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Lo sai che? Pensione casalinghe: calcolo

Lo sai che? Pubblicato il 11 giugno 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 11 giugno 2018

Come si calcola la pensione nel fondo delle casalinghe: età pensionabile, trasformazione dei contributi in assegno mensile.

Hai aderito al fondo casalinghe dell’Inps per avere la pensione anche se non lavori, e pensi di aver fatto un buon affare perché devi versare soltanto 310 euro all’anno di contributi? Devi sapere che nel fondo di previdenza delle casalinghe i trattamenti di pensione sono calcolati col sistema esclusivamente contributivo: l’assegno di pensione, cioè, è basato esclusivamente sui contributi versati e sull’età pensionabile, cioè sull’età in cui si richiede il trattamento; la rivalutazione dei contributi è molto bassa, basandosi sul tasso di capitalizzazione, cioè sulla media quinquennale del Pil (prodotto interno lordo).

In parole semplici, questo significa che la pensione delle casalinghe sarà tanto più alta quanto più risulteranno elevati i contributi versati: chi versa 310 euro di contributi all’anno per 20 anni, ad esempio, arrivando a circa 9mila euro di contributi totali accantonati, applicando le rivalutazioni, può aspirare a 572 euro all’anno circa di pensione, ossia a 44 euro di trattamento mensile.

Ma procediamo per ordine e vediamo, dopo aver ricordato quali sono i requisiti per iscriversi al fondo casalinghe, come il calcolo della pensione casalinghe.

Chi può iscriversi al fondo casalinghe

Per potersi iscrivere al Fondo casalinghe è necessario soddisfare le seguenti condizioni:

  • età tra i 16 e i 65 anni;
  • svolgimento di un’attività dedita alla cura della famiglia e connessa con le proprie responsabilità familiari, senza vincoli di subordinazione;
  • non essere titolari di una pensione diretta (cioè di una pensione che non sia di reversibilità);
  • non avere rapporti di lavoro dipendente o autonomo per i quali si sia obbligati a iscriversi ad un altro ente o cassa previdenziale, a meno che non sia un’attività part time con uno stipendio così basso da ridurre le settimane utili alla pensione (in pratica la paga settimanale deve risultare inferiore a circa 205 euro).

Contributi minimi fondo casalinghe

Una volta iscritti al fondo casalinghe, non si è obbligati a versare un minimo di contributi; tuttavia, perché risulti accreditato almeno un mese di contributi, è necessario versare almeno 25,82 euro, mentre, perché sia accreditato tutto l’anno, bisogna versare all’Inps 310 euro. Se si versa di meno, saranno accreditati i soli mesi corrispondenti alla cifra versata: ad esempio, se si versano 150 euro, l’Inps accrediterà 5 mesi di contributi utili alla pensione.

Se in un anno si versano più di 310 euro, i contributi non possono essere “spalmati” in anni diversi, anche se non interamente coperti, ma servono soltanto ad aumentare la misura dell’assegno di pensione.

Età pensionabile casalinghe

Nel fondo casalinghe è possibile ottenere la pensione a 57 anni, ma soltanto se l’assegno supera 543,60 euro mensili, cioè 1,2 volte l’assegno sociale (che per il 2018 ammonta a 253 euro). In caso contrario, cioè se la rendita mensile a cui si ha diritto risulta più bassa, bisogna aspettare i 65 anni per ottenere la pensione; una volta compiuti i 65 anni, è possibile ricevere la tua pensione dal fondo Inps casalinghe senza dover rispettare alcuna soglia minima di reddito.

Come si calcola la pensione nel fondo casalinghe?

Il calcolo della pensione, sia per la pensione anticipata casalinghe a 57 anni che per quella a 65 anni, viene effettuato col sistema contributivo, che si basa sui versamenti accantonati, rivalutati e convertiti in assegno da un coefficiente di trasformazione.

In calcolare, per calcolare la pensione casalinghe bisogna:

  • rivalutare i contributi accantonati ogni anno, in base alla media mobile quinquennale della crescita della ricchezza nazionale, ovvero all’incremento del Pil nominale, che comprende anche il tasso di inflazione che si registra anno per anno;
  • sommare i contributi rivalutati, ottenendo così il montante contributivo;
  • moltiplicare il montante contributivo per il coefficiente di trasformazione, una cifra espressa in percentuale che varia in base all’età;
  • si ottiene così la pensione casalinghe spettante nell’anno.

I coefficienti di trasformazione della somma dei contributi in pensione, che variano con l’età, per il fondo casalinghe sono:

  • 4,90, per chi si pensiona a 57 anni;
  • 5,05 per chi si pensiona a 58 anni;
  • 5,20 per chi si pensiona a 59 anni;
  • 5,37 per chi si pensiona a 60 anni;
  • 5,54 per chi si pensiona a 61 anni;
  • 5,73 per chi si pensiona a 62anni;
  • 5,93 per chi si pensiona a 63 anni;
  • 6,14 per chi si pensiona a 64 anni;
  • 6,36 per chi si pensiona a 65 anni.

Facciamo un esempio di calcolo per capire meglio:

  • Maria, casalinga, ha un montante contributivo (cioè la cifra che corrisponde alla somma dei contributi versati, rivalutati) pari a 15mila euro;
  • si pensiona a 65 anni;
  • la sua pensione sarà pari a 15000 x 6,36%, cioè a 954 euro annui, pari a circa 73 euro mensili.

La pensione casalinghe si può integrare al minimo?

La pensione casalinghe non è integrabile al minimo e non è soggetta a perequazione, cioè agli adeguamenti periodici all’inflazione. Può però sommarsi all’assegno sociale. Ricordiamo, infatti, che l’assegno sociale spetta, in misura ridotta:

  • ai non coniugati con reddito sino a 5.889 euro annui;
  • ai coniugati con reddito sino a 11.778 euro annui (in questo caso si deve però sommare il reddito del coniuge).

I contributi del fondo casalinghe si possono sommare agli altri contributi?

Purtroppo il fondo casalinghe non è ricongiungibile a nessun altro fondo di previdenza, né cumulabile o totalizzabile. In buona sostanza, per calcolare la pensione casalinghe si possono contare solo i contributi presenti nel fondo casalinghe, e i contributi accantonati nel fondo casalinghe non possono essere sommati o riuniti con quelli di altre gestioni previdenziali.


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