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Medico legale: chi è e cosa fa

16 giugno 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 giugno 2018



Di cosa si occupa la medicina legale? Cos’è la perizia medico legale? Qual è il ruolo del medico legale nel processo?

I medici curano i loro pazienti e si assicurano che le loro condizioni di salute siano buone. Ogni professionista del settore medico, poi, è specializzato in una determinata branca: c’è l’ortopedico che “aggiusta” le ossa, il cardiologo che cura i problemi di cuore, l’oculista che ci aiuta con la vista.

Esiste però una particolare tipologia di medico che sembra sfuggire ad un inquadramento preciso: si tratta del medico legale. La sua importanza è fondamentale nel campo giuridico, in quanto il medico legale lavora per la giustizia. In che senso? Lo vedremo meglio nel prosieguo di questo articolo, che si occuperà di capire chi è e cosa fa il medico legale.

Medico legale: chi è?

Il medico legale è un dottore laureato in una speciale branca della medicina: la medicina legale, appunto. La medicina legale si occupa dei rapporti tra ambito medico e giuridico. Cosa significa? Che il medico legale deve indagare sulle cause di un fatto che è rilevante sia sotto il profilo medico che sotto quello giuridico.

Alcuni esempi saranno più chiari di mille parole. Si pensi al sinistro stradale che provochi lesioni ad uno degli automobilisti coinvolti: in questa circostanza, la vittima incaricherà un medico legale perché accerti l’entità delle ferite riportate al fine di chiedere il risarcimento del danno all’assicurazione.

Oppure: una persona viene trovata misteriosamente morta. Il medico legale, incaricato dalla procura, dovrà accertare le cause del decesso, occupandosi anche dell’autopsia sul cadavere. Dai risultati si potrà capire se la vittima è stata uccisa (ad esempio, avvelenata) oppure è morta per cause naturali.

Ancora, si pensi ai tanti casi di responsabilità medica. A Tizio viene riscontrata un’importante patologia, nonostante tutti i dottori che l’avevano visitato in precedenza avessero escluso ogni problematica. In questo caso, Tizio può rivolgersi ad un medico legale perché verifichi la sussistenza di una responsabilità professionale in capo ai medici che non avevano diagnosticato la malattia.

Medico legale: cosa fa?

Il medico legale, come detto, si occupa di scoprire le cause di un fatto che riguarda la salute (o la vita) umana affinché queste possano essere fatte valere in giudizio.

Il medico legale, nel compimento della sua attività, può essere incaricato sia da una parte privata che direttamente dal tribunale. Il frutto del suo lavoro è la famosa perizia medico legale che può essere, rispettivamente, di parte o d’ufficio.

Per elaborare la sua perizia, il medico legale deve ovviamente avere a disposizione il “materiale” necessario a consentirgli di espletare il suo lavoro. Innanzitutto, il medico legale dovrà avere accesso alle cartelle cliniche dei pazienti e a tutte le visite compiute in precedenza. Se si tratta di autopsia, il medico legale dovrà chiaramente compiere il suo lavoro direttamente sulla salma.

Perizia medico-legale: a cosa serve?

Abbiamo detto che il risultato dell’attività svolta dal medico legale è la perizia. La perizia è l’elaborato del medico legale, risultato degli studi compiuti sull’oggetto della sua consulenza.

La perizia medico legale è uno strumento preziosissimo nel processo civile come in quello penale: in essa, infatti, sono spiegate le ragioni di un avvenimento, l’illustrazione scientifica della patologia, il nesso causale tra un fatto (un sinistro stradale, un colpo di pistola, un fendente) e la malattia (lesione, ferita, morte) che esso ha provocato.

Facciamo un altro esempio chiarificatore. A lungo si è parlato della cosiddetta “terra dei fuochi”, cioè di quella zona della Campania ove i terreni sarebbero stati riempiti di immondizia e sostanze venefiche. Ebbene, negli abitanti di quelle aree è stata riscontrata una percentuale di tumori maggiore della media nazionale. Ora, se si volesse comprendere il nesso tra le malattie cancerogene e le sostanze sepolte nel terreno, occorrerebbe un medico legale che appurasse l’esistenza di un legame.

Un altro esempio è quello riguardante gli effetti collaterali di alcuni farmaci. Molte volte, nei notiziari nazionali, abbiamo sentito parlare di patologie presumibilmente legate all’assunzione di farmaci (talvolta di vaccini, si è detto). Ebbene, se la vittima volesse chiedere il risarcimento dei danni alla casa farmaceutica, dovrebbe sottoporsi ad una perizia medico legale che accerti il nesso causale.

Medico legale: perché è importante?

Da quanto appena detto si comprende facilmente perché l’attività del medico legale sia così importante in ambito giuridico: gli esperti del diritto (avvocati, magistrati, ecc.), infatti, non possono avere le cognizioni scientifiche idonee a comprendere la reale portata di alcuni avvenimenti. Come può un giudice stabilire se un tumore sia provocato dalle esalazioni provenienti dai terreni? Cosa può dire un avvocato circa gli effetti dell’assunzione di un farmaco? È proprio qui, dunque, che subentra la figura del medico legale.

Medico legale e processo: qual è il rapporto?

Il rapporto tra medico legale e processo non è sempre virtuoso. Cosa significa? Spieghiamo meglio quest’affermazione che, solo apparentemente, può sembrare irrispettosa.

La perizia del medico legale chiarisce i rapporti tra una causa e un evento conseguente alla stessa ogni volta che sia necessaria una particolare competenza scientifica. Fin qui tutto bene. Il problema è che, a volte, i giudici “scaricano” la responsabilità dell’esito di un procedimento direttamente sul medico legale. In altre parole, succede che la causa viene decisa dalla perizia medico legale senza che su di essa avvenga un vero confronto giuridico.

In buona sostanza, gli esiti di un intero procedimento vengono rimessi alla valutazione del medico legale, senza che il giudice ne approfondisca gli aspetti più strettamente giuridici. Ed infatti, se è vero che il giudice non può avere le conoscenze scientifiche del medico specializzato, è altrettanto vero che la perizia medico legale si inserisce pur sempre nel mondo giuridico, cioè nel processo. Il giudice, quindi, avrebbe comunque facoltà di disattendere la perizia qualora le conclusioni della stessa non gli appaiono convincenti.

Un esempio su tutti è dato da ciò che avviene in sede di ricorso giudiziale avverso il diniego, da parte dell’Inps, di concedere una prestazione assistenziale (indennità di accompagnamento, pensione di inabilità, ecc.). In questa ipotesi, l’esito del procedimento è praticamente rimesso alla perizia del medico legale incaricato dal tribunale.

Tutto ciò è senz’altro giusto, ma bisogna sempre tenere presente che il processo (civile o penale che sia) è regolato da norme che tengono sì in giusto conto la perizia, ma che consentono anche di metterla in discussione quando essa non risulti del tutto convincente. Anche il diritto, d’altronde, è una scienza.

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