Diritto e Fisco | Editoriale

Coppia di fatto: che succede se muore un convivente

9 giugno 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 giugno 2018



Il diritto alla casa, alla pensione di reversibilità, al Tfr o alla successione: come funziona per chi non è sposato?

Tutti noi sappiamo che cosa succede in termini di eredità quando muore un coniuge (chi non lo sa trova nel nostro sito tutte le informazioni del caso). Ma nel caso di una coppia di fatto, che succede se muore un convivente? Quali diritti ha il superstite sulla casa, sulla pensione di reversibilità o sul Tfr del defunto? Come funziona la successione? E ancora: ha diritto ad accedere alle cartelle cliniche del compagno o della compagna se muore un convivente? Può usufruire di un permesso lavorativo per lutto anche se si trattava di una coppia di fatto e non di una coppia sposata? Diamo delle risposte a queste e ad altre domande.

Coppia di fatto: il diritto all’informazione

Anche se non c’è il vincolo formale del matrimonio, per la coppia di fatto, se muore un convivente, quello superstite ha il diritto di accedere alla cartella clinica del defunto. Può farlo anche se gli eredi si oppongono, come confermato dal Garante della privacy [1]. I medici di ospedali o di altre strutture sanitarie devono informare il convivente sulle eventuali opportunità di tipo terapeutico per chi è in attesa di trapianto e sulla natura o sulle circostanze del prelievo di organi.

Coppia di fatto: che succede con la casa?

Per quanto riguarda la casa in cui abita la coppia di fatto, per sapere che succede se muove un convivente bisogna esaminare diversi casi:

  • se la casa è intestata al convivente morto;
  • se la casa è di comproprietà del convivente defunto;
  • se la casa è affittata al convivente defunto;
  • se la casa è assegnata come alloggio popolare al convivente defunto.

Se la casa è intestata al convivente defunto

Nel caso in cui il convivente defunto sia il proprietario della casa in cui abita la coppia di fatto, il convivente superstite ha il diritto di continuare a vivere nello stesso immobile:

  • per due anni;
  • per il periodo pari alla convivenza se superiore a due anni;
  • non oltre cinque anni.

La legge sulle unioni civili [2] fa un preciso riferimento a quanto stabilito dal Codice civile [3] sull’attribuzione del godimento della casa, che deve tenere conto in via prioritaria dei figli: in pratica, se nella stessa abitazione vivono figli minorenni o disabili del convivente superstite, quest’ultimo può continuare ad abitarci per un periodo non inferiore a 3 anni. Non avrà questo diritto, però, se:

  • cessa di abitare stabilmente nella casa comune;
  • in caso di matrimonio, unione civile o nuova convivenza di fatto.

Se la casa è di comproprietà del convivente defunto

Il secondo caso riguarda l’ipotesi di un immobile la cui proprietà appartenga ad entrambi i soggetti della coppia di fatto, cioè che sia in comproprietà. Che succede se muore un convivente e non c’è un testamento di mezzo? Succede che si crea una comproprietà tra il convivente superstite e gli eredi del defunto. Ciascuno di loro ha la facoltà di chiedere in qualsiasi momento lo scioglimento della comunione. Nel caso in cui nessuno di loro voglia acquistare la quota degli altri, l’immobile viene materialmente diviso oppure venduto all’asta con la conseguente ripartizione dei soldi ricavati dall’incanto.

Gli eredi, inoltre, potrebbero chiedere al convivente superstite il pagamento di un affitto se venisse deciso di lasciarglielo in godimento.

Se la casa è affittata al convivente defunto

Quando all’interno di una coppia di fatto muore il convivente a cui risulta intestato il contratto di affitto della casa in cui entrambi abitano, il convivente superstite ha il diritto di subentrargli nel contratto come titolare dello stesso.

