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Convergenza: cos’è e perchè va fatta

24 maggio 2018


Convergenza: cos’è e perchè va fatta

> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 maggio 2018



La regolazione delle ruote è uno degli interventi da effettuare periodicamente per verificare il buon funzionamento degli pneumatici. Vediamo cos’è la convergenza e perché va fatta.

Una costante manutenzione dell’automobile rappresenta un’abitudine che ogni automobilista dovrebbe avere. Non basta limitarsi ad una lucidata ogni tanto: la legge è chiara nel prevedere una verifica periodica, sottoponendo le vetture ad una revisione del sistema di funzionamento del motore e delle altre componenti meccaniche. Si tratta di un obbligo che mira, evidentemente, a salvaguardare la sicurezza nella circolazione stradale.
Tra gli interventi più importanti che occorre programmare per assicurare il buon funzionamento dell’automobile, la convergenza degli pneumatici rappresenta uno dei meno noti. Ciò nonostante il fatto che l’inversione, la convergenza e l’equilibratura delle gomme rappresentino operazioni necessarie a preservare la tenuta di strada e le prestazioni del veicolo, soprattutto in caso di frenate d’urgenza e di guida su percorsi accidentati. In questo articolo ci concentriamo sulla convergenza ruote: dopo aver illustrato di cosa si tratta, vedremo perché è importante eseguirla regolarmente, quando procedere all’operazione e quali sono i costi da preventivare.

Cos’è la convergenza?

Chiariamo innanzitutto il concetto di convergenza: si tratta dell’angolo geometrico che assumono tra loro le gomme di una vettura, in base al modello e al progetto meccanico del veicolo. La convergenza, in altri termini, è l’inclinazione che le ruote presentano rispetto all’asse orizzontale del veicolo, solitamente determinato dal piano di mezzeria longitudinale. Nel dettaglio, si parla di campanatura per riferirsi all’inclinazione della gomma rispetto all’asse del suolo; di parallelismo, per indicare l’inclinazione esterna o interna rispetto all’auto; e di incidenza, per riferirsi all’inclinazione rispetto al mozzo che congiunge gli pneumatici allo sterzo.

Questi valori di inclinazione vengono normalmente misurati in millimetri (ma presso alcuni gommisti è in uso la misurazione in gradi) e corrispondono allo scarto fra la distanza tra la parte posteriore e quella anteriore del diametro orizzontale delle ruote montate sullo stesso asse (normalmente quello anteriore, dato che la maggior parte delle automobili monta ruote motrici sulla parte frontale dell’automobile).

Ma perché le gomme non sono perfettamente parallele fra loro? Perché esiste questa convergenza tra le stesse? La spiegazione è semplice: la convergenza ha la funzione di limitare la deformazione che si crea nella geometria degli pneumatici, causata dall’attrito degli stessi sulla strada: in altre parole, grazie a questa leggera inclinazione, le gomme attutiscono gli effetti che subirebbero a causa delle frenate, accelerazioni e svolte in curva, aiutando a mantenere stabile la guida del veicolo.

Infatti, durante una frenata o in curva, gli pneumatici tendono ad aprirsi, mentre le ruote motrici a trazione anteriore tendono a chiudersi. Per appianare questa divergenza e minimizzare lo scarto di allineamento tra le ruote sottoposte a sollecitazione esterna, si montano le ruote sull’asse anteriore in modo da non risultare del tutto parallele: l’inclinazione, a seconda del tipo di autovettura e di sospensione montata, può essere verso l’interno (si parla in questo caso di convergenza positiva), oppure può rappresentare un angolo aperto verso l’esterno (cosiddetta convergenza negativa o divergenza).
Se la convergenza indica la condizione di inclinazione verso l’interno delle ruote anteriori del veicolo, si parla di divergenza quando le ruote risultano aperte in avanti: la convergenza positiva aiuta a mantenere il veicolo in traiettoria, mentre se le ruote anteriori sono aperte è più difficile mantenere la direzione sul diritto, con la produzione di sovrasterzo. Infine, se l’inclinazione delle gomme è pari a zero si parla di convergenza nulla, e le gomme sono perfettamente parallele tra loro.

