Diritto e Fisco | Editoriale

Quando la malattia diventa infortunio?

15 giugno 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 giugno 2018



Malattia professionale e infortunio sul lavoro: qual è la differenza? Cos’è l’infortunio in itinere? Quali sono i compiti di Inail e Inps?

Un incidente può comportare conseguenze imprevedibili per chi lo subisce, a volte anche gravi. Al di là dell’entità del problema di salute, però, si pone un’altra questione: come fare con il datore di lavoro? Una patologia, infatti, non soltanto comporta sofferenza per chi ne è afflitto (e per i suoi familiari), ma anche l’inconveniente di doversi assentare da lavoro e di fornire la giusta documentazione per ottenere la tutela stabilita dalla legge.

In ambito lavorativo, c’è una bella differenza tra la semplice malattia e l’infortunio. Con questo articolo non solo cercheremo di capire quando è malattia e quando infortunio, ma anche quando la malattia diventa infortunio. Proseguite nella lettura.

Infortunio: cos’è?

L’infortunio è quell’evento, ricollegabile all’attività lavorativa, che si verifica per una causa violenta e incide subito e in modo traumatico sulla salute del lavoratore (o per avergli provocato una lesione o una malattia), rendendolo inabile al lavoro per più di tre giorni.

La legge prevede [1] un’assicurazione obbligatoria che dà diritto al lavoratore infortunato di beneficiare di specifiche prestazioni sanitarie e di un indennizzo tanto maggiore quanto più gravi siano state le conseguenze dell’evento traumatico.

Al verificarsi dell’infortunio, il lavoratore ha il dovere di informare subito il datore di lavoro. A sua volta, il datore di lavoro, ricevutane notizia, deve inviare entro due giorni la relativa denuncia all’Inail. Ed infatti, è proprio l’Inail a dover valutare le modalità, vale a dire le cause e le circostanze con le quali l’incidente si è verificato, al fine di deciderne il riconoscimento e la conseguente ammissione all’indennizzo.

Qualora si tratti di infortunio mortale o che comporti pericolo di vita, la denuncia va inviata entro le 24 ore dall’evento e l’Inail avrà l’obbligo di informare il Procuratore della Repubblica. In tal caso si avvierà d’ufficio una indagine penale anche quando dall’evento siano derivate lesioni con prognosi di guarigione superiore a quaranta giorni.

Infortunio in itinere: cos’è?

Dall’infortunio sul lavoro va tenuto distinto il cosiddetto infortunio in itinere che è quello nel quale incorre il lavoratore nel percorrere l’itinerario di andata e ritorno fra abitazione e luogo di lavoro (o viceversa) oppure dal luogo di lavoro a quello di consumazione dei pasti ovvero tra due posti di lavoro (se svolge la sua attività in sedi diverse).

Per aver diritto all’indennizzo, occorre che il lavoratore non abbia interrotto o deviato il tragitto se non per effettiva necessità dovuta a motivi di forza maggiore (ad esempio deviazioni presenti sulla strada a causa di lavori in corso), a esigenze essenziali e improrogabili (ad esempio recarsi al pronto soccorso per soccorrere un familiare) o all’adempimento di obblighi la cui inosservanza costituisce reato  (ad esempio sottrarsi ad un controllo delle autorità).

Per un approfondimento sull’argomento si rinvia alla lettura dell’articolo Infortunio in itinere: quando spetta al lavoratore l’assicurazione.

Malattia professionale: cos’è?

Diversa dall’infortunio é la malattia professionale: essa è la patologia che si sviluppa a causa della presenza di elementi nocivi sul luogo di lavoro.

Le cause scatenanti la malattia possono essere molte e spesso sconosciute al lavoratore  (per esempio la presenza di agenti cancerogeni i cui effetti si notano magari dopo lungo tempo). Altri fattori di rischio sono legati all’organizzazione del lavoro (per esempio la mancanza di igiene degli ambienti di lavoro, la cattiva manutenzione degli strumenti, la ripetitività delle mansioni svolte senza pause adeguate).

Malattie professionali Inail: quali sono?