Mettiamo, però, il caso di una locazione conclusa, per qualsiasi motivo, all’interno della coppia di fatto. Cioè, un convivente risulta proprietario dell’immobile e l’altro risulta come affittuario. Se muore il convivente proprietario, l’altro ha diritto a continuare la locazione fino alla scadenza del contratto. Gli eredi, quindi, non potranno entrare prima in possesso della casa, poiché subentrano in ogni rapporto attivo e passivo del defunto e sono tenuti a rispettare gli impegni che lui aveva preso quando era in vita. A meno che quel contratto fosse una sorta di «pro forma», cioè che fosse un contratto simulato. In questo caso, gli eredi potrebbero agire in giudizio, purché riescano a dimostrare tale circostanza.

Se la casa è assegnata come alloggio popolare al convivente defunto

Anche quando in una coppia di fatto muore il convivente a cui è stato assegnato un alloggio popolare il superstite ha diritto a subentrare nel contratto, sia che si tratti di una coppia eterosessuale oppure omosessuale. A queste condizioni, però:

  • non ci devono essere un coniuge separato o dei figli minorenni frutto di un precedente matrimonio;
  • la convivenza deve essere effettiva fino al momento del decesso;
  • la convivenza deve essere iniziata almeno 2 anni prima della morte (fa fede il certificato anagrafico che attesta la nascita del nucleo familiare);
  • ci devono essere i requisiti di reddito che consentono l’assegnazione dell’alloggio.

A questo punto bisogna presentare una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà (un’autocertificazione) in cui si attesta quanto appena elencato.

Coppia di fatto: il convivente superstite ha diritto alla successione?

Se nella coppia di fatto muore un convivente senza lasciare testamento, il superstite non ha alcun diritto alla successione in quanto non è considerato un erede del defunto, a meno che il contratto di convivenza contenga delle clausole che riguardano le regole patrimoniali di entrambi in caso di decesso.

Nulla vieta, però, ai conviventi di redigere un testamento che stabilisca di:

  • nominare erede il convivente;
  • lasciare la proprietà, l’usufrutto o il diritto di abitazione della casa al convivente;
  • istituire un legato a favore del convivente su certi diritti;
  • prevedere un obbligo di mantenimento del convivente.

Quanto stabilito dal testamento, però, non intacca il limite della quota di legittima spettante agli eredi.

Coppia di fatto: il superstite ha diritto alla pensione di reversibilità?

Questa è una delle più importanti differenze tra essere sposati ed istituire una coppia di fatto. A differenza dei coniugi con la fede al dito, se uno dei conviventi muore l’altro non ha diritto alla pensione di reversibilità, poiché il convivente superstite non è compreso tra le persone che ne hanno diritto, come stabilito dalla legge e confermato dalla giurisprudenza [4].

La pensione di reversibilità spetta, invece, ai figli del defunto a patto che:

  • abbiano un’età inferiore ai 18 anni;
  • abbiano un’età fino ai 21 anni se studenti di scuola media o professionale;
  • abbiano un’età fino a 26 anni se iscritti all’università e frequentano i corsi nei limiti della loro durata (non devono essere fuori corso, insomma), siano a carico del convivente al momento del decesso e non lavorino;
  • abbiano una disabilità accertata al momento del decesso del genitore che impedisce loro qualsiasi attività lavorativa.

Sono equiparati ai figli i nipoti minorenni sempre che si dimostri che erano a carico dell’ascendente defunto.

Coppia di fatto: il superstite ha diritto al Tfr del defunto?

Come sopra: in una coppia di fatto, se un convivente muore l’altro non ha diritto al Tfr del defunto per gli stesso motivi appena esposti a proposito della pensione di reversibilità.

Coppia di fatto: si ha diritto ad un permesso in caso di morte del convivente?

Da questo punto di vista, la coppia di fatto ha lo stesso diritto di una coppia sposata. Se un convivente muore, l’altro ha diritto ha 3 giorni di permesso retribuito, purché la convivenza risulti da una certificazione anagrafica (esattamente come un matrimonio).

note

[1] Garante privacy delibera del 17.09.2009.

[2] Art. 1 co. 42 legge n. 76/2016.

[3] Art. 337 sexies cod. civ.

[4] Legge n. 335/1995 e Corte Cost. sent. n. 461/2000.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI