Diritto e Fisco | Editoriale

Pensione: come calcolare il netto dal lordo

14 giugno 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 giugno 2018



Come arrivare dall’importo lordo della pensione calcolata al netto mensile liquidato dall’Inps.

La pensione calcolata dall’Inps nel provvedimento di liquidazione è di importo piuttosto consistente? Fai molta attenzione a non confondere la pensione lorda con la pensione netta.

La pensione lorda, difatti, è l’importo a cui hai teoricamente diritto sulla base dei contributi versati, mentre la pensione netta è il trattamento al netto delle tasse, che ti vengono trattenute ogni mese sul cedolino.

La pensione, difatti, nella generalità dei casi è soggetta a tassazione: solo alcuni trattamenti di assistenza, come l’assegno di accompagnamento, si salvano dalle imposte.

Essendo assoggettata all’Irpef (l’imposta sul reddito delle persone fisiche), la pensione viene decurtata, tanto più risulta elevata: una pensione da 2mila euro mensili vale, ad esempio, poco più di 1.500 euro; chi invece ha una pensione da 1500 euro al mese non arriva a mettersi in tasca 1200 euro, e chi possiede un trattamento da 1200 al mese arriva a quasi 990 euro. È questo il peso delle imposte sulla pensione: nonostante, recentemente, sia stata ampliata la no tax area per i pensionati, cioè l’importo al di sotto del quale non si deve pagare Irpef, per effetto delle detrazioni per redditi di pensione, i tributi risultano ugualmente piuttosto salati.

Le imposte si fanno più consistenti, poi, se il pensionato ha la “sfortuna” di possedere altri redditi: i redditi di pensione, difatti, sono sommati agli altri redditi e formano un unico imponibile Irpef. Se il reddito supera i 55mila euro, il pensionato non ha diritto ad alcuna detrazione per redditi di pensione e paga le tasse in misura piena. Se il pensionato lavora, non può cumulare la detrazione per redditi di pensione con quella per redditi di lavoro.

Ma andiamo per ordine e vediamo, in merito alla pensione, come calcolare il netto dal lordo, partendo dall’importo lordo liquidato dall’Inps.

Come si calcola l’Irpef

In primo luogo, bisogna saper calcolare l’Irpef: si tratta dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, che si determina per fasce di reddito, dette scaglioni. Ad ogni scaglione di reddito si applica un’aliquota diversa, cioè una percentuale d’imposta diversa:

  • sino a 15mila euro, l’aliquota è pari al 23%;
  • oltre 15mila e fino a 28mila euro, è pari al 27%;
  • oltre 28mila e fino a 55mila, ammonta al 38%;
  • oltre 55mila e fino a 75mila, è pari al 41%;
  • oltre 75mila è pari al 43%.

L’Irpef si calcola applicando l’aliquota d’imposta alle fasce di reddito: ad esempio, se si possiede un reddito pari a 26mila euro, i primi 15mila euro sono tassati al 23% ed i restanti 11mila sono tassati con l’aliquota della seconda fascia, il 27%; l’imposta ammonta dunque a 6.420 euro.

Oltre all’Irpef devono essere calcolate l’addizionale regionale e comunale all’Irpef: questi tributi hanno un importo differente a seconda di quanto stabilito dalla regione e dal comune di residenza.

Come si calcola la detrazione sul reddito di pensione

Una volta determinato l’importo dell’Irpef lorda, deve essere determinata l’Irpef netta trattenuta nel cedolino di pensione sottraendo la detrazione, che spetta se il reddito complessivo non supera 55mila euro nell’anno di riferimento.

La detrazione non è uguale per tutti i pensionati, ma il calcolo differisce a seconda della fascia di reddito di appartenenza.

Per i pensionati , sia al di sotto che al di sopra dei 75 anni, esiste, come anticipato inizialmente, la cosiddetta no tax area: si tratta di una fascia di reddito al di sotto della quale l’importo della detrazione supera l’importo dell’imposta sul reddito. La no tax area è stata recentemente elevata a 8mila euro annui per tutti i pensionati.

