare la moglie? Sicuramente quando sembra che il suo comportamento possa integrare il delitto di maltrattamenti nei confronti del marito o del figlio, ma non solo. Vediamo in quali altri casi.

Abuso dei mezzi di correzione o disciplina

Chiunque abusa dei mezzi di correzione o di disciplina in danno di una persona sottoposta alla sua autorità, se dal fatto deriva il pericolo di una malattia nel corpo o nella mente, è punito con la reclusione fino a sei mesi [2]. Ma cosa significa? Che se tua moglie utilizza, ripetutamente (anche se per un fine educativo), dei metodi poco ortodossi nei confronti di vostro figlio, potrai denunciarla per il reato di abuso dei mezzi di correzione o disciplina. Anche in questo caso, naturalmente, bisogna fare attenzione a sporgere querela quando è davvero necessario per evitare di incorrere nel più grave reato di calunnia. Certamente, infatti, non basterà uno schiaffo al figlio o un comportamento particolarmente severo (magari giustificato dal fatto che il bambino è terribile) a determinare la punibilità di una madre. Esempi di abusi possono essere quelli che commette la moglie che, per punire il figlio, utilizza una cinghia o lo chiude in camera per giorni senza cibo.

 Violazione degli obblighi di assistenza familiare

La moglie che abbandonando l’abitazione familiare o comportandosi in modo contrario alla morale delle famiglie, si sottrae agli obblighi di assistenza inerenti al suo essere madre (ovvero alla sua responsabilità genitoriale), è punita con la reclusione fino ad un anno o con la multa da 103 a 1.302 euro [3]. Ebbene sì, non solo i mariti possono abbandonare il domicilio domestico e devono assumersene la responsabilità sia civile che penale: possono farlo (con le stesse conseguenze) anche le mogli. E la pena, naturalmente, sarà la stessa: i diritti, i doveri e le responsabilità sono uguali sia per i mariti che per le mogli.

La bigamia

Certe cose non accadono soltanto in televisione ma possono capitare anche nella realtà. Se, dopo vari mesi di matrimonio, scopri che tua moglie era già sposata con un altro uomo, sappi che puoi denunciarla per il reato di bigamia [4]. La pena prevista per la bigamia è la reclusione da uno a cinque anni e, inoltre, è aumentata se il colpevole ha indotto in errore la persona con la quale ha contratto matrimonio, fingendo di essere libera (e non già coniugata).

Induzione al matrimonio mediante inganno

Le ipotesi in cui è possibile denunciare la moglie sono molteplici: se, infatti, tua moglie ti ha convinto a sposarla con mezzi fraudolenti, nascondendo l’esistenza di un impedimento (diverso da un precedente matrimonio), è punita, se il matrimonio è annullato a causa dell’impedimento occultato, con la reclusione fino ad un anno o con la multa da 206 a 1.032 euro [5]. Ai fini della configurabilità di questo reato non basta il mero silenzio (cioè il caso in cui, ad esempio, la moglie non dica di essere sterile) ma è necessario un comportamento positivo di inganno (che, ad esempio, la moglie falsifichi un test sulla sua fertilità).

note

[1] Art. 572 cod. pen.

[2] Art. 571 cod. pen.

[3] Art. 570 cod. pen.

[4] Art. 556 cod. pen.

[5] Art. 558 cod. pen.

 


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2 Commenti

  1. vi siete dimenticati la sottrazione di minore che si applica anche al genitore che sottrae i figli all’altro.
    C’è gente che uccide e/o si suicida per tale motivo

  2. mia moglie non vuole dormire con me e da 18 anni che dormo sul divano e 4 anni che non a rapporti intimo con me oltre che malumori ogni giorno ed offese sia a me che a mio figlio

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