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Fabbricato: limiti dal confine per evitare la demolizione

26 maggio 2018


Fabbricato: limiti dal confine per evitare la demolizione

> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 maggio 2018



Ho edificato un fabbricato a distanza inferiore dei 5 metri dal confine stabiliti dal P.R.G. La Corte d’Appello mi condanna ad arretrare il fabbricato fino a 5 mt dal confine. Il C.T.U. relaziona che bisogna tagliare il fabbricato per una fascia di 1.70 mt. Il fabbricato è stato realizzato nel 1993 ed il vicino sebbene avesse il progetto approvato non ha mai manifestato la volontà di costruire. Quale diritto ho leso? Esiste una alternativa alla demolizione? Il taglio creerebbe danno alla restante struttura e alla funzionalità dell’edificio che costituisce prima abitazione per il mio nucleo familiare. Vivo in una zona altamente sismica e temo che il taglio proposto possa indebolire la parte restante della struttura. 

A parere dello scrivente, con riferimento alla normativa e alla giurisprudenza prevalente, la Corte d’Appello, con la sentenza di condanna ad arretrare il fabbricato fino a 5 metri dal confine richiede una rimessione o riduzione in pristino, operazione mediante la quale una situazione giuridica viene riportata allo stadio originario, prima di subire una turbativa o un pregiudizio. Il condannato ha obbligo di uniformarsi a quanto indicato in sentenza anche al fine di non incorrere in ulteriori procedimenti e sanzioni. 

L’unica alternativa per evitare il taglio del fabbricato è quella di impugnare la sentenza d’appello in Cassazione. 

Quanto evidenziato, viene affermato per i seguenti motivi. Chi progetta e costruisce edifici non può farlo indistintamente ma deve attenersi alle norme previste in materia. La materia delle distanze legali viene disciplinata dal codice civile, agli articoli 872, 873, 875 e 877, e dal Piano Regolatore Generale di ciascun Comune italiano. In caso di violazione delle norme sulle distanze, l’art. 872, comma 2, c.c. prevede che il mancato rispetto delle norme del codice civile nella sez. VI, del tit. II, del libro III e delle norme regolamentari da esse richiamate comportano come conseguenza la facoltà di chiedere la riduzione in pristino oltre al risarcimento del danno. 

La violazione delle norme sulle distanze avviene indipendentemente dalla lesione dell’altrui diritto o dalla volontà di costruire del confinante. 

La giurisprudenza conferma quanto detto. 

Il criterio della prevenzione, previsto dagli artt. 873 e 875 cod. civ., è derogato dal regolamento comunale edilizio allorché questo fissi la distanza non solo tra le costruzioni, ma anche delle stesse dal confine, salvo che lo stesso consenta ugualmente le costruzioni in aderenza o in appoggio, nel qual caso il primo costruttore ha la scelta tra l’edificare a distanza regolamentare e l’erigere la propria fabbrica fino ad occupare l’estremo limite del confine medesimo, ma non anche quella di costruire a distanza inferiore dal confine, poiché detta prescrizione ha lo scopo di ripartire tra i proprietari confinanti l’onere della creazione della zona di distacco. Rigetta, App. Milano, 11/06/2008”. Cassazione civile sez. II 06 novembre 2014 n. 23693 

In tema di distanze legali, le norme degli strumenti urbanistici integrano la disciplina dettata dal codice civile nelle materie regolate dagli artt. 873 e ss. cod. civ., ove tendano ad armonizzare l’interesse pubblico ad un ordinato assetto urbanistico del territorio con l’interesse privato relativo ai rapporti intersoggettivi di vicinato sicché vanno incluse in tale novero le disposizioni del piano regolatore generale dell’ente territoriale che stabiliscano la distanza minima delle costruzioni dal confine del fondo e non tra contrapposti edifici. (In applicazione dell’anzidetto principio, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che condannava il convenuto ad arretrare il proprio edificio dal fabbricato attoreo, sino al rispetto della distanza prevista quale minima dal confine dal piano regolatore generale del Comune). Rigetta, App. Genova, 11/03/2009”Cassazione civile sez. un. 24 settembre 2014 n. 20107. 

In tema di distanze dal confine delle nuove costruzioni, la sopraelevazione di un corpo di fabbrica esistente non fa venir meno la natura di costruzione della suddetta sopraelevazione; ne consegue che tale opera edilizia debba rispettare la normativa sulle distanze vigente al momento della sua realizzazione”. Cassazione civile sez. II 08 settembre 2014 n. 18889. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Rossella Blaiotta 


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