Diritto e Fisco | Editoriale

Ispezioni sul lavoro

24 maggio 2018


Ispezioni sul lavoro

> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 maggio 2018



La violazione dei diritti dei lavoratori avviene quotidianamente e colpisce la salute, la sicurezza e la vita dei dipendenti. Le ispezioni sul lavoro possono fare molto per tutelare l’incolumità delle persone.

Spesso ci capita di leggere notizie che riguardano posti di lavoro insalubri, o datori di lavoro che trattano i loro dipendenti ai limiti della dignità umana. Quasi ogni giorno salta fuori qualche news inerente a braccianti sottopagati (ad esempio il fenomeno del caporalato), o ad operai che mettono in pericolo la propria vita svolgendo l’attività lavorative senza adeguati sistemi di sicurezza. Come se non bastasse le c.d. “morti bianche” ci ricordano come sia importante garantire posti di lavoro sicuri ed idonei: non è bello andare a guadagnare il salario e trovarsi coinvolti in un incidente.
Per prevenire queste situazioni esiste un organo, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, deputato ad eseguire controlli all’interno degli ambienti destinati ad attività lavorativa. L’Ispettorato (o INL) è formato da ufficiali di polizia giudiziaria a cui spettano una serie di poteri finalizzati a punire chi non rispetta le leggi in materia lavorativa. I controlli avvengono seguendo specifiche procedure, ma cosa sono e come funzionano le ispezioni sul lavoro?

Cosa sono le ispezioni sul lavoro

Fino a qualche anno fa responsabili delle attività di controllo degli ambienti di lavoro erano le Direzioni Interregionali e Territoriali del Lavoro: a partire dal 2017 questi organi sono stati riuniti in una sola agenzia, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro che ha assorbito compiti e competenze delle DIL e delle DTL. In pillole, le ispezioni sul lavoro sono delle attività svolte da specifici organi il cui scopo è quello di verificare che il datore rispetti le normative che riguardano l’ambito lavorativo. L’ispezione può avvenire per iniziativa degli organi competenti, o previa segnalazione, ma in qualsiasi caso l’Ispettorato svolge una serie di funzioni che non si esauriscono solo nel controllo di imprese e locali commerciali.
All’Ispettorato spettano una serie di poteri che, sinteticamente, riguardano tutto ciò che è materia del diritto del lavoro, per cui l’organo:

  • vigila sull’applicazione delle leggi in materia di lavoro, di assicurazione obbligatoria, di contribuzione, di previdenza, di infortuni e malattie professionali, di legislazione sociale, di tutela della salute e sicurezza sui posti di lavoro;
  • emana circolari che servono a chiarire eventuali comportamenti e sanzioni da applicare a seguito dell’accertamento di comportamenti non conformi con la legge in vigore;
  • definisce gli obiettivi da raggiungere con le verifiche e le modalità con cui queste dovranno attuarsi;
  • si occupa di istruire il personale ispettivo che appartiene ad organi come INPS, INAIL, ASP, ARPA, ecc.;
  • promuove attività di prevenzione e promozione della legalità per contrastare il lavoro nero e quello irregolare.

L’Ispettorato, nell’esercizio dei suoi poteri, deve conformarsi alle direttive stabilite annualmente dal Ministero del Lavoro e, in molte occasioni, coordina il proprio modo di lavorare anche con gli ispettori appartenenti ad altri organi amministrativi, in maniera tale da assicurare interventi uniformi ed efficaci.
In parole povere, gli ispettori del lavoro che entrano in un’azienda possono verificare se:

  • il datore di lavoro ha regolarmente assunto i propri dipendenti con contratto;
  • gli ambienti sono igienici e dotati di sistemi di sicurezza per il corretto funzionamento degli impianti elettrici;
  • vengono attuati comportamenti discriminatori nei confronti di più persone;
  • i macchinari funzionano correttamente e sono soggetti a frequente manutenzione;
  • gli operai sono forniti di abbigliamento adeguato e conforme alla legge (caschi, scarpe antinfortunistiche, ecc.);
  • viene rispettato l’orario di lavoro da parte del datore, con permessi e straordinari retribuiti

e molto altro ancora.I membri appartenenti all’Ispettorato sono ufficiali di Polizia Giudiziaria e, a seconda dell’ambito in cui essi operano, possono far parte delle Forze dell’Ordine o di alcune Pubbliche Amministrazioni. Ad esempio, gli ispettori che verificano la regolarità dei rapporti di lavoro (contratti, contributi, assistenza, previdenza, ecc.) sono membri della Guardia di Finanza, dei Carabinieri o della Polizia, a differenza di quelli specializzati in materia di sicurezza che possono lavorare alle dipendenze delle ASL, dell’INPS o dell’INAIL.

