HOME Articoli

Lo sai che? Prodotto in garanzia: cosa fare se non esistono pezzi di ricambio?

Lo sai che? Pubblicato il 27 maggio 2018

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 27 maggio 2018

Se il produttore ha smesso di costruire i prezzi di ricambio prima di due anni dall’ultima vendita del prodotto, e quindi prima della scadenza della garanzia, è tenuto a rimborsare il prezzo all’acquirente.

Hai fatto un acquisto su Amazon. Hai comprato un estrattore di frutta di ottima marca e l’hai messo subito in funzione. Il primo utilizzo è stato più che soddisfacente, ma già al secondo l’elettrodomestico si è inceppato. La terza volta, invece, ha smesso di funzionare. Lo hai smontato e ti sei accorto che un componente si è rotto. Hai chiamato il venditore chiedendo che ti fosse riconosciuta la garanzia, visto che si tratta di un acquisto recente. L’azienda però ha fatto orecchie da mercante. Prima ha frapposto una serie di ostacoli come il fatto che hai buttato la scatola di imballaggio e la prova di acquisto. Poi si è trincerata dinanzi a un motivo che a te è sembrato palesemente illegittimo: il pezzo di ricambio in questione non è più disponibile sul mercato. È possibile – ti chiedi – che, per un prodotto ancora in garanzia, non esistono più pezzi di ricambio? Che fare se la ditta produttrice ha smesso di fabbricarli? La questione è regolata dal codice del consumo. Leggendo questo articolo ti spiegheremo cosa fare e come presentare reclamo, sia che tu abbia acquistato da Amazon che da qualsiasi altro commerciante.

La garanzia di due anni è inderogabile

Le regole che stiamo per elencare si applicano a solo alle vendite fatte nei confronti dei consumatori, quindi a chi compra senza dare una partita Iva (e senza richiede fattura).

Per ogni prodotto acquistato è prevista una garanzia legale di due anni. Che significa “legale”? Che spetta per legge. La legge, in questo caso, è imperativa: non può cioè essere derogata neanche con l’accettazione, da parte dell’acquirente, di un contratto che prevede un termine più limitato. Se il venditore dovesse imporre al consumatore una garanzia più breve, questa non avrebbe efficacia e si applicherebbe sempre il termine biennale. Il venditore non può neanche prevedere una garanzia per un solo anno, subordinando l’estensione per due anni al pagamento di un supplemento.

Insomma, la garanzia di due anni è quella minima che spetta per legge.

La garanzia è invece di un anno per chi compra con partita Iva, quindi come “professionista” (inteso in senso ampio, quindi anche come imprenditore o autonomo) e non come consumatore.

Che significa che il prodotto è in garanzia?

Se il prodotto è in garanzia significa che deve essere riparato o, a richiesta dell’acquirente, sostituito con uno nuovo. Se né la riparazione, né la sostituzione dovessero essere possibili, l’acquirente può chiedere, sempre a propria insindacabile scelta, una riduzione del prezzo di acquisto o la restituzione dei soldi spesi.

La garanzia spetta se ho distrutto la scatola?

La garanzia spetta anche se l’acquirente ha buttato la scatola e l’imballaggio. Il venditore non può quindi subordinare la restituzione del prodotto alla riconsegna dell’involucro integro.

La garanzia spetta se ho perso lo scontrino o la prova d’acquisto?

Anche in questo caso la garanzia spetta a prescindere da un documento fiscale o da una bolla di accompagnamento. Basta dimostrare l’avvenuto acquisto che può essere fatto con qualsiasi mezzo, anche con la prova del bonifico o del pagamento con carta di credito.

Che succede se il produttore ha smesso di fabbricare prodotti di ricambio?

Da quanto abbiamo appena detto possiamo intuire che il produttore non può smettere di costruire o vendere prodotti di ricambio per prodotti ancora in commercio. Dall’ultima vendita, infatti, dovranno decorrere due anni prima che il produttore sia libero di non rispondere per i difetti di funzionamento del prodotto. Se ciò nonostante il produttore decide di non produrre più pezzi di ricambio deve essere pronto a rimborsare all’acquirente il prezzo di acquisto del prodotto, non importa se lo stesso è stato utilizzato già per un anno e 11 mesi. Infatti, conta il fatto che la garanzia non è più disponibile. L’unica soluzione sarebbe la riparazione dell’oggetto ma sempre che questa non crei disagi e riduzioni di qualità nel prodotto.

Chi deve sostenere le spese di riparazione e di spedizione?

Chiaramente la garanzia deve essere integrale e coprire ogni possibile spesa che non può ricadere sull’acquirente. Anche le spese postali per la restituzione dell’oggetto difettoso devono ricadere sul venditore.

Entro quanto tempo inviare la richiesta di reso?

Se un prodotto presenta dei vizi, l’acquirente deve fare la richiesta di garanzia entro due mesi da quando si è accorto del visto. Questo termine è ridotto a otto giorni per chi acquista con partita Iva (quindi come professionista e non come consumatore).

E se il venditore dice che è colpa mia che non ho usato in modo corretto il prodotto?

Spesso succede che il venditore, per scaricare sull’acquirente la patata bollente, sostiene che un determinato pezzo non è in garanzia, in quando il difetto può difendere dall’uso distorto fatto dall’acquirente. Anche questa affermazione è illegittima: ogni componente del prodotto deve essere infatti coperta da garanzia.

Se il vizio si presenta entro 6 mesi dall’acquisto, spetta peraltro al venditore dove dimostrare che l’acquirente ha fatto un uso distorto del prodotto.

Come fare con Amazon?

Amazon mette a disposizione un servizio che si chiama Garanzia dalla A alla Z. In questo caso la società americana gestisce il reclamo inviato online dall’apposita pagina dell’account del cliente e lo elabora fornendo una risposta entro due settimane.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI