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Inps: sospensione dall’impiego e integrazione contributi

2 giugno 2018


Inps: sospensione dall’impiego e integrazione contributi

> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 giugno 2018



Sono un ufficiale sospeso dal servizio per un procedimento penale in corso.  Percepisco, da dopo la sospensione, ai sensi dell’art. 920 del decreto legislativo 66/2010 la metà degli assegni a carattere fisso e continuativo. Agli effetti della pensione il tempo trascorso in sospensione dal servizio è computato per metà. Posso ai fini pensionistici chiedere all’Inps l’autorizzazione al versamento di contributi volontari al fine di integrare la seconda metà degli anni di sospensione, iniziando a versare ad esempio per gli anni 2016 e 2017?  La presenza di un rapporto lavorativo esclude la possibilità del versamento? Nella circolare inps 50/2008 si legge che l’interessato deve aver cessato o interrotto il rapporto di lavoro. La mia sospensione non è da considerarsi una “interruzione” del rapporto di lavoro? L’assicurazione infatti non può essere proseguita volontariamente da coloro che svolgono rapporti di lavoro dipendente, para subordinato o autonomo stante il divieto recato dall’art.6 del Dlg184/1997 per periodi coincidenti da un punto di vista temporale. 

È possibile, in base a quanto disposto dal D.lgs 184/1997, richiedere l’autorizzazione ai contributi volontari quando viene interrotto il rapporto di lavoro: “L’assicurato, qualora sia interrotto o cessi il rapporto di lavoro che ha dato luogo all’obbligo delle assicurazioni per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti e per la tubercolosi, ai sensi dell’art. 37 del RDL 4 ottobre 1935, n. 1827, e successive modificazioni e integrazioni, può rispettivamente conservare i diritti derivanti dalle assicurazioni predette o raggiungere i requisiti per il diritto alla pensione mediante il versamento di contributi volontari base e a percentuale nell’assicurazione per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti e nell’assicurazione contro la tubercolosi. 

Nel caso specifico si tratta proprio di interruzione del rapporto di lavoro. Tanto più che l’Inps, nel portale, specifica: “Il lavoratore che ha cessato o interrotto l’attività lavorativa può accedere al versamento volontario dei contributi per perfezionare i requisiti di assicurazione e di contribuzione per raggiungere il diritto alla pensione e per incrementare l’importo del trattamento pensionistico, se sono già stati perfezionati i requisiti contributivi richiesti”, distinguendo la casistica di cessazione del rapporto di lavoro da quella dell’interruzione. 

Vero è che il lettore non è assicurato presso la gestione Inps dipendenti FPLD, ma presso la gestione ex Inpdap. 

Tuttavia, il D.lgs. 184/1997, all’art.5, ha esteso il regime della prosecuzione volontaria Inps (Dpr 1432/1971 e L.47/1983) alle altre forme di previdenza, in particolare ai fondi sostitutivi ed esclusivi dell’assicurazione generale obbligatoria, tra cui rientra anche l’ex Inpdap, ed alla gestione separata. 

In buona sostanza, secondo la normativa, anche gli iscritti alle gestioni al di fuori dell’assicurazione generale obbligatoria (Ago) possono versare i contributi volontari per l’accesso alla pensione. 

Peraltro, il D.lgs 564/1996 ha riconosciuto ai lavoratori dipendenti la possibilità di utilizzare la contribuzione volontaria anche per coprire periodi di sospensione del rapporto di lavoro o svolti in regime di part-time. Si tratta di una facoltà riconosciuta dal citato decreto a partire dal 1° gennaio 1997 nei confronti di tutti i lavoratori, sia del settore privato che del pubblico impiego. 

In buona sostanza, sino al 1996 l’autorizzazione era concessa solo in caso di cessazione o interruzione del rapporto di lavoro: dal 1997, invece, per effetto del DLgs. n. 564/96, è possibile chiedere la prosecuzione volontaria anche nei casi seguenti: 

– sospensione del rapporto di lavoro prevista da specifiche disposizioni di legge o contrattuali e priva di copertura assicurativa (aspettativa non retribuita, sciopero, interruzione del rapporto di lavoro con diritto alla conservazione del posto, congedo per formazione o per gravi e documentati motivi familiari…); 

– formazione professionale, studio e ricerca, privi di copertura assicurativa e finalizzati alla riqualificazione professionale; 

– non effettuazione dell’attività di lavoro all’interno di un rapporto di lavoro part time di tipo orizzontale, verticale o ciclico; 

– periodi intercorrenti tra un rapporto di lavoro e l’altro nel caso di lavori discontinui, stagionali, temporanei (in questa ipotesi il lavoratore deve provare però l’iscrizione nelle liste di disoccupazione ed il mantenimento dello stato di disoccupato oltre a non aver altra contribuzione figurativa accreditata per il medesimo periodo). 

In queste circostanze l’autorizzazione al versamento volontario è alternativa all’esercizio della facoltà di riscatto, alla quale l’interessato deve necessariamente ricorrere per coprire tali periodi nel caso in cui siano trascorsi i termini per effettuare i relativi versamenti. 

Inoltre, l’autorizzazione ai versamenti volontari può essere concessa anche se il rapporto di lavoro dipendente non è cessato (si pensi al part-time o alla sospensione del rapporto di lavoro per la fruizione dei congedi), ad integrazione di una contribuzione da lavoro o figurativa già riconosciuta, in modo da far raggiungere una pensione più elevata. 

Bisogna comunque ricordare che, per ottenere l’autorizzazione, il lavoratore deve poter far valere almeno 5 anni di contributi; in assenza di contributi per 5 anni ne sono sufficienti 3, purché presenti negli ultimi 5 anni precedenti la domanda di autorizzazione. 

In base a quanto osservato (possibilità di richiedere l’autorizzazione al versamento dei contributi volontari sia in caso di cessazione che di sospensione del rapporto di lavoro, possibilità di versare i contributi ad integrazione), si ritiene che il lettore abbia diritto a richiedere l’autorizzazione al versamento dei contributi volontari. Si noti, però, che non è possibile versare i contributi volontari retroattivamente, ma possono essere versati solo fino alla copertura dei 6 mesi che procedono la data della domanda. Per i periodi precedenti, si può chiedere il riscatto. 

La domanda di contributi volontari non si può presentare in carta libera, quindi non è possibile stendere una bozza della domanda di autorizzazione al versamento di contributi volontari, ma va richiesta in forma telematica all’Inps, se si possiedono le credenziali di accesso (pin dispositivo, Spid, carta nazionale dei servizi), oppure tramite patronato, secondo il form di domanda predisposto. 

Questo il link per richiedere i contributi volontari all’interno del sito web dell’Inps. 

https://www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx?itemdir=50123 

Articolo tratto dalla consulenza resa dalla dott.ssa Noemi Secci 

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