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Padre anziano e malato: chi è tenuto a dargli assistenza?

2 Giugno 2018


Padre anziano e malato: chi è tenuto a dargli assistenza?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 Giugno 2018



Mio padre, allontanato dal nucleo familiare a seguito di abusi, si trova ora in precarie condizioni di salute. L’assistente sociale pretende da noi cura e assistenza. Nessuno dei 4 figli ha disponibilità di spazio, tempo e denaro. Ha comunque fratelli e sorelle ancora in vita. Possiamo esimerci dal farlo?

Dal punto di vista dell’assistenza materiale i figli sono obbligati per legge a dare ai propri genitori i cosiddetti alimenti (articolo 433 e seguenti del codice civile) cioè il denaro necessario per la vita del genitore, ma solo alle seguenti condizioni:

a) il genitore deve versare in stato di bisogno e non deve essere in grado di provvedere al suo mantenimento;

b) il figlio (nel caso specifico il lettore e i suoi fratelli) devono essere nelle condizioni economiche di versarli.

Se, quindi, il padre del lettore versasse dal punto di vista economico in condizioni di bisogno, lui avrebbe diritto a chiedere ed ottenere il denaro necessario per provvedere alle esigenze di base della vita ai seguenti soggetti nell’ordine sotto indicato:

1) al coniuge (se è in vita);

2) ai figli;

3) ai generi e nuore;

4) ai fratelli e sorelle.

Non si inserisce nell’elenco i genitori e i suoceri del padre del lettore perché è da ipotizzare che non siano più in vita.

Perciò, se la moglie del padre del lettore non è più in vita, tocca innanzitutto ai figli provvedere a fornire al padre gli alimenti, cioè il denaro necessario alla sua vita.

Chiaramente sarà obbligato a dare il denaro necessario solo il figlio o i figli che sono in grado di poter offrire questo sostegno economico e in proporzione alle loro condizioni economiche.

Se il figlio che fosse in grado di dare gli alimenti non lo facesse spontaneamente, il padre potrà fare ricorso al giudice perché sia il giudice a condannare il figlio a versarli; se, invece, nessuno dei figli fosse in grado di dare un sostegno economico al padre, gli alimenti dovrebbero essere forniti dai generi e dalle nuore e, se mancassero generi e nuore o se nemmeno essi fossero in grado di provvedere, toccherebbe ai fratelli e sorelle del padre del lettore dargli gli alimenti.

Invece, dal diverso punto di vista dell’assistenza morale e “pratica” (cioè dell’assistenza necessaria per aiutare il padre a compiere gli atti della vita quotidiana), costituisce reato abbandonare il genitore che versi in uno stato di grave incapacità fisica o mentale (cioè che non sia più in grado di provvedere da solo a se stesso a causa di grave deficit mentale oppure fisico) se da questo abbandono può derivare un pericolo anche solo eventuale per la vita o per l’incolumità della persona malata.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con sentenza n. 44.089 del 18 dicembre 2016 con riferimento al reato previsto dall’articolo 591 del codice penale.

Perciò, se il padre del lettore non è in grado di provvedere a se stesso, i figli sono obbligati a dare questa assistenza pratica nei modi che riterranno più opportuni, cioè direttamente, anche a turno, oppure incaricando altra persona di famiglia o anche estranea alla famiglia.

Se invece i figli si disinteressassero del loro genitore (non dandogli alcuna assistenza pratica né direttamente, né attraverso incarico dato ad un terzo) commetterebbero un reato (articolo 591 del codice penale) se il padre, in condizioni fisiche precarie, restasse in condizioni di abbandono tali da creargli anche soltanto un pericolo per la propria incolumità.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


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