In base alla legge [2], rientrano nella copertura Inail le malattie professionali comprese in precise tabelle [3]. Tali tabelle indicano complessivamente oltre cento categorie di malattie, divise a seconda che si tratti di settore dell’industria o di settore agricolo; esse vengono ricomprese in modo automatico nella copertura assicurativa in quanto, al momento in cui si manifestano, si presumono effetto dell’attività lavorativa. In altre parole, quando il lavoratore contrae una di queste malattie, per ottenere le prestazioni dall’Inail deve solo dimostrare di essere stato adibito ad una attività connessa a quella specifica malattia.

Questo non significa che il lavoratore che contragga anche altre malattie, non indicate nelle tabelle, ma causate in ogni caso da fattori di rischio presenti nel luogo di lavoro, non possa ottenere le prestazioni all’Inail. In questa ipotesi, tuttavia, dovrà essere lui a dimostrare il nesso di causa-effetto tra la malattia e le condizioni di lavoro.

Per sapere quali sono tutte le malattie riconosciute dall’Inail, si rinvia alla lettura dell’articolo Malattia professionale: ecco quelle riconosciute dall’Inail.

Quando l’infortunio diventa malattia?

Fornita la definizione di malattia professionale e di infortunio sul lavoro, vediamo quando l’infortunio diventa malattia.

Quando uno stato di inabilità temporanea al lavoro non è stato causato da un incidente che presenta i requisiti previsti dalla legge tali da poterlo identificare come infortunio, l’evento viene immediatamente e automaticamente trasformato in malattia comune per distinguerla da quella professionale.

L’indennizzo, se lo prevede la contrattazione collettiva nazionale, può avvenire a cura e spese del datore di lavoro ma, come il più delle volte accade, l’indennizzo avviene a cura e spese dell’Inps o di analogo ente previdenziale, che provvederà a riconoscere ed erogare al lavoratore le prestazioni necessarie del caso.

Va detto che il lavoratore inabile a seguito di infortunio sul lavoro può ritenersi più libero, in quanto non è tenuto a osservare le rigide fasce orarie di reperibilità, previste dall’Inps nell’ipotesi di malattia comune, poiché l’Inail non effettua visite domiciliari e, laddove voglia sottoporre a controllo l’infortunato, lo convoca presso i propri ambulatori.

Altresì, salvo diversa previsione del contratto collettivo nazionale di categoria, i periodi di infortunio sul lavoro non sono considerati ai fini della maturazione del periodo di comporto, come accade nel caso di lunghi periodi di malattia, anche non consecutivi, che possono esporre il lavoratore al rischio di perdere il posto di lavoro.

Quando la malattia diventa infortunio?

Da quanto finora detto si evince anche quando la malattia diventa infortunio. Questa ipotesi ricorre quando la patologia che si supponeva causata dalla presenza di elementi nocivi sul luogo di lavoro in realtà è stata causata da un incidente. Non è da escludersi, infatti, che un evento violento e imprevisto possa cagionare immediatamente una malattia e che il nesso con tale evento sia scoperto solo successivamente, ad esempio a seguito di nuove scoperte scientifiche o mediche.

La valutazione è sempre rimessa all’Inail, unica istituzione competente a verificare il nesso di causalità tra l’evento e la conseguenza, come di seguito specificato.

Inail e Inps: quali sono le competenze?

Nel caso di infortunio sul lavoro oppure di malattia professionale, le competenze di Inail e Inps sono così divise:

  • Inail: si occupa dell’accertamento del nesso di causalità per le malattie professionali, dell’occasione di lavoro e della causa violenta per gli infortuni, nonché della valutazione di ogni altro elemento utile per qualificare l’evento lesivo come professionale;
  • Inps: si occupa, nell’ambito della rilevazione degli stati di malattia, dell’individuazione dei casi di possibile competenza Inail, dell’eventuale integrazione della documentazione pervenuta, se non già valutata dall’Inail, nonché del giudizio circa l’eventuale grave carenza delle motivazioni di fatto e di diritto di reiezione dei casi sempre da parte dell’Inail.

note

[1] D.P.R n. 1124/1965.

[2] Art. 3 D.P.R. n. 1124 del 1965.

[3] Allegati 4 e 5 aggiornati con D.M. 9 aprile 2008.

Autore immagine: Pixabay.com


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