Quando avviene un’ispezione sul lavoro

L’ispezione sul lavoro può avvenire su iniziativa dell’ufficio ispettivo o per il tramite di una segnalazione. Di solito la segnalazione non è altro che una richiesta di intervento, magari avanzata da un lavoratore o dall’organizzazione sindacale che lo rappresenta. Generalmente si interviene quando si ha il fondato sospetto che il datore di lavoro non rispetti una o più regole inerenti al diritto del lavoro: Tizio, imprenditore edile, lascia che i propri operai lavorino senza casco e senza le attrezzature adeguate per la prevenzione degli infortuni. Caia, titolare di un’impresa agricola, fa lavorare i braccianti per 14 ore al giorno, dall’alba al tramonto, senza pagare gli straordinari e senza garantire momenti di pausa. Mevio, proprietario di un negozio, ha assunto a nero tutti i commessi, che vengono retribuiti in contanti mese dopo mese, senza contributi nè assicurazioni. E così via. Gli esempi sono sotto gli occhi di tutti, ma ciascuna ispezione avviene secondo una specifica prassi.

Ad esempio, se gli ispettori ricevono una segnalazione, prima di avviare un’ispezione è necessario procedere con la conciliazione monocratica qualora ne sussistano i presupposti. Si tratta di un tentativo di conciliazione che vede come controparti il lavoratore ed il suo datore, ed ha come vantaggi la tutela dei diritti del primo e l’azzeramento delle sanzioni per il secondo. Le ipotesi in cui si potrebbe procedere con la conciliazione riguardano quei casi che hanno natura patrimoniale, come contributi non versati, busta paga non idonea, ecc. Non si procede al tentativo di conciliazione se la richiesta di intervento coinvolge casi ben più gravi che sfiorano l’ambito penale o quello amministrativo. Fra i tanti, l’ispezione è immediata se la situazione:

  • ha rilevanza penale. Uno dei tanti casi oggetto di cronaca è la riduzione in schiavitù di specifiche categorie di lavoratori costretti a svolgere attività estenuanti con retribuzioni ridotte al minimo;
  • interessa altri lavoratori oltre a colui che denuncia;
  • riguardano fenomeni di elusione particolarmente diffusi sul territorio di riferimento. Per fare un esempio si potrebbe parlare di lavoratori assunti per un tipo di lavoro ma che, in realtà, svolgono attività del tutto differenti;
  • hanno ad oggetto esclusivamente profili di natura contributiva, previdenziale ed assicurativa. È facile intuire come in questo caso l’ispezione sia finalizzata ad accertare che il datore di lavoro versi regolarmente i contributi a favore dei propri dipendenti.

L’Ispettorato prende in considerazione le denunce che siano adeguatamente documentate e che non giungano in maniera anonima al proprio ufficio. È vero, spesso si ha paura delle ripercussioni che si potrebbero subire da parte del proprio datore a seguito di una segnalazione, ma si tratta di questioni di correttezza e trasparenza che sono alla base del modus operandi degli ispettori. Tuttavia, se i fatti sono attendibili e la denuncia riguarda gravi ipotesi, potrebbe succedere che l’ispezione avvenga anche previa segnalazione anonima.
Una volta ricevuta la richiesta ispettiva, l’organo non è obbligato ad effettuare la verifica [1] a meno che i fatti denunciati abbiano natura penale e:

  • siano oggettivamente attendibili;
  • possano essere provati [2].