In ogni caso, la detrazione spettante va rapportata ai giorni in cui spetta il diritto alla pensione nell’anno e non è cumulabile con le altre detrazioni sui redditi (da lavoro dipendente e assimilati, da lavoro autonomo, da impresa minore).

Per tutti i pensionati, le detrazioni per reddito di pensione sono pari a:

  • nel caso in cui il reddito complessivo non sia superiore a 8mila euro: 1880 euro;
  • nel caso in cui il reddito complessivo sia compreso tra 8mila e 15mila euro si deve applicare la seguente formula:

1297 + [583 × (15000 – reddito complessivo) / 7000];

  • nel caso in cui il reddito complessivo sia compreso tra 15mila e 55mila euro si deve applicare la seguente formula:

1297 × [(55000 – reddito complessivo) / 40000].

Come si calcola la pensione dal lordo al netto

Vediamo ora i passaggi per comprendere quanto vale, alla mano, la pensione liquidata dall’Inps.

Mettiamo il caso che l’Inps liquidi a un pensionato, che risiede a Roma, una pensione lorda pari a 26mila euro annui. Il lordo mensile si ottiene dividendo la predetta cifra per 13, dunque la pensione lorda mensile ammonta a 2mila euro. Questa cifra, come abbiamo osservato, non deve ingannare, in quanto devono essere trattenute Irpef ed addizionale regionale e comunale, prima di arrivare al netto nel cedolino.

In primo luogo bisogna, ipotizzando che il pensionato non possieda altri redditi, prendere come riferimento per il calcolo delle imposte la pensione lorda annuale, pari a 26mila euro: da questa cifra bisogna arrivare all’imposta lorda, applicando le aliquote per scaglioni.

Come abbiamo osservato nel paragrafo dedicato al calcolo dell’imposta, l’Irpef ammonta, in questo caso, a 6.420 euro.

Dobbiamo poi applicare la detrazione per reddito di pensione valida per i pensionati e per la fascia di reddito tra 15.000 e 55.000 euro:

  • nel caso in cui il reddito complessivo sia compreso tra 15mila e 55mila euro, come abbiamo visto, si deve applicare la seguente formula:
  • 1297 × [(55000 – reddito complessivo) / 40000];
  • quindi 1297 x [(55000-26000)/40000]=940,33

Ottenamo dunque un’imposta netta annua pari a 5.479,67 euro.

Dopo aver calcolato l’Irpef, è necessario calcolare l’importo dell’addizionale regionale, secondo le regole previste dalla regione di residenza e l’addizionale comunale, secondo le regole previste dal comune di residenza. Nel nostro caso, l’addizionale regionale ammonta a 449,8 euro annui e la comunale a 234 euro annui.

Il totale delle imposte è dunque pari a 6.163,47 euro.

A questo punto, bisogna togliere dalla pensione lorda annua liquidata dall’Inps l’importo delle imposte: arriviamo così alla pensione netta annua, pari a 19.836,53 euro.

Come conoscere la pensione netta mensile

Arrivati al netto annuo, è necessario dividere l’ammontare mensile per 13, per conoscere la pensione netta alla mano: nel caso di specie, la pensionata percepirà 1525,88 euro mensili.

Questi passaggi sono sufficienti, per il calcolo del reddito netto, nel caso in cui il pensionato non abbia familiari a carico o diritto ad ulteriori detrazioni (in questo caso il reddito si alza per l’applicazione delle detrazioni aggiuntive) e non abbia altri redditi (in quanto la detrazione si abbassa, sino ad azzerarsi, se il reddito supera i 55mila euro annui).

Bisogna poi considerare che nel cedolino di pensione l’addizionale regionale è generalmente trattenuta a saldo in 11 rate, assieme all’addizionale comunale; quest’ultima addizionale è trattenuta, in una sua percentuale, anche in 9 rate di acconto.

Ad ogni modo, questi passaggi fondamentali per giungere dalla pensione lorda al netto liquidato nel cedolino fanno comprendere molto bene quanto pesino le imposte, anche per i cittadini non aventi un reddito particolarmente alto: è bene, dunque, nello stabilire quando andare in pensione in base ai conteggi effettuati da professionisti o patronati, prendere in considerazione non solo la pensione lorda, ma il netto mensile, per evitare amare sorprese.

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