Va chiarito che nessuna di queste condizioni è preferibile all’altra: tutto dipende dalle impostazioni adottate dal costruttore del veicolo. E’ importante, invece, mantenere intatto il valore di inclinazione raccomandato per il modello di autovettura, dal momento che, come vedremo, i rischi per la circolazione sono molti se questo parametro si altera eccessivamente.

In cosa consiste la regolazione della convergenza?

Come detto, ogni tipologia di automobile presenta il proprio valore tipico di convergenza (o divergenza) delle ruote. Se nel corso dell’utilizzo dell’automobile si verifica un disallineamento delle gomme è necessario effettuare l’intervento di regolazione della convergenza. Si tratta di un intervento meccanico che deve essere svolto da un soggetto professionista, normalmente il proprio gommista di fiducia.
L’intervento di convergenza comporta una regolazione meccanica dell’angolatura e dell’inclinazione delle ruote, riportando questi valori ai parametri stabiliti dalla casa produttrice. Lo scopo è quello di stabilizzare la direzione motrice e rendere più agevole la guida. Ma in cosa consiste, nel dettaglio, la regolazione della convergenza?

Il tecnico dovrà preventivamente misurare l’angolo delle gomme, appurando se risulta identico in entrambi gli pneumatici anteriori e posteriori. Questa fase preliminare viene effettuata tramite dei macchinari che, sfruttando l’analisi laser o 3D, rilevano automaticamente gli angoli della ruota. Nel caso in cui venga riscontrata un’alterazione rispetto ai valori consigliati, il gommista procederà all’operazione vera e propria: agendo sui tiranti dello sterzo, dovrà registrarne la lunghezza, avvitando il tirante per avvicinare la ruota, oppure svitandolo per allontanarla, fino ad ottenere la variazione di convergenza desiderata.

Normalmente, l’intervento di convergenza non richiede molto tempo (si tratta di poco più di 30 minuti), e non comporta alcun tipo di azione sulla componentistica della vettura. Tuttavia, se l’automobile monta sospensioni posteriori indipendenti, la convergenza dovrà essere effettuata anche sull’asse posteriore, nel caso in cui il gommista dovesse riscontrare un’usura irregolare degli pneumatici posteriori o un’anomalia nel loro assetto. E’ inutile raccomandare di rivolgersi sempre a dei professionisti per ottenere una prestazione eccellente, anche considerando, come vedremo a breve, che la regolazione della convergenza delle ruote ha un’importanza cruciale per assicurare la buona tenuta su strada della propria autovettura.

Perché è importante fare la convergenza?

Finora siamo rimasti alla teoria, ma abbiamo dimenticato di chiederci perché è importante non trascurare una verifica periodica sullo stato delle proprie gomme. Si è anticipato che un assetto ottimale dell’inclinazione degli pneumatici serve, innanzitutto, a garantire la stabilità dell’auto mentre si è su strada. Questo aspetto è sicuramente tra i più importanti: un assetto bilanciato della convergenza gomme, infatti, permette di tenere il veicolo in traiettoria, evitando sbandate.

Un corretto valore di convergenza, inoltre, previene dall’usura irregolare degli pneumatici, che, non essendo disposti nel modo giusto, tendono a rovinarsi più del dovuto a causa dell’attrito su strada o della pressione e deformazione cui sono costretti durante le manovre di guida (specialmente quando si sterza o si effettuano curve più brusche).
In particolare, se la convergenza risulta troppo accentuata (e cioè le gomme risultano troppo inclinate verso l’interno), si produce un fenomeno noto come sottosterzo in curva: questo determina un’eccessiva usura del battistrada sul suo lato esterno, riducendo notevolmente la sua durata e le prestazioni. Al contrario, se si ha un’eccessiva divergenza (con gli pneumatici troppo inclinati verso l’esterno), l’usura si produrrà nel lato interno degli pneumatici, con la presenza di creste sugli spigoli e usura irregolare sulla superficie della gomma.

