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Lo sai che? Pensione d’invalidità, si può pignorare?

Lo sai che? Pubblicato il 25 maggio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 25 maggio 2018

Pensioni d’inabilità e d’invalidità Inps: possono essere pignorate dai creditori o da Agenzia entrate riscossione per cartelle esattoriali?

Hai paura di perdere una parte della pensione d’invalidità perché rischi il pignoramento per debiti non pagati o cartelle esattoriali? Forse non sai che in alcuni casi la tua pensione d’invalidità non può essere pignorata. Questo dipende dalla natura della tua pensione: se si tratta di una prestazione previdenziale, cioè basata sui contributi versati, è pignorabile alla pari delle altre pensioni; se, invece, si tratta di una prestazione di assistenza, non può essere pignorata.

Nei casi in cui la tua prestazione sia soggetta a pignoramento, hai comunque diritto a un minimo mensile impignorabile, il cosiddetto minimo vitale: solo la sua eccedenza può essere pignorata, nella misura stabilita dalla legge.

Ma procediamo per ordine e vediamo in quali situazioni si può pignorare la pensione d’invalidità.

Pensione d’invalidità

Se la tua pensione d’invalidità è l’assegno ordinario d’invalidità, devi sapere che si tratta di una prestazione previdenziale: questa prestazione, difatti, viene liquidata non solo a causa dell’invalidità superiore ai 2/3, ma anche in base al fatto che il lavoratore sia assicurato presso l’Inps (come lavoratore dipendente, imprenditore, libero professionista) e possieda almeno 5 anni di contributi di cui 3 versati nell’ultimo quinquennio.

Senza questo requisito contributivo minimo, l’assegno ordinario d’invalidità non viene erogato; inoltre, l’assegno è calcolato sulla base dei contributi versati, di conseguenza questa pensione d’invalidità si può pignorare.

Si tratta dunque di una prestazione ricompresa tra le pensioni a carattere previdenziale, come quelle di vecchiaia, invalidità, anzianità o anticipata e ai superstiti, pertanto il pignoramento segue le regole generali.

Pensione d’inabilità

Se percepisci la pensione d’inabilità per assoluta e permanente impossibilità di svolgere attività lavorativa, devi sapere che si tratta ugualmente di una prestazione previdenziale [1]: questa prestazione, difatti, viene liquidata non solo a causa dell’inabilità assoluta e permanente, ma anche in base al fatto che, come abbiamo osservato per l’assegno d’invalidità, il lavoratore sia assicurato presso l’Inps (come lavoratore dipendente, imprenditore, libero professionista) e possieda almeno 5 anni di contributi, di cui 3 versati nell’ultimo quinquennio.

Sono prestazioni previdenziali anche le pensioni d’inabilità alle mansioni o a proficuo lavoro percepite dai dipendenti pubblici, e le prestazioni d’inabilità e d’invalidità ricevute dai professionisti in base ai requisiti previsti dalle casse previdenziali di appartenenza.

Le pensioni d’inabilità elencate, difatti, anche se spettanti a causa delle condizioni di salute del lavoratore interessato, prevedono dei requisiti minimi di contribuzione; inoltre, sono calcolate sulla base dei contributi versati (a prescindere dall’applicazione di eventuali maggiorazioni). Si tratta dunque di pensioni pignorabili secondo le regole generali, perché ricomprese tra le pensioni a carattere previdenziale.

Pignoramento pensione d’invalidità

Secondo il codice di procedura civile [2], le somme dovute a titolo di pensione o indennità assimilabili (come la pensione d’invalidità o di inabilità) non possono essere pignorate sino all’ammontare corrispondente a 1,5 volte l’assegno sociale, cioè a 679,50 euro mensili (importo valido per il 2018, perché corrisponde a 1,5 volte l’assegno sociale, pari attualmente a 453 euro mensili). L’eccedenza può essere pignorata nei limiti previsti dalla legge:

  • nella misura di 1/5, nella generalità dei casi;
  • nella misura di 1/10, di 1/7 o di 1/5, a seconda dell’ammontare della pensione (sino a 2500 euro, da 2500 a 5mila euro, oltre 5mila euro), per i crediti dovuti all’agente della riscossione (non più Equitalia, ma Agenzia delle Entrate Riscossione).

Ad esempio, se il pensionato percepisce dall’Inps un assegno ordinario di inabilità pari a 700 euro mensili, può essere pignorato un quinto dell’eccedenza rispetto a 679,50 euro, cioè un quinto di 20,50 euro, ossia 4,10 euro mensili. Se il pignoramento è effettuato dall’Agente della riscossione può essere pignorato solo un decimo dell’eccedenza: potranno essere tolti, in pratica, 41 centesimi dalla pensione mensile.

Bisogna fare attenzione, però: quanto esposto vale, come anticipato, se la pensione d’invalidità o inabilità in pagamento è un trattamento riconosciuto sulla base dei contributi versati.

Si può pignorare la pensione d’invalidità civile?

Se, invece, la prestazione non è una vera e propria pensione d’invalidità o inabilità, ma si tratta della pensione d’invalidità civile, cioè dell’assegno dovuto agli invalidi civili totali o parziali. Questa prestazione difatti rientra i sussidi assistenziali e, pertanto, non può essere mai pignorata. La pignorabilità è esclusa a priori dal codice di procedura civile [2] per tutte le prestazioni di assistenza, perché sono finalizzate a garantire il minimo vitale e a “reintegrare essenziali espressioni di vita menomate dalla malattia”.

Per capire se la tua è una pensione d’inabilità o un assegno ordinario d’invalidità, o si tratta invece dell’assegno di assistenza per gli invalidi totali o parziali, puoi considerare l’importo mensile che ti viene versato: se è pari a 282,54 euro (per l’anno 2018), parliamo proprio della pensione per inabili, o invalidi civili totali, quindi di una prestazione di assistenza totalmente impignorabile.

In questo caso, non puoi subire alcun pignoramento sulla prestazione.

Si può pignorare l’assegno di accompagnamento?

Oltre alle pensioni d’invalidità civile, ci sono ulteriori prestazioni di assistenza previste per invalidi e inabili: l’assegno di accompagnamento ne è un esempio. Si tratta di una prestazione, pari a 516,35 euro mensili, che è riconosciuta agli invalidi al 100% non autosufficienti. Anche l’assegno di accompagnamento, essendo una prestazione di assistenza, non è pignorabile.

Si può pignorare il conto corrente in cui è accreditata la pensione?

Il conto corrente in cui è accreditata la pensione può essere pignorato, ma con dei limiti. Solo i conti correnti in cui vengono accreditati redditi diversi da quelli di lavoro dipendente o di pensione, infatti, possono essere pignorati integralmente: è il caso del conto corrente in cui sono accreditati i proventi derivanti dall’attività professionale, imprenditoriale o finanziaria (si pensi al conto di appoggio di titoli di stato, di obbligazioni o azioni). Per i conti in cui viene accreditata la busta paga o la pensione invece valgono i limiti seguenti:

  • la somma depositata sul conto prima dell’arrivo dell’atto di pignoramento viene bloccata solo per la parte che eccede il triplo dell’assegno sociale (ossia 1.359 euro);
  • sui successivi accrediti, valgono i limiti relativi allo stipendio o pensione (un quinto, un settimo o un decimo a seconda dell’importo del cedolino).

note

[1] L.222/1984.

[2] Art. 545 c.p.c.


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