Se sussistono questi requisiti, è molto probabile che l’istanza non viene archiviata e sia presa in considerazione dagli organi competenti. Ovviamente, si considerano richieste di intervento le denunce:

  • che provengono direttamente dal lavoratore interessato che si rivolge al personale ispettivo di turno;
  • pervenute per posta o per via telematica, e che contengono i dati identificativi del denunciante. È necessario che denunciante e soggetto che subisce l’irregolarità coincidano, a meno che non si tratti di ipotesi che coinvolgono più lavoratori;
  • delegate dall’autorità giudiziaria, cioè arrivate per mezzo di denuncia alla Polizia, ai Carabinieri o alla Guardia di Finanza;
  • presentate dalle organizzazioni sindacali preposti alla tutela dei lavoratori.

Le richieste di intervento devono descrivere in maniera dettagliata l’irregolarità subita, anche attraverso l’indicazione o l’allegazione dei documenti che possono provare la violazione della norma.

Come avviene un’ispezione sul lavoro

Gli accertamenti ispettivi di solito devono avvenire in tempi relativamente brevi, ossia a seconda della complessità dell’indagine, del tipo di azienda e del soggetto che subisce la verifica. L’ispezione sul lavoro, in sintesi, consiste nell’acquisire una serie di informazioni e di documentazioni che vengono annotate su un verbale: si parte con l’identificazione delle persone presenti (datore di lavoro e lavoratori) al momento della verifica, per giungere alla raccolta delle dichiarazioni fornite da ciascuna di essi ed all’esame della documentazione che si trova in azienda. Gli ispettori descriveranno quello che avranno modo di accertare attraverso l’ispezione, in riferimento quindi a come lavorano i dipendenti, ai protocolli di sicurezza adottati (vie di fuga, estintori, impianti antincendio, ecc.), alle condizioni igienico sanitarie nei locali adibiti al lavoro. Ovviamente, se la verifica avviene a seguito di una richiesta di ispezione avanzata da uno o più lavoratori, gli ispettori indirizzeranno la propria attività al fine di constatare condotte penalmente rilevabili, magari raccogliendo le testimonianze da parte dei presenti.

Il personale ispettivo, prima di eseguire un’ispezione, ha l’obbligo di raccogliere quante più informazioni possibili utili per l’accesso: consulta le banche dati INPS ed INAIL, le documentazioni in possesso dell’ASL, le varie certificazioni rilasciate dalle pubbliche amministrazioni per particolari attività lavorative. Una volta acquisiti tutti i dati necessari, si potrà procedere con la prima ispezione. In questa circostanza può capitare che:

  • gli ispettori non ravvisano alcun tipo di irregolarità (ad esempio hanno constatato che il numero di lavoratori dichiarati all’INPS corrisponde con quanto è stato constatato in azienda). La verifica si conclude senza ulteriori accertamenti;
  • durante l’ispezione risulta assente il datore di lavoro o il suo rappresentante. In questo caso, previo avviso del datore, è possibile che gli ispettori attendano l’arrivo dei responsabili per avviare le verifiche. Se il datore di lavoro pone in essere un comportamento ingiustificato (ritarda volutamente), gli ispettori proseguiranno con l’ispezione;
  • si riscontrino delle violazioni, che saranno messe a verbale e diventeranno oggetto di specifiche procedure a carico del datore di lavoro. Per cui, a seconda dell’irregolarità, si intenteranno procedimenti penali o amministrativi.

Comunque sia gli ispettori, una volta giunti sul posto di lavoro, identificheranno i lavoratori e raccoglieranno le loro dichiarazioni, considerando che, non essendo previsto l’avviso circa l’ispezione imminente, le persone saranno colte di sorpresa. Poiché l’ispezione deve essere tempestiva, tutta l’attività deve avvenire in maniera tale da garantire il buon esito della stessa.
L’attività di ispezione viene svolta seguendo particolari regole che garantiscono il rispetto del personale lavorativo presente nell’azienda e la trasparenza dell’attività svolta dagli ispettori [3]. Per cui:

  • i controlli devono essere uniformi ed orientati al trattamento paritario dei datori di lavoro sottoposti ad ispezione;
  • l’attività di verifica deve essere obiettiva ed efficiente.

