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Dopo quanto tempo un debito cade in prescrizione?

11 marzo 2018 | Autore:


> Business Pubblicato il 11 marzo 2018



Il creditore deve esercitare il suo diritto in un periodo di tempo determinato che varia in ragione del credito. In mancanza, il debito si estingue per prescrizione ed il pagamento non potrà più esser preteso

Se un soggetto deve ricevere il pagamento di una somma di denaro da un’altra persona e non vuole perdere il suo diritto, deve attivarsi per recuperare il credito entro un preciso lasso di tempo individuato dalla legge. Se ciò non accade, il debito cade in prescrizione e il creditore non può più pretenderne il pagamento. Vediamo di capire come funziona nello specifico, cosa si intende per prescrizione e quando la stessa di verifica.

Prescrizione: che cosa significa?

La legge [1] prevede espressamente che un diritto si estingue per prescrizione quando il suo titolare non lo esercita per il tempo determinato dalla legge. Da ciò si comprende che non tutti i diritti hanno durata illimitata. È il caso, appunto, dei diritti di natura patrimoniale, come nel caso di una persona che deve ricevere una somma da un altro soggetto. Se il diritto si “prescrive trascorsi 10 anni“, vuol dire che il creditore, trascorso il tempo fissato, non più pretenderne il pagamento. Il termine di prescrizione subisce un’interruzione ogni volta che viene notificata una richiesta di pagamento.

Deve precisarsi, tuttavia, che non tutti i diritti sono soggetti a prescrizione: non lo sono i diritti indisponibili come ad esempio la proprietà, le azioni di riconoscimento di eredità, quelle relative alla contestazione della paternità, quelle di riconoscimento filiale e le domande di divisione degli eredi.

Ma perché esiste la prescrizione?

A molti la prescrizione può apparire immorale: il fatto che il creditore possa perdere il diritto di pretendere il pagamento di ciò che gli spetta solo per non essersi mosso entro il termine fissato dalla legge può sembrare ingiusto. In realtà, il motivo per cui esiste la prescrizione è da ricercare nell’esigenza di voler dare certezza ai rapporti giuridici e, inoltre, di evitare di far vivere i debitori con la paura che il creditore, in qualsiasi momento, possa esigere prestazioni ormai dimenticate. A ciò si aggiunga che la legge collega al trascorrere del tempo il disinteresse del soggetto verso un determinato credito.

I termini della prescrizione

Solitamente, il termine entro il quale il debito cade in prescrizione è fissato in 10 anni. È il caso dei debiti derivati da un contratto o da un’obbligazione unilaterale [2]. Per altre tipologie di crediti, però, la prescrizione è di 5 anni: si pensi alle pigioni delle case, i fitti dei beni rustici, i canoni di locazione, il capitale nominale dei titoli di Stato, le bollette per utenze domestiche come acqua, telefono, rifiuti, luce e gas, le annualità delle rendite perpetue o vitalizie, le annualità delle pensioni alimentari, le rate dei mutui, le dichiarazioni dei redditi, Iva e documentazione allegata, i bollettini, le spese condominiali, le multe.

Sono soggette alla prescrizione di 3 anni: la tassa automobilistica, il diritto del professionista a ricevere i compensi per l’opera prestata, il diritto dei notai per gli atti del loro ministero,

Il termine di prescrizione è di 2 anni per le bollette di luce, acqua e gas a seguito della legge di bilancio 2018.

Prescrizione di 1 anno invece per il diritto di pretendere pagamenti per rette scolastica, abbonamenti a piscine, palestre e altri centri sportivi e per il diritto dei farmacisti di volere il pagamento del prezzo dei prodotti, il diritto al pagamento delle rate dei premi assicurativi rc, furto e incendio, il diritto degli ufficiali giudiziari a chiedere il compenso degli atti da loro compiuti.

Vi sono poi le cosiddette prescrizioni presuntive: infatti in alcuni casi la legge presume che il debito sia stato pagato entro un determinato termine, variabile da sei mesi ad un anno. In queste ipotesi l’onere della prova del mancato pagamento è posto a carico del creditore richiedente, mentre il debitore deve semplicemente rilevare il decorso del termine di prescrizione.

note

[1] Artt. 2934 e ss. Cod. Civ.

[2] Art. 2946 Cod. Civ. art. 2946.

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