Allo stesso modo, un corretto valore di convergenza aumenta notevolmente il comfort alla guida, perché evita il fenomeno di disallineamento dell’auto su strada, che costringe l’automobilista ad aggiornare sempre la traiettoria anche mentre percorre una strada diritta.
Se l’assetto delle gomme è sbilanciato, oltre ad un eccessivo consumo delle gomme si determina anche un maggior consumo di carburante, dal momento che l’automobile consumerà di più per aggiornare costantemente la traiettoria di guida: questo conferma che eseguire la convergenza delle gomme è utile anche a prevenire un sovraccarico delle componenti motoristiche del veicolo e a ridurre i consumi richiesti.

Convergenza: quando farla e quanto costa

Dopo aver descritto cos’è la convergenza, come si regola e perché è importante assicurarsi di avere sempre un assetto bilanciato dei propri pneumatici, è il momento di chiedersi quando è necessario procedere alla regolazione della convergenza delle gomme.

Tra le cause dello squilibrio dell’inclinazione delle gomme è possibile iscrivere molti fattori, che si riscontrano normalmente durante la guida. Ad esempio, la convergenza delle ruote potrebbe essere modificata per colpa di buche stradali prese ad una velocità sostenuta: l’impatto, non sufficientemente assorbito dagli ammortizzatori, può determinare un’alterazione nell’asse delle gomme. Allo stesso modo, l’impatto con un marciapiedi durante una fase di parcheggio, oppure l’urto contro i cordoli della carreggiata possono rappresentare altre cause di alterazione della convergenza. Anche una riparazione di carrozzeria che abbia inciso sugli assi delle ruote potrebbe essere idonea a modificare la convergenza delle stesse.

In tutti questi casi, allora, sarà necessario procedere ad una verifica della convergenza delle gomme. Tuttavia, a differenza di molti altri interventi di manutenzione sull’automobile la convergenza non rientra tra le operazioni di routine, al pari della revisione o di un blando cambio d’olio o delle pasticche dei freni: la convergenza deve essere calibrata soltanto quando se ne riscontra la necessità. Ma allora quando deve essere fatta la convergenza?

Si può rispondere a questa domanda in modo quasi pleonastico: quando occorre. In altre parole, la convergenza deve essere regolata soltanto quando si cominciano ad avvertire problemi alla guida, oppure si nota un consumo degli pneumatici eccessivo. Tra i sintomi più evidenti della necessità di effettuare una convergenza è possibile indicare i seguenti:
– se si nota che il volante non è allineato alla strada, e l’auto oscilla verso sinistra o verso destra anche su strade diritte;
– se, dopo una virata, si nota che lo sterzo non ritorna alla posizione iniziale (autoallineamento) oppure è necessario usare sforzo per riportare il volante in asse;
– se si nota uno sforzo differente tra una sterzata a destra o a sinistra;
– se durante la guida si avverte una vibrazione sostenuta al livello degli pneumatici, non riconducibile all’assetto del manto stradale o all’ordinario funzionamento del motore.

La presenza di queste e altre possibili anomalie rende urgente l’intervento di ripristino del valore corretto di convergenza. Come anticipato, l’operazione deve essere effettuata da un gommista professionista e non richiede un lavoro particolarmente lungo. Ma quanto costa fare la convergenza? A differenza di altre operazioni sulle gomme, come ad esempio l’equilibratura, che viene effettuata insieme al cambio gomme, la convergenza va pagata a parte: il suo costo può variare a seconda del meccanico cui ci si rivolge, ma in media l’operazione oscilla tra i 30 e i 40 €. Si tratta, come detto, di soldi ben spesi: una corretta convergenza delle ruote, infatti, permetterà di risparmiare sul costo di manutenzione di gomme ed eviterà molti altri problemi alla guida, semplificando la vita dell’automobilista.

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