Gli ispettori, una volta entrati in azienda, devono qualificarsi mostrando la tessera di riconoscimento sia al datore di lavoro, sia a tutti coloro che parteciperanno all’ispezione (quindi il personale lavorativo presente in quel momento). Se l’ispettore non si qualifica, il datore di lavoro ha tutto il diritto di opporsi all’ispezione.
L’ispezione deve svolgersi in maniera tale da arrecare il minimo disturbo allo svolgimento dell’attività lavorativa: la raccolta delle informazioni, delle documentazioni e delle dichiarazioni non deve in alcun modo impedire la prosecuzione del lavoro. Gli ispettori possono visitare tutti i locali dell’azienda, incluse le pertinenze, e possono farlo in qualsiasi ora del giorno o della notte. Essi hanno la facoltà di ispezionare cantieri edili, laboratori, imprese artigiane, eventuali refettori, mense e dormitori annessi all’azienda.
Gli unici locali che non possono essere ispezionati sono quelli che non siano riconducibili direttamente o indirettamente all’attività lavorativa (l’appartamento del datore di lavoro posto al piano di sopra dei magazzini riservati all’azienda non può essere ispezionato). Ma se gli ispettori hanno il fondato sospetto che tali luoghi hanno a che fare con l’azienda possono provvedere all’ispezione (un garage apparentemente non utilizzato potrebbe nascondere del materiale non conforme alla legge adoperato per le costruzioni edili).
Una volta giunti in azienda, gli ispettori devono:

  • informare il datore di lavoro che ha il diritto di farsi assistere da un professionista durante tutto l’accertamento. Non è obbligatoria la presenza di un avvocato, ma si tratta di un’opportunità riconosciuta al datore;
  • fornire al datore di lavoro tutte le indicazioni utili sulla corretta applicazione delle norme in materia di lavoro, dando chiarimenti ogni qualvolta vengono poste delle domande.

Può capitare che gli ispettori, durante le verifiche, vengano a conoscenza di quei segreti aziendali che sono alla base del successo di quell’azienda. Il segreto industriale è ampiamente tutelato dalla legge ed i funzionari deputati all’ispezione hanno l’obbligo di mantenere il segreto.

Che cos’è la conciliazione monocratica

La conciliazione monocratica è una procedura prevista per tutte quelle volte in cui è possibile risolvere una controversia, di natura patrimoniale, che vede come protagonisti il lavoratore ed il datore. Se a seguito del tentativo di conciliazione non si dovesse giungere ad un’accordo, è possibile procedere con un’ispezione sul lavoro per accertare i fatti contestati. Scopo della procedura è di evitare le verifiche per quelle situazioni che non presentano una certa gravità, consentendo al lavoratore di vedersi riconosciuti i propri diritti ed al datore di evitare il pagamento di specifiche sanzione.
L’organo competente per la risoluzione della controversia è l’Ufficio di Ispettorato Territoriale del Lavoro che ha sede nel luogo dove è ubicata l’azienda: il funzionario preposto può dare avvio alla procedura dopo aver analizzato e ritenuta fondata la richiesta delle parti. Costoro possono farsi assistere da un professionista o da un sindacalista e raggiungere un accordo che preveda il versamento delle somme e dei contributi accordati durante il procedimento. Se l’accordo non viene raggiunto, è possibile che si proceda con un’ispezione.

note

[1] Art. 2 L. n. 241 del 07.08.1990

[2] Circ. Min. Lav. n. 36 del 26.11.2009

[3] Nota Min. Lav. n. 6052 del 27.04.2009

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1 Commento

  1. La prima parte sulle competenze e la dotazione organizzazione dell’Ispettorato è completamente sbagliata. Le uniche attribuzione che ha l’INL in tema di salute e sicurezza sul lavoro sono nei cantieri edili (concorrente) e nei cassoni d’acqua.
    La competenze generale in tema di salute e sicurezza è delle AZIENDE SANITARIE LOCALI.
    Inoltre l’INL non coordina gli interventi delle ASL, anzi è il contrario. Nei comitati regionali di coordinamento le Regioni e localmente le ASL coordinano anche l’ispettorato

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